Arabia Saudita: registrata una contrazione economica del 3,8%

Pubblicato il 10 febbraio 2021 alle 13:52 in Arabia Saudita Medio Oriente

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I dati preliminari forniti dal governo saudita hanno rivelato che l’economia del Regno ha subito una contrazione del 3,8% nel quarto trimestre del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel frattempo, il Fondo per gli investimenti pubblici saudita è pronto a divenire uno dei maggiori investitori di un fondo di NBK Capital Partners, con l’obiettivo di fornire capitale a numerose aziende mediorientali.

Stando agli ultimi dati preliminari rivelati mercoledì 10 febbraio, accanto a una contrazione del 3,8%, l’economia di Riad ha registrato una crescita del 2,8% su base trimestrale. Tuttavia, la “stima rapida” del PIL emessa dall’Autorità generale per le Statistiche non include dettagli sull’andamento dei settori petrolifero e non petrolifero negli ultimi tre mesi del 2020. Si prevede che i dati conclusivi sul PIL verranno pubblicati il 16 marzo prossimo. Ad ogni modo, nel corso dell’intero anno, l’economia dell’Arabia Saudita, definita il maggiore esportatore di petrolio a livello mondiale, ha registrato una diminuzione del 4,1%, conseguenza degli effetti della pandemia di Covid-19, del calo dei prezzi del petrolio e dei tagli concordati relativamente alla produzione petrolifera.

Capital Economics, una società di consulenza con sede a Londra, aveva precedentemente previsto una diminuzione del rendimento economico saudita del 4,8% per l’ultimo trimestre del 2020, a causa dell’instabilità del settore non petrolifero. Ciò era stato predetto alla luce di un rallentamento del settore non petrolifero segnalato dagli indicatori di attività, tra cui un costante indebolimento delle operazioni di vendita e dei prelievi presso gli sportelli automatici e una diminuzione della crescita del credito nel settore privato. A detta della società londinese, è probabile che l’aumento dei tassi di produzione petrolifera abbia controbilanciato le perdite, ma, nonostante ciò, i valori su base annua, fondamentali per determinare la crescita del PIL, sono rimasti perlopiù negativi.

Per completare il quadro dell’economia saudita, è stato altresì riportato che il debito pubblico del Regno è aumentato a 854 miliardi di riyal, pari a 227,7 miliardi di dollari, alla fine del 2020, equivalente al 34,3% del PIL. Nel 2019, invece, il debito ammontava a 180,8 miliardi di dollari, ovvero il 22,8% del PIL. Per il 2021, Standard & Poor’s ha previsto una crescita del PIL del 2,8%, mentre per il resto dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, si prevede che la percentuale non superi il 2,5%.

Nel frattempo, il 9 febbraio, NBK Capital Partners ha dichiarato che il Fondo per gli investimenti pubblici (PIF), il fondo sovrano saudita, è diventato uno dei principali investitori nel nuovo fondo fiduciario da 300 milioni di dollari della società, conforme alla legge islamica, che fornirà capitale alle società di mercato di medie dimensioni in Medio Oriente. Non è stata rivelata la quota ottenuta dal Fondo saudita, che gestisce un patrimonio 400 miliardi di dollari, ma NBK Capital ha affermato che si trattava di centinaia di milioni, il che significa che la cifra non è inferiore a un terzo della dimensione prevista di 300 milioni di dollari. Anche istituzioni di investimento europee e statunitensi stanno partecipando al fondo fiduciario che, nei prossimi otto anni, dovrebbe effettuare da 10 a 12 investimenti per un valore compreso tra 15 e 50 milioni di dollari.

NBK Capital è una società di servizi finanziari attiva in tutto il Medio Oriente. Questa è stata fondata nel luglio 2005 come consociata interamente controllata dalla National Bank of Kuwait (NBK), la più grande banca kuwaitiana e la più quotata in Medio Oriente. In precedenza, la società possedeva due fondi fiduciari, uno dei quali da 157 milioni di dollari, avviato nel 2007, e un secondo, chiuso nel 2017, valutato a 160 milioni di dollari. I fondi di credito e azionari di NBK hanno investito in 35 società, 17 delle quali con esito positivo. I fondi di NBK Capital Partners hanno investito in istruzione, risorse alimentari, assistenza sanitaria e logistica. In genere, la società investe in compagnie i cui profitti variano da $ 4 milioni a $ 100 milioni al lordo di interessi, tasse e ammortamento.

La notizia giunge dopo che l’Arabia Saudita ha recentemente annunciato che il PIF ha come obiettivo investire 3 trilioni di riyal, pari a circa 800 miliardi di dollari, in nuovi settori, nei prossimi dieci anni, iniettando almeno 150 miliardi di riyal, circa 40 miliardi di dollari, nell’economia locale ogni anno. Inoltre, il PIF prevede di aumentare il proprio patrimonio a 1.000 miliardi di dollari entro il 2025, una mossa che lo renderebbe uno dei più grandi fondi sovrani del mondo. In tal modo, attraverso un piano quinquennale, si creeranno 1,8 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti entro il 2025, superando i 331.000 posti di lavoro registrati alla fine del terzo trimestre del 2020.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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