Mar Cinese Meridionale: sottomarini francesi e navi USA sfidano Pechino

Pubblicato il 9 febbraio 2021 alle 11:18 in Cina Francia USA e Canada

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Il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Wang Wenbin, il 9 febbraio, ha commentato la presenza di un sottomarino e di una nave da guerra della Francia nel Mar Cinese Meridionale, dopo che la ministra della Difesa francese, Florence Parly, ha dichiarato di averli inviati in ottemperanza ad una decisione presa con USA, Australia e Giappone. Nella stessa giornata, due portaerei statunitensi hanno poi condotto un’esercitazione nel Mar Cinese Meridionale.

Nella sera dell’8 febbraio, dal proprio account Twitter, Parly ha rivelato che il sottomarino d’attacco nucleare Émeraude e la nave di sostegno Seine della Marina francese hanno solcato le acque del Mar Cinese Meridionale, per affermare che la legge internazionale è l’unica ad essere valida, qualunque sia il mare attraversato. Parly ha poi aggiunto: “Questa pattuglia straordinaria ha appena concluso il proprio passaggio nel Mar Cinese Meridionale. Si tratta di una prova schiacciante della capacità della Marina francese di operare per un lungo periodo lontana dal proprio Paese, insieme ai nostri partner strategici australiani, statunitensi e giapponesi”. La ministra della Difesa ha poi aggiunto che la Francia ha una zona economica esclusiva nella regione dell’Indo-Pacifico e che ha intenzione di proteggere la propria sovranità e i propri interessi in loco.

Commentando tali affermazioni, il 9 febbraio, il portavoce del Ministero Affari Esteri cinese ha dichiarato che non vi sia alcun problema rispetto alla liberà di navigazione o di volo sul Mar Cinese Meridionale, specificando che sono sempre state rispettate dalla Cina in ottemperanza alla legge internazionale. Wang ha, però, ribadito che Pechino si è opposta e si opporrà a qualunque Paese che metta a rischio la sovranità e la sicurezza cinesi, distruggendo la pace e la sicurezza regionali, in nome della libertà di navigazione.

In passato, la Francia aveva organizzato più operazioni di libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale insieme ad altri Paesi, come il Regno Unito o gli USA, per respingere il crescente dominio nonché la militarizzazione di tali acque da parte cinese. Nel mese di settembre 2020, Parigi aveva poi rilasciato una dichiarazione congiunta con Londra e Berlino alle Nazioni Unite nella quale aveva affermato il proprio sostegno per la sentenza emessa nel 2016 dalla Corte di giustizia internazionale sulle rivendicazioni territoriali cinesi . I tre Paesi avevano ribadito che le rivendicazioni storiche della Cina su tali acque non fossero conformi alla legge internazionale.

Nel 2013 le Filippine avevano denunciato la Cina alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia per la costruzione di un’isola artificiale su alcune isole contese tra le parti nel Mar Cinese Meridionale e, sulla base della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 10 dicembre 1982, il tribunale dell’Aia aveva invalidato le rivendicazioni storiche della Cina, con una sentenza, il 12 luglio 2016. Pechino, oltre ad essersi rifiutata di partecipare all’intero processo, aveva definito il suo esito uno scandalo e per tanto non lo ha mai preso in considerazione.

Oltre alla presenza francese, il 9 febbraio, anche gli USA hanno condotto attività nel Mar Cinese Meridionale con i gruppi di attacco delle portaerei Theodore Roosevelt e Nimitz. La Marina statunitense ha dichiarato che le operazioni sono servite ad aumentare l’interoperabilità tra i due gruppi e le loro capacità di controllo e comando. L’esercitazione statunitense è stata la prima dal mese di luglio 2020 nella quale sono state impiegate due portaerei ed è arrivata a cinque giorni di distanza dal transito del cacciatorpediniere USS John S. McCain nei pressi delle isole Paracelso, che aveva provocato dure critiche da parte cinese.

Il Mar Cinese Meridionale è al centro di dispute di sovranità tra la Cina, Taiwan, le Filippine, il Vietnam, la Malesia e il Brunei che hanno rivendicazioni concorrenti su tali acque. In particolare, per la Cina, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, nello specifico, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti, provocando proteste da parte degli altri Paesi. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti. In tali acque passano ricche rotte commerciali che rappresentano 1/3 delle spedizioni a livello mondiale, e nel loro sottosuolo sono presenti ricche risorse energetiche.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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