Cina: bloccate le importazioni di pesce surgelato dalla Nuova Zelanda

Pubblicato il 10 febbraio 2021 alle 13:20 in Cina Nuova Zelanda

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Il governo della Nuova Zelanda, il 10 febbraio, ha annunciato di volere “urgenti chiarimenti” da parte delle autorità cinesi dopo che queste ultime hanno sospeso le importazioni da due impianti di prodotti alimentari ittici neozelandesi.

In particolare, il Ministero per il Settore Primario della Nuova Zelanda ha dichiarato che le spedizioni provenienti da una struttura di Sanford che lavora cozze e da un impianto del Gruppo Sealord che si occupa di pescato sono state sospese dalla Cina, a causa di questioni riguardanti l’interpretazione delle indicazioni per contenere la diffusione del coronavirus dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e per la gestione della sicurezza dei cibi.

In Cina, un numero crescente di acquirenti è risultato essere riluttante all’acquisto di prodotti alimentari surgelati dall’estero dopo casi di contagio di coronavirus tra i lavoratori nel settore delle importazioni degli alimenti surgelati. In risposta a tale calo nei consumi, nel corso del 2020, le importazioni di prodotti alimentari ittici in Cina sono crollate del 12,5% con un picco del 32% raggiunto nel mese di dicembre a confronto con l’anno precedente. Il consumo di tali prodotti è crollato anche dopo che le istituzioni cinesi hanno pubblicato più ricerche rispetto alla presenza di tracce di coronavirus sugli alimenti surgelati e hanno quindi adottato misure per ridurre il rischio di diffusione tramite tali mezzi. Più istituzioni internazionali, però, hanno messo in dubbio la possibilità che tali prodotti possano essere veicolo di contagio.

A tal proposito, il Ministero per il settore primario della Nuova Zelanda ha dichiarato che la questione del blocco alle esportazioni di prodotti alimentari ittici neozelandesi non sia legata alla trasmissione del coronavirus. Al contrario, sono montate preoccupazioni dopo che, nel mese di gennaio scorso, le autorità cinesi avevano condotto controlli in entrambi gli impianti in questione via video. La vice direttrice per le politiche e il commercio al Ministero neozelandese, Julie Collins, ha ribadito che il proprio Paese ha adottato ferree misure di contenimento del coronavirus e, al momento, non ha casi di trasmissione tra la comunità nazionale. Collins ha ribadito che la stessa OMS ha dichiarato “altamente improbabile” che il coronavirus possa essere trasmesso attraverso i cibi surgelati.

Nel 2020, l’interscambio commerciale tra Cina e Nuova Zelanda aveva raggiunto i 18,1 miliardi di dollari, registrando una crescita annua media del 14% rispetto ai 4,4 miliardi di dollari del 2008 e rendendo la Cina il primo partener commerciale di Wellington, nonché il primo Paese di destinazione delle sue esportazioni così come di provenienza delle importazioni. Per quanto riguarda le importazioni di prodotti alimentari ittici, nel 2020 il mercato del loro export in Cina ha raggiunto un volume di 434 milioni di dollari.

Pechino è al momento impegnata in tensioni commerciali con l’Australia che hanno visto il blocco alle importazioni di vari prodotti australiani e in cui sembrerebbero mescolarsi questioni economiche e politiche. Ciò nonostante, il blocco alle importazioni neozelandesi non sembrerebbe motivato da tensioni tra i due Paesi tra i quali sarebbero attive relazioni cordiali, come dimostrato lo scorso 26 gennaio, quando Pechino e Wellington avevano firmato un protocollo per ampliare l’accordo di libero scambio che la lega i rispettivi Paese dal 2008 e il cui cambiamento principale ha riguardato la facilitazione degli investimenti delle aziende cinesi in Nuova Zelanda.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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