USA-India: prima telefonata tra Modi e Biden, parlano di Quad

Pubblicato il 9 febbraio 2021 alle 17:47 in India USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il premier indiano, Narendra Modi, hanno avuto una conversazione telefonica l’8 febbraio, per la prima volta dall’inizio dell’incarico di Biden alla Casa Bianca, il 20 gennaio scorso. I principali temi affrontati sono stati la cooperazione nella lotta al coronavirus e contro il cambiamento climatico, la situazione politica in Myanmar, il raggruppamento dei Paesi del Quad e la sicurezza dell’Indo-Pacifico

Modi e Biden hanno concordato di intensificare la collaborazione per un Indo-Pacifico maggiormente libero e aperto, sostenendo la libertà di navigazione e l’integrità territoriale e di rafforzare l’architettura di collaborazioni regionali coinvolgendo anche l’Australia e il Giappone, quindi attraverso il cosiddetto gruppo Quad. Quest’ultimo è formato dalle “quattro principali democrazie dell’Indo-Pacifico”, ovvero USA, India, Giappone e Australia e il consigliere per la sicurezza nazionale di Biden, Jake Sullivan, ha affermato che sia una base sulla quale poter costruire la politica statunitense per l’Indo-Pacifico.

Modi e Biden avrebbero poi concordato di collaborare per affrontare sfide comuni quali la pandemia di coronavirus, il cambiamento climatico e la ricostruzione dell’economia globale. I due leader hanno poi discusso dei recenti avvenimenti interni al Myanmar, dove lo scorso primo febbraio l’Esercito ha preso il potere, e hanno concordato che sia importante il ripristino dello stato di diritto.

Dal suo account Twitter, Modi ha affermato che i due leader si impegneranno per un ordine globale basato su regole e che sperano di consolidare il partenariato strategico che lega le parti per promuovere pace e sicurezza nella regione dell’Indo-Pacifico. L’Ufficio di Modi ha poi comunicato che il premier ha accolto con favore la discussione sulle questioni climatiche così come il ritorno di Washington agli accordi di Parigi. Modi ha affermato di aspettare l’organizzazione di un summit sul clima da parte di Biden nel mese di aprile 2021 per prendervi parte. L’India è il terzo Paese al mondo per emissioni di carbonio dopo la Cina e gli USA e ha spesso lamentato di non poter essere posta sul loro stesso piano in quanto sarebbe un Paese in via di sviluppo.

Nonostante nel corso della conversazione non sia stata nominata direttamente, la Cina è l’attore regionale intorno al quale ruoterebbe la questione della sicurezza dell’Indo-Pacifico. Pechino ritiene che il gruppo Quad sarebbe volto a contenere il suo sviluppo regionale e ha avanzato l’ipotesi, smentita poi dal primo ministro giapponese Yoshihide Suga, che i quattro Paesi stiano creando una mini-NATO.

Secondo l’amministrazione dell’ex presidente statunitense, il gruppo Quad sarebbe stato in grado di respingere la crescente influenza del Partito comunista cinese (PCC). Lo scorso 6 ottobre, l’ex segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, si era recato in Giappone dove aveva incontrato i suoi omologhi giapponese, australiano e indiano e aveva chiesto loro una maggiore cooperazione per contrastare le crescente influenza regionale della Cina.

Il sostegno statunitense all’India, in particolare, è ampiamente condiviso negli USA ma le politiche nazionaliste induiste portate avanti da Modi negli ultimi anni avrebbero attirato critiche sul Paese, soprattutto all’interno del Partito democratico di cui è esponente Biden. Oltre a questo, l’India ha di recente, attirato l’attenzione globale a causa delle proteste degli agricoltori contro tre leggi di liberalizzazione dell’agricoltura proposte da Modi che sono in corso a Nuova Delhi e non solo dallo scorso 27 novembre.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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