La Grecia alla ricerca di alleanze nel Golfo contro la Turchia

Pubblicato il 11 febbraio 2021 alle 19:09 in Grecia Medio Oriente Turchia

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I ministri degli Esteri e gli alti funzionari di Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti si sono recati ad Atene, giovedì 11 febbraio, per incontrare le delegazioni di Grecia, Cipro ed Egitto. Al vertice era presente, in video-collegamento, anche il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian. L’incontro è stato organizzato, su iniziativa della Grecia, per cercare di espandere le alleanze di Atene e contrastare le mire della Turchia, suo principale rivale nella regione del Mediterraneo orientale. L’Egitto, che è ormai un partner consolidato della Grecia, ha buoni rapporti con i tre Paesi del Golfo.

Gli Stati partecipanti all’incontro di giovedì si sono schierati apertamente a sostegno di Atene nella disputa contro Ankara. Grecia e Turchia, entrambi membri della NATO, sono da tempo bloccate in una controversia sull’estensione dei rispettivi confini marittimi e sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nel Mediterraneo orientale. La disputa ha causato, l’estate scorsa, una pericolosa escalation, che ha fatto temere addirittura lo scoppio di un conflitto. 

Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha dichiarato che i sette Paesi partecipanti al vertice hanno in programma di tenere contatti e incontri regolari. “È naturale che la Grecia cerchi questo tipo di cooperazione. Le sfide multidimensionali nel nostro vicinato lo rendono necessario”, ha aggiunto, parlando all’inizio dell’incontro.

Grecia ed Egitto hanno siglato, il 6 agosto, un accordo per la demarcazione dei confini marittimi, attribuendosi reciproci diritti di esplorazione energetica nel Mediterraneo orientale. In base a tale intesa, i due Paesi hanno designato le proprie zone economiche esclusive con il fine di consentire ad entrambi di “massimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili nell’area, in particolare le promettenti riserve di gas e petrolio”. Per Atene, l’accordo rispetta tutti i principi del Diritto internazionale e del Diritto del mare, consente di preservare relazioni di buon vicinato e contribuisce alla sicurezza e alla stabilità della regione.

Il patto, tuttavia, si pone in contrapposizione ad un’intesa simile, stipulata il 27 novembre 2019, dalla Turchia e dal Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, presieduto dal premier Fayez al-Sarraj e rivale del comandante Khalifa Haftar, supportato invece dall’Egitto. Anche questo accordo riguarda la demarcazione delle rispettive zone economiche esclusive ma è definito da Atene e dal Cairo “illegale”, in quanto non in linea con le norme del Diritto internazionale. Per la Grecia, Ankara rappresenta “il principale fattore di instabilità” nella regione, a causa dei suoi interventi “in Libia, nell’Egeo, a Cipro, in Siria, in Iraq e, più di recente, nel Nagorno-Karabakh”.

Gli Emirati Arabi Uniti, dal canto loro, hanno partecipato per la prima volta, dal 30 novembre al 6 dicembre, insieme alla nuova arrivata Francia, alle esercitazioni congiunte tra Grecia, Egitto e Cipro, conosciute con il nome di Medusa-10 e in corso al largo della città egiziana di Alessandria. La presenza emiratina nelle esercitazioni militari è arrivata meno di due settimane dopo la firma di un accordo di partenariato strategico con la Grecia, il 18 novembre. L’accordo greco-emiratino consolida un quadro bilaterale per una maggiore cooperazione in materia di Difesa tra i due Paesi e istituzionalizza lo stazionamento delle forze militari di un Paese sul territorio dell’altro. Non dimentichiamo che la Turchia ha una presenza alle porte degli Emirati Arabi Uniti attraverso la sua base in Qatar. Ora, attraverso l’accordo con la Grecia, gli Emirati stanno cercando di espandere la loro presenza alle porte della Turchia.

I rapporti tra Atene e Parigi sono da tempo consolidati. In un’ultima dimostrazione della loro partnership, il 14 gennaio, la Grecia ha approvato l’acquisto dalla Francia di 18 jet da combattimento Rafale, prodotti dall’azienda aeronautica Dassault, per 2,5 miliardi di euro. L’accordo è stato firmato dai ministri della Difesa dei due Paesi il 25 gennaio e prevede l’acquisto di 6 jet Rafale nuovi e di 12 usati. Le prime consegne sono previste nella prima metà dell’anno, secondo quanto annunciato dal governo. La firma rappresenta l’ultimo segnale delle crescenti relazioni tra la Grecia e la Francia nell’ambito della Difesa, con le forze armate elleniche che cercano di modernizzarsi nel mezzo delle tensioni con la vicina Turchia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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