Cina: continuano i test della valuta digitale nazionale

Pubblicato il 10 febbraio 2021 alle 15:15 in Asia Cina

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Le città cinesi di Pechino e Suzhou distribuiranno 40 milioni di yuan, corrispondenti a 6,2 milioni di dollari, in valuta digitale, il 10 febbraio, come prova della moneta virtuale cinese, ufficialmente detta Digital Currency Electronic Payment (DCEP), e per incentivare i consumi in occasione della festività del capodanno cinese, che le autorità hanno invitato a trascorrere “in loco”, ovvero senza spostamenti.

In particolare, Pechino distribuirà 10 milioni di yuan virtuali attraverso “buste rosse digitali” dal valore di 200 yuan ciascuna, che equivalgono a circa 31 dollari, organizzando una sorta di lotteria aperta solamente a chi si trova fisicamente nella città e ha un numero di telefono della Cina continentale e documenti che attestano la residenza di seconda generazione nella capitale. Dal 7 febbraio scorso, è stato quindi possibile iscriversi per riceverle dopo tre giorni. Suzhou, invece, distribuirà 30 milioni di yuan avvalendosi della stessa modalità. Nella capitale cinese, lo “yuan digitale” così distribuito potrà essere utilizzato fino al prossimo 17 febbraio mentre a Suzhou fino al 26 febbraio e in entrambe le città sarà utilizzabile in punti vendita selezionati, sia online sia offline.

Il DCEP fa parte del più ampio piano cinese di operare una transizione verso una società senza denaro contante. Diversamente dal bitcoin e da altre valute digitali, il DCEP è rilasciato e sostenuto dalla Banca centrale della Cina ed è stato ideato come versione digitale dello yuan. Per molti, esso contribuirà anche all’internazionalizzazione della valuta cinese. Sebbene non vi sia una scadenza posta per il lancio ufficiale del DCEP, la Cina lo ha sperimentato con diversi progetti pilota come quelli del 10 gennaio. Alla sperimentazione in corso hanno partecipato almeno sei banche e più organizzazioni informatiche come, ad esempio, l’applicazione JD attraverso la quale, a Suzhou, è possibile eseguire pagamenti online e offline.

Ad oggi, in totale, la Cina ha sperimentato la distribuzione di circa 100 milioni di yuan. La città di Suzhou, ad esempio, aveva già sprovato la distribuzione di 20 milioni di yuan nel mese di dicembre scorso, mentre la città di Shenzhen aveva distribuito 50 milioni di yuan digitali in tre momenti separati a partire da ottobre 2020. Anche a Xiongan, Chengdu e nei luoghi che ospiteranno le olimpiadi invernali di Pechino del 2022 sono state organizzate iniziative simili. Le città metropolitane di Pechino e Shanghai e la provincia di Guangdong si sono poi impegnate a condurre altri test del DCEP nei prossimi mesi.

Oltre alla Cina, gran parte dei Paesi del G20 stanno valutando, sviluppando o testando valute digitali e Paesi come la Svezia, la Norvegia, la Svizzera e la Cambogia hanno dichiarato stanno prendendo in considerazione tale possibilità.

Parlando delle valute digitali, lo scorso 9 febbraio, il ministro delle finanze Giapponese, Taro Aso, ha affermato che è necessario che i Paesi del G7, ovvero USA, Regno Unito, Francia, Italia, Giappone, Germania e Canada, ne discutano quando si incontreranno il prossimo 12 febbraio. All’evento parteciperanno i ministri delle Finanze e i capi delle banche centrali di tali Paesi e, per Aso, sarà importante discutere di misure politiche per le valute digitali emesse dalle rispettive banche centrali.  

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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