Libia: raggiunto il consenso su un bilancio unificato

Pubblicato il 9 febbraio 2021 alle 10:53 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha riferito che, per la prima volta dal 2014, le parti libiche hanno raggiunto un consenso per un bilancio unificato della durata di due mesi. Nel frattempo, il presidente del Parlamento, Aguila Saleh, prova a far fronte alle divergenze che potrebbero compromettere la formazione del nuovo governo.

La dichiarazione della Missione dell’Onu è giunta l’8 febbraio, a pochi giorni di distanza dalla nomina delle nuove personalità che guideranno il governo libico e il Consiglio presidenziale in una fase di transizione, fino alle elezioni del 24 dicembre 2021. Nello specifico, è stato riferito che le parti libiche hanno concordato un bilancio unificato che avrà valenza due mesi, anziché un anno, in modo da consentire all’autorità esecutiva unificata, di recente formazione, di decidere sul budget completo per il 2021. L’accordo, è stato specificato dall’Onu, è stato raggiunto tramite i suoi “buoni uffici”, con il supporto delle istituzioni finanziarie internazionali e del gruppo di lavoro economico formato dalla conferenza di Berlino del 2020, i quali hanno riunito le parti libiche dell’Est e dell’Ovest del Paese al fine di giungere a un accordo. “Il 3 febbraio 2021, il Consiglio dei ministri ha promulgato un bilancio provvisorio di due mesi per il 2021. É la prima volta dal 2014 che la Libia dispone di un bilancio nazionale unificato”, ha spiegato UNSMIL.

Stando a quanto riportato dalla Missione stessa, è stata presa in esame anche la crisi del settore bancario. In particolare, l’annuncio del bilancio unificato ha fatto seguito alla decisione del Consiglio di amministrazione della Banca centrale della Libia, del primo febbraio, con cui è stato concesso un prestito senza interessi alle banche commerciali libiche, al fine di ridurre l’arretrato in controlli non chiariti. Tale decisione, è stato precisato, non affronterà la causa alla base di ciò che è noto come “credit crunch”, ma contribuirà a ridurre la pressione sul sistema bancario. Inoltre, a detta di UNSMIL, con il bilancio e l’autorità esecutiva unificata, impegnata a lavorare per gli interessi nazionali e per ripristinare la sovranità del Paese, la Libia potrà essere in grado di giungere a una gestione equa dei proventi delle risorse petrolifere, a beneficio dell’intera popolazione.

Non da ultimo, si prevede che il bilancio unificato, accanto alla recente unificazione del tasso di cambio della valuta nazionale e al ripristino del Consiglio di amministrazione della Banca centrale, potrà incidere positivamente sull’economia libica e aprire la strada all’unificazione delle istituzioni finanziarie. Per la Missione, si tratta di elementi essenziali delle riforme necessarie per regolamentare la gestione delle entrate petrolifere libiche.

È dal 5 febbraio, giorno in cui sono stati annunciati i risultati delle elezioni svoltesi in seno al Forum di dialogo politico, che la Libia è entrata in una nuova fase, che si spera possa portare alla transizione democratica auspicata e alla fine della crisi libica, il cui inizio risale al 15 febbraio 2011. Al momento, il prossimo passo è la formazione di una squadra governativa, la quale, guidata dal premier neo eletto Abdul Hamid Dbeiba, dovrà essere presentata entro il 26 febbraio e bisognerà poi votarne la fiducia in Parlamento, entro il 19 marzo.

In tale quadro, stando a quanto riporta al-Arabiya, il Parlamento si sta preparando alla futura sessione per l’approvazione dell’esecutivo, provando innanzitutto a superare quelle divergenze interne che hanno tenuto separate per anni la Camera di Tripoli e quella di Tobruk. A tal proposito, il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, ha proposto a tutti i deputati libici di partecipare a una sessione consultiva nell’Est della Libia, il 15 febbraio prossimo, al fine di “prendere le disposizioni necessarie” per concedere, eventualmente, la fiducia al governo, non appena sarà presentata la sua formazione. Da parte sua, un deputato di Tripoli, accogliendo l’invito di Saleh, ha proposto l’organizzazione di una sessione legale che unisca definitivamente le due Camere e ponga fine alle controversie interne. Al momento, però, la scissione del Parlamento continua a destare preoccupazione tra la popolazione libica, la quale teme che ciò potrà ostacolare la fiducia al nuovo governo, rallentando l’intero processo politico.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.