India e Cina: smobilitazione degli eserciti al confine

Pubblicato il 10 febbraio 2021 alle 18:05 in Cina India

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Il portavoce del Ministero della Difesa cinese, Wu Qian, ha annunciato che la Cina e l’India, il 10 febbraio, hanno iniziato a ritirare i soldati dei rispettivi eserciti schierati lungo il settore centrale della Linea di controllo effettivo (LAC), il confine de facto tra India e Cina, all’altezza del lago Pangong Tso, un bacino che si estende dal territorio indiano di Ladakh fino alla regione autonoma del Tibet cinese e che è attraversato dalla LAC.

Secondo quanto dichiarato da Wu, la smobilitazione delle truppe dei rispettivi eserciti sarebbe il frutto del consenso raggiunto durante il nono round di negoziati a livello militare dello scorso 24 gennaio. Le truppe cinesi e indiane avrebbero quindi iniziato a ritirare le proprie truppe dalle sponde del bacino in questione. Più tardi, anche il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Wang Wenbin, ha confermato la notizia e ha affermato di sperare che le parti si vengano incontro e rispettino il consenso raggiunto, garantendo una smobilitazione tranquilla delle truppe.

Per quanto riguarda il lago Pangong Tso Pechino e Nuova Delhi ne rivendicano entrambe la riva settentrionale, mentre quella meridionale, secondo fonti indiane, sarebbe controllata dall’India. Essendo tagliato a metà dalla LAC, la parte orientale sarebbe sotto controllo cinese e quella occidentale sotto quello indiano. Il lago sarebbe stato uno tra i maggiori punti di stallo nei negoziati sino-indiani, in quanto, sempre secondo fonti indiane, la Cina si sarebbe più volte rifiutata di ritirare le proprie truppe dalla cosiddetta Finger Area, ossia da otto alture che si affacciano sulla sponda settentrionale del lago, in alcune delle quali sono stati posizionati soldati cinesi durante gli ultimi mesi di tensioni. 

Nel 2020, si sono riaccese le tensioni tra gli eserciti indiano e cinese in più settori del confine conteso. In particolare, lo scorso 5-6 maggio, si erano verificati i primi scontri fisici tra i due eserciti nella zona del passo di Nathu La, nello Stato indiano del Sikkim, nel settore centrale della LAC. Successivamente, il 15 giugno, un altro scontro era culminato nella morte di circa 20 soldati indiani nella valle di Galwan, situata tra l’area di Aksai Chin, amministrata dalla Cina, e il territorio indiano di Ladakh, nel settore occidentale della LAC. Nonostante la Cina non abbia fornito un numero esatto di caduti, l’episodio è stato l’incidente che ha causato il maggior numero di vittime tra i due eserciti dal 1967.

In seguito, il 7 settembre, Nuova Delhi e Pechino si sono poi accusate reciprocamente di aver sconfinato nel territorio l’una dell’altra e di aver aperto il fuoco in segno di avvertimento, per la prima volta dal 1975, nella zona del lago Pangong Tso, violando un  accordo firmato dalle due potenze il 29 novembre 1996 che impedisce ad entrambe di aprire il fuoco o detonare esplosivi entro 2 km dalla LAC.

Parallelamente ai momenti di tensione, da maggio, sono in corso più round di negoziati a livello militare e diplomatico per cercare di ridimensionare gli attriti lungo la LAC ma ancora non hanno portato a risultati decisivi. Migliaia di soldati di entrambi i Paesi sono ancora dispiegati al confine.

La LAC è un punto cruciale nelle relazioni sino-indiane in quanto si regge su un fragile equilibrio in tutti e tre i settori in cui può essere suddivisa, ovvero quello orientale, centrale e occidentale. Il primo, rappresenta un nodo cruciale delle dispute e fa riferimento all’area nota come Arunachal Pradesh. La Cina la considera parte del proprio territorio al punto che l’ha definita “Tibet meridionale”, mentre, per l’India, che amministra di fatto l’area, si tratta di un proprio Stato, riconosciuto come tale dal 1986. Il settore centrale del confine, invece, si colloca sull’altopiano del Doklam, situato alla giuntura tra India, Bhutan e Cina e, storicamente, è stato il settore più pacifico della LAC, nonostante sia stato teatro dell’ultimo momento stallo tra gli eserciti rispetto a quello attuale, nel 2017. Per quanto riguarda, infine, il settore occidentale del confine questo è situato tra l’area di Aksai Chin, amministrata dalla Cina, e il territorio indiano di Ladakh, nella regione asiatica del Kashmir, caratterizzata da una grande presenza militare e dove sono in corso dispute territoriali anche tra India e Pakistan, vicino alla Cina, che ne amministrano aree distinte. Le ultime tensioni sino-indiane avvenute in loco sembrerebbero essere state accese dal potenziamento delle infrastrutture indiane a ridosso della LAC, tutt’ora in corso.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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