USA-Turchia: pressioni per il rilascio di Osman Kavala

Pubblicato il 11 febbraio 2021 alle 17:05 in Turchia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Turchia di rilasciare l’uomo d’affari, attivista e filantropo Osman Kavala, che è stato arrestato per quelle che sono state definite accuse “pretestuose” relative al fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016 e alle proteste antigovernative del 2013.

“Le pretestuose accuse contro Kavala, la sua detenzione in corso e i continui ritardi nella conclusione del processo, anche attraverso la fusione di casi contro di lui, minano il rispetto per lo stato di diritto e la democrazia”, ha scritto il portavoce del Dipartimento di Stato degli USA, Ned Price, il 10 febbraio. Gli Stati Uniti hanno quindi esortato Ankara a rispettare una sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani del 2019 che prevedeva il rilascio di Kavala e la garanzia di “una soluzione giusta, trasparente e rapida al caso in linea con le leggi nazionali e gli obblighi internazionali”.

In risposta alla dichiarazione di Washington, il Ministero degli Esteri turco ha affermato che gli USA dovrebbero rispettare i procedimenti legali nei propri tribunali. “La Turchia è uno stato di diritto. Nessun Paese o persona può dare ordini ai tribunali turchi in merito a procedimenti legali”, ha riferito il Ministero. Questo ha aggiunto che tali richieste erano “incoerenti e senza scrupoli”, anche alla luce del rifiuto di estradare Fethullah Gulen, un oppositore dell’attuale esecutivo turco che Ankara incolpa per aver orchestrato il fallito colpo di Stato del 2016. 

Kavala, una figura ben nota nella società civile turca, è stata incarcerata dall’ottobre 2017. L’uomo rischia una condanna all’ergastolo per aver presumibilmente tentato di rovesciare il governo del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, nel tentativo di attuare un colpo di Stato, poi fallito il 15 luglio 2016. Inoltre, Kavala è stato accusato di spionaggio. Il 5 febbraio, un tribunale turco ha combinato queste accuse ad un caso relativo al suo ruolo nelle proteste antigovernative del 2013 e ha respinto la richiesta di rilascio. Inizialmente era stato assolto per il proprio ruolo nelle manifestazioni, ma la decisione è stata poi ribaltata in appello.

Kavala continua a dichiarare che le accuse contro di lui non corrispondono alla realtà e alcuni gruppi per la tutela dei diritti umani credono che il governo di Erdogan stia cercando di dare l’esempio alla popolazione, usando il pugno di ferro contro l’uomo. Kavala è noto anche per il suo sostegno a progetti culturali sui diritti delle minoranze, affari curdi e relazioni armeno-turche. Erdogan si riferisce spesso all’uomo di affari come ad un rappresentante turco del miliardario americano George Soros, che investe in attività che coinvolgono la società civile all’estero. Inoltre, è importante sottolineare che anche il ricercatore statunitense, Henri Barkey, è sotto processo con l’accusa di essere un co-cospiratore di Kavala. Nella dichiarazione del Dipartimento di Stato, Price ha anche condannato l’inclusione di Barkey nei procedimenti legali “ingiustificati” in Turchia.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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