Il Venezuela avanza nelle negoziazioni per accedere ai vaccini del programma Covax

Pubblicato il 12 febbraio 2021 alle 20:07 in America Latina Venezuela

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Funzionari del governo venezuelano e leader dell’opposizione si sono incontrati per discutere dell’acquisto di vaccini contro il coronavirus tramite il Fondo di accesso globale COVAX. Il programma di Caracas, secondo fonti interne, prevedrebbe l’utilizzo di denaro congelato negli Stati Uniti a causa delle sanzioni economiche. Il leader dell’opposizione, Juan Guaido, aveva proposto per l’appunto, la scorsa settimana, di sfruttare i fondi venezuelani controllati dal Dipartimento del Tesoro statunitense per pagare i vaccini. Il presidente Nicolas Maduro, dal canto suo, non si è ancora espresso sulla chiusura dell’accordo, ma ha sempre denunciato il peso che le sanzioni internazionali, a partire da quelle statunitensi, hanno avuto nella difficoltà di garantire l’accesso ai farmaci. 

Gli Stati Uniti, nel 2019, hanno congelato 342 milioni di dollari detenuti dalla Banca centrale del Venezuela negli USA come parte di un programma di sanzioni che aveva lo scopo di allontanare Maduro dal potere. Lo spostamento dei fondi, come in questo caso per i vaccini, prevede di solito la richiesta di una licenza all’Office of Foreign Asset Control del Tesoro degli Stati Uniti.

Il governo di Maduro risulta iscritto al COVAX, lo strumento co-diretto dalla Gavi (Alleanza per i vaccini), dalla Coalizione per l’innovazione in materia di preparazione alle epidemie (CEPI) e dall’OMS, ma non ha effettuato i pagamenti associati. Il Fondo di accesso globale è finalizzato ad accelerare lo sviluppo e la produzione di vaccini contro il COVID-19 e a garantire un accesso giusto ed equo a tutti i Paesi del mondo.

Il capo della missione dell’Organizzazione panamericana della Salute (Ops) a Caracas, Paolo Balladelli, ha affermato in un tweet che ci sono stati progressi nell’ottenimento di vaccini per il Venezuela e che l’Unicef e l’Organizzazione mondiale della sanità sarebbero stati coinvolti. In particolare, nella serata di giovedì 11 febbraio, Balladelli ha twittato: “Oggi, con la volontà degli attori politici, dei tecnici e degli universitari del Venezuela, il Tavolo nazionale per l’accesso alla strategia Covax ha proceduto per garantire l’accesso ai vaccini contro il Covid-19”. L’Organizzazione Panamericana della Salute non ha tuttavia risposto ad una richiesta di commento che domandava se il tweet di Balladelli si riferisse effettivamente all’incontro tra il governo e i rappresentanti di Guaido.

La scorsa settimana, il capo dell’Ops aveva affermato che erano state riservate al Venezuela una quantità di dosi del vaccino AstraZeneca, prodotto in collaborazione con l’Università Oxford, tra l’1,4 e i 2,4 milioni. L’arrivo dei farmaci, tuttavia, era stato congelato per il ritardo del Venezuela nei pagamenti della quota annuale all’Ops, oggetto di una trattativa che si porta avanti da giorni. Al momento non si sa quanti dei vaccini promessi potranno effettivamente arrivare grazie all’intesa. A 10 dollari per dose, quei vaccini costerebbero tra 140 milioni e 240 milioni di dollari.

L’incontro tra governo e opposizione ha segnato un notevole passo in avanti in quello che probabilmente sarà un lungo processo che richiederà che le autorità statunitensi approvino l’uso dei fondi, nonché il completamento di un piano di lancio della vaccinazione per il Venezuela. Mercoledì 10 febbraio, il vicedirettore dell’Ops, Jabas Barbosa, aveva chiesto di concedere “flessibilità” al Venezuela per il pagamento delle quote e il relativo accesso al meccanismo Covax, vista la complicata situazione nel Paese. “Chiediamo al Covax di avere un programma flessibile per ricevere il pagamento dal Venezuela e mantenere il Paese all’interno del meccanismo come membro autofinanziato”, aveva detto Barbosa. Per poter accedere ai vaccini acquistati tramite il Covax, il Venezuela avrebbe dovuto risolvere il problema del ritardo nei pagamenti della quota all’Ops entro il 9 febbraio.

Per quanto riguarda l’impatto delle sanzioni statunitensi sui vaccini in Venezuela, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha inviato nel Paese la relatrice speciale, Alena Douhan, dal 2 al 12 febbraio, per giudicarne la portata. Washington sostiene che le misure economiche colpiscano solo il patrimonio degli alti funzionari del governo venezuelano, accusati di attacco alla democrazia, e le imprese ad essi legati, tuttavia, molti sostenitori di Caracas le considerano dannose anche per il loro impatto sulla salute in questo momento di crisi. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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