Nigeria: uomini armati uccidono 19 persone nel Nord-Ovest

Pubblicato il 10 febbraio 2021 alle 10:35 in Africa Nigeria

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Il Governo nigeriano ha riferito che almeno 19 persone sono state uccise quando un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione in due villaggi nel Nord-Ovest della Nigeria, nello Stato di Kaduna, il 6 febbraio 2021.

La notizia è stata resa nota l’8 febbraio 2021 da Al Jazeera English. Il commissario per gli Affari Interni dello Stato di Kaduna, Samuel Aruwan, ha annunciato in una dichiarazione che durante le ultime ore del 6 febbraio, un gruppo di uomini armati, a bordo di motociclette, ha invaso il villaggio di Kutemeshi, uccidendo 14 persone, ferendone altre e saccheggiando i negozi. Lo stesso giorno, altri uomini armati in moto hanno preso d’assalto anche il villaggio di Kujeni, dove hanno ucciso 5 persone e bruciato molteplici case, magazzini e una chiesa, secondo la dichiarazione di Aruwan.

L’arido Nord-Ovest della Nigeria è colpito dalla violenza tra pastori e agricoltori, che è stata aggravata da un’esplosione dell’attività criminale e dall’infiltrazione di gruppi jihadisti nella regione. Secondo un rapporto redatto dall’International Crisis Group (ICG) del 18 maggio 2020, nell’ultimo decennio migliaia di persone sono state uccise e decine di migliaia sono state sfollate a causa della violenza nell’area. Molti di questi sono fuggiti nel confinante Niger. Dalla parte sua, il Governo ha avviato delle missioni di pace tramite le forze armate che hanno avuto successo. Tuttavia, secondo l’ICG, gli sforzi non produrranno risultati a lungo termine a meno che un numero maggiore di attori coinvolti non deponga le armi.

Secondo il rapporto, le cause della violenza nel Nord-Ovest del Paese sono complesse e interconnesse. Alla radice, la crisi relativa alla sicurezza della regione deriva da una lunga competizione per la terra e le risorse idriche tra i pastori Fulani e gli agricoltori Hausa, entrambi i quali nel tempo hanno mobilitato gruppi armati, anche noti come “banditi” o “vigilantes”, per proteggersi. Il degrado ambientale legato al cambiamento climatico e la forte crescita della popolazione hanno intensificato questa lotta. Inoltre, a causa dell’incremento del commercio di armi leggere e di piccolo calibro nell’area, sono proliferate molte bande organizzate che operano da foreste non governate.

Questi gruppi effettuano principalmente furti di bestiame, rapimenti per riscatto, rapine a mano armata e saccheggio dei villaggi. Inoltre, prendono di mira i minatori e i commercianti del settore dell’estrazione dell’oro, il quale è largamente non regolamentato. Avendo avuto origine nello Stato di Zamfara, la violenza delle bande si è poi diffusa in altri 5 Stati vicini, ovvero Kaduna, Katsina, Sokoto, Kebbi e Niger.

A seguito del deterioramento della sicurezza, la regione è finita costantemente sotto l’influenza dei gruppi jihadisti, che talvolta hanno attaccato le forze di sicurezza. Secondo l’ICG, il picco dell’attività islamista nel Nord-Ovest ha sollevato il timore che la regione possa presto diventare un ponte che collega le insurrezioni islamiche nel Sahel centrale con quelle presenti nella regione del lago Ciad nella Nigeria Nord-orientale.

Di fatto, i dati forniti dall’International Crisis Group informano di una rinascita del gruppo scissionista del principale gruppo jihadista che opera in Nigeria, Boko Haram, noto come Jama’atu Ansarul Muslimi- na Fi Biladis Sudan, che tradotto significa “Gruppo di Partigiani per i Musulmani in Africa Nera”. Meglio conosciuto come Ansaru, il gruppo armato era attivo nella regione Nord-occidentale del Paese tra il 2011 e il 2014. Inoltre, anche altre ramificazioni di Boko Haram, in particolare lo Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP), stanno arrivando nella zona. Nel frattempo, i confini non controllati del Paese permettono l’afflusso di armi e facilitano il movimento dei jihadisti da e verso il Sahel, regione arida dell’Africa Subsahariana dove lo Stato Islamico (IS) sta espandendo la sua influenza.

Secondo l’ICG, la violenza perpetrata dalle bande armate ha avuto un impatto umanitario ed economico di vasta portata sulla regione Nord-Ovest della Nigeria. Nell’ultimo decennio, più di 8.000 persone sono state uccise , principalmente nello Stato di Zamfara, e oltre 200.000 hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni. Il bestiame e i raccolti sono stati decimati, indebolendo ulteriormente gli indici di sussistenza umana che erano già molto bassi nel Paese.

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Julie Dickman

di Redazione

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