Incontro tra Macron e Hariri sulla crisi politica ed economica libanese

Pubblicato il 11 febbraio 2021 alle 17:44 in Francia Libano

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro designato del Libano, Saad Hariri, e il presidente francese, Emmanuel Macron, hanno tenuto un incontro privato presso il Palazzo dell’Eliseo, a Parigi, per discutere della crisi economica nel Paese mediorientale e degli ostacoli che impediscono la formazione di un nuovo governo libanese. La notizia dell’incontro è stata divulgata da Hariri tramite il suo account Twitter, ma la presidenza francese non l’avrebbe inclusa nell’agenda pubblica di Macron.

“Hariri e Macron hanno discusso delle difficoltà interne libanesi che ostacolano la formazione del governo e dei possibili modi per superarle”, si legge nel post su Twitter del premier di Beirut. I due hanno altresì avuto modo di parlare degli sforzi francesi per risolvere la crisi durante una cena durata circa due ore.

Il leader del Movimento il futuro, il partito politico libanese a carattere sunnita, è arrivato a Parigi, martedì 9 febbraio, per una visita di due giorni in cui ha tenuto colloqui con diversi funzionari francesi, tra cui il presidente Macron, che ha incontrato mercoledì 10. Al premier designato Hariri è stato affidato il compito di formare un nuovo governo, dopo che Mustapha Adib si è dimesso, a settembre, ma sta faticando a mettere insieme un gabinetto all’interno del quale il potere sia condiviso da tutti i partiti libanesi, incluso il movimento di Hezbollah, allineato all’Iran.

Macron si recherà a Riad, questo mese, per tenere colloqui con l’Arabia Saudita sulle attuali questioni regionali, compresi i problemi politici ed economici del Libano. Il presidente francese sta guidando gli sforzi internazionali per salvare l’ex protettorato dalla sua profonda crisi e sta cercando di persuadere i politici del Libano ad adottare una tabella di marcia per sradicare la corruzione, un prerequisito fondamentale per i donatori internazionali, incluso il Fondo Monetario Internazionale (FMI) se si vogliono sbloccare miliardi di dollari di aiuti. Finora, tuttavia, gli sforzi di Macron sono falliti. A una conferenza internazionale per gli aiuti umanitari, cui hanno partecipato diversi donatori stranieri, a dicembre, Macron ha criticato i politici libanesi. “Gli impegni non sono stati rispettati”, ha detto, riguardo alla formazione di un governo riformista. Quest’ultimo requisito è essenziale nel piano francese destinato a sbloccare massicci aiuti finanziari che potrebbero salvare il Paese dalla caduta economica.

La visita di Hariri si colloca in un momento delicato per il Libano, caratterizzato da una perdurante instabilità politica e da una crescente crisi economica e finanziaria, definita la peggiore dalla guerra civile del 1975-1990. La formazione del nuovo esecutivo è stata una missione più volte ostacolata dalle divergenze politiche interne. È dal 22 ottobre 2020 che il premier Hariri si è detto disposto a risanare una situazione politica sempre più precaria. In tale data, egli è riuscito ad essere nominato primo ministro per la quarta volta dal 14 febbraio 2005, giorno dell’assassinio del padre, Rafiq Hariri. 

L’instabilità politica in Libano è conseguenza della forte mobilitazione popolare, iniziata il 17 ottobre 2019, quando la popolazione è scesa in piazza per protestare contro la dilagante corruzione della classe politica al potere e il deterioramento delle condizioni economiche e sociali. Hariri, in realtà, si è impegnato anche verso Parigi e i donatori internazionali, che si sono resi disponibili a sostenere il Libano, ma solo nel caso in cui venga formato un governo indipendente in grado di porre in essere le riforme e le misure di cui necessita il Paese.

Nel frattempo, il quadro economico peggiora di giorno in giorno. Secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite, più della metà della popolazione libanese vive al di sotto della soglia di povertà, mentre la percentuale di coloro che vivono in condizioni di estrema povertà è aumentata dall’8% al 23%. In tale quadro, il 2 febbraio, il prezzo del pane è aumentato del 20%, ovvero 0,17 dollari, per la quarta volta in meno di un anno. Il Ministero dell’Economia ha promesso di ridurre il prezzo “quando i prezzi globali del grano o il tasso di cambio del dollaro locale diminuiranno”, considerato che sono questi i due fattori che controllano il prezzo del pane in Libano. Tuttavia, si tratta di una prospettiva al momento difficile da realizzare, in un momento in cui il tasso di cambio rispetto al dollaro si sta avvicinando a 9.000 lire sul mercato nero. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.