La Turchia approfitta del clima di riconciliazione per avanzare nel Golfo

Pubblicato il 13 febbraio 2021 alle 7:00 in Medio Oriente Turchia

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Secondo alcuni analisti, approfittando di un apparente clima di riconciliazione tra i Paesi del Golfo, la Turchia ha provato a penetrare nella regione, avvicinandosi ad alcuni Stati, tra cui Kuwait, Oman e Qatar.

Ciò è stato testimoniato dalle recenti visite del ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, che ha concluso un tour nel Golfo l’11 febbraio scorso, con l’ultima tappa in Qatar, preceduto da Oman e Kuwait. Come riportato dal quotidiano al-Arab, alcuni analisti del Golfo hanno notato che, mentre l’Arabia Saudita sta rivolgendo la propria attenzione soprattutto alla crisi yemenita, Ankara ha concluso accordi con l’Oman e il Kuwait, senza, però, tener conto delle tradizioni politiche del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), il quale prevede che i Paesi membri si consultino e coordinino prima di stringere intese con parti terze, che potrebbero inficiare sulla sicurezza della regione, soprattutto se si tratta di Paesi come la Turchia e l’Iran, considerati una minaccia per gli interessi del Golfo.

A detta degli analisti, sebbene l’Arabia Saudita abbia mostrato, nell’ultimo periodo, la volontà di riconciliarsi e interagire positivamente con la Turchia, ciò non significa che la regione del Golfo nel suo insieme, e i sauditi in particolare, abbiano dimenticato le posizioni antagoniste di Ankara, con particolare riferimento alla sua ingerenza nella crisi del Golfo e al caso del giornalista Jamal Khasoggi, secondo alcuni sfruttato per attaccare Riad e minarne la reputazione. Come riportato da al-Arab, i Paesi del Golfo sanno che il cambiamento negli atteggiamenti della Turchia nascondono, in realtà, la sua volontà di ripristinare relazioni soprattutto economiche, che potrebbero aiutarla ad alleviare l’impatto della crisi in corso, attraendo capitali e sostenendo il mercato immobiliare e il settore turistico di Ankara.

Stando a quanto spiegato da al-Arab, l’economia turca è stata duramente colpita dalle tensioni alimentate dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, specialmente con l’Arabia Saudita. La maggior parte delle aziende saudite ha boicottato i prodotti turchi e alti funzionari del governo turco, che hanno preso di mira il Regno, sono stati allontanati. Motivo per cui, i funzionari di Ankara ora vogliono dimostrare di aver cambiato le proprie posizioni e di sostenere la riconciliazione del Golfo, promossa dalla dichiarazione di al-Ula del 5 gennaio scorso.

I medesimi analisti hanno evidenziato che dopo l’accordo raggiunto al vertice di al-Ula, la Turchia ha cambiato il proprio atteggiamento. Le campagne diplomatiche e mediatiche ostili contro l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno lasciato il posto a una narrativa di sostegno alla riconciliazione tra i paesi del Golfo. A tal proposito, il 10 febbraio, il ministro Cavusoglu ha dichiarato che il suo Paese sostiene l’unità, la prosperità e la sicurezza degli Stati del Golfo, e si è detto speranzoso circa il ripristino di solide relazioni tra essi, sebbene anche Ankara abbia in passato alimentato i dissidi che hanno posto il Qatar contro l’Arabia Saudita, gli Emirati, l’Egitto e il Bahrein.

Secondo alcuni esperti di affari del Golfo, la Turchia sarà probabilmente il principale beneficiario della riconciliazione e l’atteggiamento indulgente dei sauditi potrebbe aprire la strada al ritorno di Ankara nella regione. Come evidenziato da tali esperti, se non fosse stato per la riconciliazione e la propensione della leadership saudita a tralasciare i dissidi, il tour di Cavusoglu non avrebbe avuto luogo. Senza il via libera da Riad, Oman e Kuwait non avrebbero rischiato di ricevere il ministro turco, rischiando di essere visti come schierati dalla parte della Turchia.

Ad ogni modo, gli analisti affermano che l’Arabia Saudita non sembra essere del tutto pronta a impegnarsi con la Turchia. Il fatto che il tour di Cavusoglu non abbia incluso l’Arabia Saudita potrebbe essere un’indicazione del fatto che le questioni controverse tra i due Paesi siano tuttora irrisolte e che Riad voglia risolvere definitivamente tali tensioni con Ankara e ottenere impegni chiari prima di completare il processo di riconciliazione anche con la Turchia. Nel frattempo, i turchi stanno lavorando per costruire relazioni economiche con Oman, Kuwait e Qatar.

A tal proposito, il quotidiano al-Arab, sulla base delle informazioni fornite da Bloomberg, ha riferito che la Turchia sembra essere disposta anche a porre fine al proprio sostegno alla Fratellanza Musulmana, al fine di stabilire relazioni commerciali, economiche e in materia di sicurezza con i Paesi del Golfo. Tale mossa risulterebbe essere cruciale per alcuni Stati, tra cui l’Egitto.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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