Afghanistan: continue violenze e stallo nei negoziati

Pubblicato il 11 febbraio 2021 alle 15:21 in Afghanistan Asia

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Almeno 2 civili sono stati uccisi e altri 5 sono rimasti feriti in due esplosioni separate nella provincia orientale di Nangarhar, la mattina dell’11 febbraio. Intanto, i negoziati con i talebani a Doha, in Qatar, sono in stallo

Un veicolo è stato colpito da un’esplosione nel distretto di Kama, nella provincia di Nangarhar. Almeno un civile è deceduto e un altro è stato ferito, secondo quanto hanno riferito i funzionari locali. La seconda esplosione si è verificata nel distretto di Behsud, dopo che un ordigno sul ciglio della strada è stato fatto esplodere, mentre un gruppo di civili stava attraversando l’area. Una persona è rimasta uccisa e altri 4 sono rimasti feriti. Nessun gruppo, compresi i talebani, ha rivendicato la responsabilità degli assalti.

L’ultima violenza nella provincia si era verificata il 2 febbraio, quando un agente della polizia di frontiera è stato ucciso e altri 2 sono rimasti feriti in un’esplosione. L’attacco è avvenuto nel distretto di Surkh Rod e ha preso di mira un veicolo della polizia. I funzionari non hanno fornito ulteriori dettagli e nessun gruppo, compresi i talebani, ha rivendicato la responsabilità dell’assalto. In ogni caso, è importante sottolineare che, nonostante la violenza in corso, in Afghanistan nell’ultimo trimestre del 2020 si sono registrate il 14% di vittime in meno rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, lo stesso periodo ha rappresentato un numero eccezionalmente alto se paragonato agli altri anni. Infatti, il numero di scontri e decessi tende normalmente a diminuire durante i mesi invernali. 

In tale contesto, lo stesso 11 febbraio, Abdullah Abdullah, presidente dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione dell’Afghanistan, ha dichiarato che i talebani si sono barricati in una posizione netta di rifiuto del dialogo, che secondo lui non aiuta la situazione. Intanto, la delegazione del Governo di Kabul rimane a Doha, in Qatar, dove il 12 settembre 2020 sono iniziati i negoziati preliminari ai colloqui di pace intra-afghani. “Speriamo che questa situazione di stallo sia solo a breve termine”, ha dichiarato Abdullah. “Sappiamo che nessuno vincerà con la guerra”, ha aggiunto, e “nessuno perderà con la pace”. Tuttavia, il presidente dell’Alto Consiglio ha sottolineato che il livello di violenze non è stato ridotto, in violazione dell’accordo tra Stati Uniti e talebani, firmato sempre a Doha il 29 febbraio 2020. In tale contesto, gli USA devono valutare fino a che punto i talebani si sono impegnati per l’accordo di pace. 

Dall’altra parte, fonti vicine ai talebani hanno affermato che non è chiaro cosa succederà per quanto riguarda i restanti prigionieri talebani e se sarà possibile rimuovere il gruppo dalla lista nera del terrorismo delle Nazioni Unite. Tale situazione è percepita come una mancanza di chiarezza nella posizione degli Stati Uniti sull’accordo di Doha. Proprio per questo, i talebani hanno deciso di boicottare i colloqui con la Repubblica Islamica dell’Afghanistan. Il 28 gennaio il Pentagono ha annunciato che non effettuerà un ritiro completo delle truppe dal Paese entro maggio 2021, come previsto dall’accordo di Doha con i talebani, a causa del mancato rispetto dei termini dell’intesa. In risposta, i militanti afghani hanno accusato Washington di violazioni dei diritti umani. 

La nuova amministrazione statunitense, guidata dal presidente Joe Biden, in carica dal 20 gennaio, deve quindi gestire questa delicata situazione. Lo stesso 20 gennaio, il nuovo segretario di Stato, Antony Blinken, ha dichiarato che l’accordo con i talebani sarebbe stato riesaminato, prima di prendere decisioni riguardo alla posizione della Casa Bianca sulla permanenza delle proprie truppe sul territorio afghano. Il 31 gennaio, un rappresentante dei talebani ha affermato che il gruppo militante islamista continuerà a “difendere il Paese”, se le forze armate straniere rimarranno in Afghanistan dopo maggio 2021. Intanto, la portavoce della NATO, Oana Lungescu, ha affermato che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva e ha sottolineato che i ministri della Difesa della’Alleanza si concentreranno sull’Afghanistan nella riunione del 17-18 febbraio. Intanto, la NATO ha nuovamente sottolineato il proprio sostegno al processo di pace in Afghanistan, al fine di garantire una stabilità e che il Paese non sia più un rifugio sicuro per i terroristi. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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