Caso Navalny: Mosca contro Madrid

Pubblicato il 11 febbraio 2021 alle 8:37 in Russia Spagna

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La portavoce del Ministero degli esteri russo, Marija Zachrova, ha affermato che Mosca non sa “a chi credere” nel governo spagnolo: se a chi dice che nel Paese c’è una democrazia piena o a chi dice il contrario. “Non so a chi credere. Allaa signora González, ministro degli Affari esteri, che afferma che la Spagna è un esempio di democrazia; o al vice primo ministro del governo spagnolo, che afferma che la Spagna è lungi dall’avere una situazione di completa normalità democratica?”, ha affermato Zacharova in un’intervista all’agenzia di stampa Efe.

La polemica tra Mosca e Madrid nasce delle nuove tensioni tra la Federazione russa e l’Unione europea, con il Cremlino che accusa Bruxelles di aver tentato di organizzare una “gogna pubblica” alla Russia attraverso la visita del rappresentante per la politica estera e la sicurezza, Josep Borrell. “Ci ha provato, ma non ha funzionato”, ha detto la portavoce del dicastero guidato da Sergej Lavrov.

“Il compito di Borrell era quello di organizzare una fustigazione pubblica, che è stata meticolosamente preparata. Parla delle manifestazioni e dei giornalisti, facendo di Navalny la questione chiave per la ripresa di relazioni normali. Ha giocato al piccolo chimico: ‘impasta tutto, versalo e parti contento’. Ma la sua strategia è stata scoperta, perché probabilmente perché la parte russa ha proposto di discutere questioni reali, dai problemi alle prospettive di sviluppo”, ha detto Zacharova.

Borrell, di ritorno da Mosca lo scorso fine settimana, ha suggerito che i ministri degli esteri dei Paesi Ue, nella riunione del 22 febbraio, potrebbero decidere di estendere le sanzioni contro la Russia per via del caso Navalny.

Il ministero degli Esteri russo ha notato che i commenti critici fatti da Borrell dopo il suo ritorno a Bruxelles sono in contrasto con le dichiarazioni fatte a Mosca, dove, al termine di un vertice con Sergej Lavrov, ha affermato che ci sono molte aree in cui la Russia e l’UE possono e devono cooperare, e ha anche affermato che Bruxelles è a favore di un dialogo con Mosca, nonostante le difficoltà esistenti nelle relazioni bilaterali.

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ritiene che “i paesi occidentali stanno cercando di trasformare la questione Navalny in una delle questioni principali nel dialogo con il nostro paese”. Lavrov ha osservato che la Germania ha rifiutato di consegnare le cartelle mediche di Navalny alla Russia.

La segreteria tecnica dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) ha dichiarato che le conclusioni di Berlino, Parigi e Stoccolma (che c’erano tracce di Novichok nell’organismo di Navalny) erano corrette. La Russia si rammarica che l’OPCW “abbia rifiutato di rivelare la formulazione specifica della sostanza presumibilmente rilevata nei biomateriali del paziente”, ha affermato Lavrov.

A Borrell, che ha chiesto la liberazione di Navalny e degli oppositori arrestati in occasione delle manifestazioni in suo favore, Lavrov ha risposto che la condanna a diversi anni di carcere dei leader indipendentisti catalani per il referendum del 2017 è un esempio di “decisioni giudiziarie politicamente motivate”. Un’interpretazione smentita da Borrell, socialista catalano e ministro di Felipe González (1991-96) tornato in prima linea politica per difendere la causa unionista.

I media russi hanno riportato a come il vicepresidente del governo spagnolo Pablo Iglesias “abbia offerto una diversa interpretazione, assumendo parte delle critiche mosse da Lavrov”, secondo l’agenzia di stampa russa TASS .

 

Riguardo alle dichiarazioni di Arancha Gonzalez Laya, ministro degli Esteri, che difende che in Spagna “non ci sono prigionieri politici, ma politici in carcere”, lunedì il portavoce del ministero degli Esteri russo le ha definiti “propaganda occidentale di alto livello”.

Lavrov ha assicurato che Mosca è disposta “comunque” a normalizzare le sue relazioni con l’Unione europea.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e russo

di Redazione

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