Qatar: lanciato il più grande progetto di gas naturale liquefatto

Pubblicato il 11 febbraio 2021 alle 14:15 in Medio Oriente Qatar

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La Qatar Petroleum, un’azienda petrolifera statale qatariota, ha siglato un accordo per la prima fase del progetto di sviluppo del North Field, con l’obiettivo di aumentare la produzione di gas naturale liquefatto (GNL). Il progetto è da inserirsi in un quadro più ampio, che vede Doha ambire a raddoppiare le entrate derivanti da GNL.

Il contratto, firmato l’8 febbraio, prevede la partecipazione di CTJV, la joint venture tra TechnipFMC and Chiyoda, le quali collaboreranno ad espandere il cosiddetto North Field, il più grande giacimento di gas naturale non associato al mondo, con riserve recuperabili che ammontano a più di 900 trilioni di piedi cubi standard, pari a circa il 10% delle riserve mondiali. Il giacimento, condiviso da Iran e Qatar, è situato al largo della costa Nord-orientale della penisola del Qatar e si estende su un’area di oltre 6.000 chilometri quadrati, pari a circa la metà della superficie terrestre del Paese del Golfo. Lo sviluppo di una risorsa di tal tipo è considerato un tassello rilevante per la crescita economica di Doha. Quest’ultima, per più di venti anni, è stata l’unica a investire nel North Field, in quanto le sanzioni statunitensi hanno impedito all’Iran di sfruttare il suo lato del giacimento, soprannominato da Teheran South Pars.

Secondo Wood Mackenzie, un gruppo britannico di ricerca e consulenza, il progetto di espansione del North Field aumenterà la capacità di produzione di GNL in Qatar, consentendo al Paese di passare da 77 a 110 milioni di tonnellate all’anno. Motivo per cui, il progetto è considerato il maggiore mai approvato nell’ambito del gas naturale. Come riferito dall’amministratore delegato di Qatar Petroleum, Saad al-Kaabi, altresì ministro dell’Energia del Qatar, il costo totale del progetto ammonta a 28,7 miliardi di dollari, il che rappresenta una delle maggiori cifre investite nel settore negli ultimi anni. Sulla base di quanto stipulato l’8 febbraio, sono state stanziate somme per opere di ingegneria e operazioni di approvvigionamento e costruzione.

Stando a quanto specificato da al-Kaabi, sebbene la compagnia qatariota sia disposta a sviluppare il North Field da sola, nei prossimi giorni verrà aperto un bando di gara per rilevare una quota fino al 30% nella prima fase, e ci si aspetta che, entro la fine del 2021, verranno raggiunti partenariati con compagnie petrolifere internazionali. Tra i partner di lunga data, nel settore del GNL, si annoverano ExxonMobil, Royal Dutch Shell, Total e ConocoPhillips.

Si prevede che la prima fase di produzione inizierà entro il quarto trimestre del 2025, per poi raggiungere il massimo livello di produttività tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Il fine ultimo, è aumentare del 40% la produzione di GNL del Qatar entro il 2026. Oltre a gas naturale liquefatto, il progetto prevede anche la produzione di condensato, GPL, etano, zolfo ed elio. Stando alle stime previste, si raggiungerà un livello massimo di produzione pari a circa 1,4 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno. Il progetto include poi una seconda fase, nota come South North Field. In tal caso, si stima che la produzione di GNL del Qatar potrebbe raggiungere 126 milioni di tonnellate all’anno entro il 2027.

Le principali compagnie energetiche hanno atteso circa dieci anni per una nuova opportunità di investimento in Qatar, che ha fino ad ora congelato nuovi progetti di sviluppo per garantire che il North Field potesse mantenere i livelli di produzione previsti. Exxon, Shell, Total e ConocoPhillips partecipano ai terminali GNL in Qatar da quando il Paese ha intrapreso il viaggio per divenire uno dei maggiori attori del settore venti anni fa. Tuttavia, secondo fonti che hanno partecipato ai colloqui dell’8 febbraio, le prospettive per i prezzi di gas naturale hanno portato le principali aziende a ridurre le aspettative sul tasso di rendimento durante la fase di espansione in Qatar. A contribuire all’abbassamento delle aspettative, vi è anche l’avvio di progetti a livello internazionale, dal Canada al Mozambico alla Nigeria, che si prevede porteranno a una crescita dell’offerta nei prossimi dieci anni.

 
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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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