Palestina: dai colloqui del Cairo all’incontro della Lega araba

Pubblicato il 9 febbraio 2021 alle 11:49 in Egitto Palestina

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I ministri degli Esteri dei Paesi membri della Lega araba hanno affermato che la causa palestinese rappresenta una priorità e si sono detti disposti a sostenere i “diritti inalienabili” del popolo palestinese, tra cui il diritto all’autodeterminazione e l’istituzione di uno Stato palestinese con piena sovranità, da stabilirsi secondo i confini del 4 giugno 1967, e con Gerusalemme Est come capitale.

La dichiarazione è giunta l’8 febbraio, a margine di un incontro straordinario, svoltosi al Cairo su invito della Giordania e dell’Egitto, durante il quale i ministri dell’organizzazione panaraba hanno ribadito la propria adesione a una soluzione a due Stati per il conflitto israelo-palestinese. Tale soluzione prevede l’istituzione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano, sulla base del diritto internazionale, delle relative decisioni stabilite all’interno di consessi internazionali e dell’Iniziativa per la pace araba, le quali mirano a giungere a una pace giusta e duratura per la regione del Medio Oriente. In tale quadro, Israele è stato esortato a rispondere all’Iniziativa di pace araba del 2002, attraverso la ripresa immediata dei negoziati di pace.  

A tal proposito, i ministri della Lega araba hanno evidenziato il proprio rifiuto verso qualsiasi iniziativa unilaterale di Israele o di qualsiasi mossa che violi i diritti del popolo palestinese, il diritto internazionale, o che mini la soluzione a due Stati. É stata poi evidenziata la necessità di rispettare le risoluzioni internazionali, tra cui quelle del Consiglio di Sicurezza, in cui viene richiesta una cessazione immediata e completa di tutte le attività di insediamento da parte israeliana. I ministri hanno poi esortato tutte le parti internazionali, comprese le Nazioni Unite e il Quartetto internazionale, a “prendere provvedimenti concreti per avviare negoziati credibili che affrontino tutte le questioni relative allo status finale”, con l’obiettivo di porre fine all’occupazione israeliana nel territorio palestinese e di raggiungere una pace giusta e inclusiva.

L’incontro straordinario della Lega araba si è svolto in concomitanza con l’inizio di un meeting, anch’esso ospitato dall’Egitto, tra le 14 fazioni palestinesi. Tra i partecipanti vi sono anche i due gruppi un tempo rivali, Hamas e Fatah. A tal proposito, il ministro degli Esteri dell’Autorità Palestinese, Riyad al-Maliki, si è detto speranzoso circa il successo del dialogo politico appena iniziato, il quale mira a riunire l’intera famiglia palestinese e a proseguire il cammino verso le elezioni legislative, presidenziali e del Consiglio nazionale, le prime per la Palestina negli ultimi 15 anni, che si prevede si terranno separatamente il 22 maggio, il 31 luglio e il 31 agosto.

L’incontro del Cairo iniziato l’8 febbraio mira principalmente a concordare il meccanismo per lo svolgimento delle elezioni, tra cui la scelta di liste congiunte tra Fatah e Hamas o unilaterali e gli strumenti volti a garantire trasparenza, integrità e il successo dell’intero processo democratico. I lavori si svolgono sotto l’egida del presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e si spera possano portare a intese in grado di inaugurare una “nuova fase nella storia della Palestina”, oltre che a una road map unificata, punto di riferimento per tutti i gruppi. In tale quadro, il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui ha ribadito la necessità di giungere a un accordo nazionale che stabilisca una nuova fase politica e un sistema basato sui principi di partenariato e pluralismo politico.

Come specificato da Haniyeh, il dialogo del Cairo rappresenta il culmine di un processo intrapreso da mesi. In particolare, già il 3 settembre, i gruppi palestinesi avevano deciso di mettere in atto una “strategia palestinese” in grado di contrastare i piani di annessione della Cisgiordania, il cosiddetto “accordo del secolo”, annunciato dall’ex capo della Casa Bianca, Donald Trump, il 28 gennaio, e i progetti di normalizzazione di Israele.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione