La Cina fa promesse commerciali e non all’Europa centro-orientale

Pubblicato il 9 febbraio 2021 alle 17:01 in Cina Europa

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Il presidente cinese, Xi Jinping, ha incontrato in collegamento virtuale i leader dei Paesi dell’Europa centro-orientale, il 9 febbraio, nel quadro del summit “17+1” e ha promesso di potenziare il commercio, la cooperazione e di fornire vaccini. Per Xi, le relazioni con i Paesi dell’Europa centro-orientale sono una parte importante delle relazioni sino-europee e il loro sviluppo dovrebbe seguire quattro direzioni principali per adattarsi alle nuove circostante del tempo.

Per quanto riguarda il coronavirus, Xi ha affermato che sia necessario aumentare la fiducia nella cooperazione e superare insieme le difficoltà. La Cina ha intenzione di valutare positivamente la richiesta di cooperazione con l’Europa centro-orientale in materia di vaccini e di cooperazione in ambito sanitario in generale. Pechino ha già fornito oltre un milione di dosi alla Serbia e sta negoziando anche con l’Ungheria ma è pronta a considerare anche altre Nazioni nel caso in cui fossero interessate.

Il presidente cinese ha poi sottolineato la necessità dell’interconnessione e ha ribadito l’intenzione di voler espandere in Europa il progetto infrastrutturale e di investimenti delle Nuove Vie della Seta, lanciato nel 2013, per accelerare la realizzazione di grandi progetti, quali la ferrovia tra Ungheria e Serbia e del collegamento ferroviario sino-europeo. Xi ha poi ribadito l’importanza della cooperazione per la facilitazione dello sdoganamento e delle norme di sicurezza doganali, anche attraverso il lancio di progetti pilota.

Dal punto di vista commerciale, Xi ha annunciato che, nei prossimi cinque anni, la Cina importerà 170 miliardi di beni dai 17 Paesi del forum e che raddoppierà l’acquisto di prodotti agricoli nella regione, aumentando del 50% il volume del commercio agricolo tra le parti.

Altro tema fondamentale affrontato da Xi è stato il cosiddetto sviluppo verde in merito al quale il presidente cinese ha affermato che la Cina amplierà la cooperazione nei settori dell’economia verde e dell’energia pulita. Xi ha quindi proposto l’istituzione di un centro di ricerca per l’innovazione del blocco 17+1, così come di un forum dei talenti nei campi delle scienze e della tecnologia e di un meccanismo di dialogo per l’economia digitale, dell’e-commerce e dell’industria sanitaria.

Xi ha reiterato quattro punti fondamentali nelle relazioni del blocco dei 17 con la Cina. Innanzitutto, il rispetto reciproco tra i Paesi, che deve essere senza condizioni politiche poste alla cooperazione e a prescindere dal fatto che i partecipanti siano grandi o piccoli, in quanto tutti i Paesi devono essere trattati equamente. In secondo luogo il guadagno reciproco derivante dalla cooperazione, seguito dallo sviluppo congiunto dei principi di inclusione e apertura e, infine, la crescita continua tramite l’innovazione.

All’evento del 9 febbraio non hanno partecipato i presidenti e premier dell’Estonia e della Lituania. Secondo quanto riferito da Politico, citato dal South China Morning Post, un portavoce del governo estone avrebbe chiarito che il proprio Paese preferirebbe gestire i rapporti con la Cina attraverso l’Unione Europea (UE).

I 17 Paesi europei che fanno parte del forum, 17+1, creato nel 2012, comprendono sia membri UE sia Nazioni sono l’Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Bulgaria, la Croazia, la Repubblica Ceca, l’Estonia, la Grecia, l’Ungheria, la Lituania la Lettonia, la Macedonia del Nord, il Montenegro, la Polonia, Romania, la Serbia, la Slovacchia e la Slovenia. Alla sua creazione, l’obiettivo del gruppo era quello di fornire nuove alternative per l’economia, viste la crisi finanziaria globale e quella dell’eurozona.

Alcuni membri, però, di recente hanno avanzato scetticismi sul successo dell’iniziativa, sostenendo che molte promesse di Pechino debbano ancora materializzarsi e che gli scambi commerciali con la Cina siano stati finora asimmetrici. Il forum 17+1 non è poi visto di buon occhio da più Paesi dell’Europa occidentale, i quali hanno accusato la Cina di cercare di creare divisioni interne al blocco europeo.

Prima del forum 17+1, l’8 febbraio, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, parlando con il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha dichiarato che l’UE ha un forte legame con gli USA, ribadendo la posizione dell’UE nel contesto dei crescenti attriti tra Washington e Pechino. Tuttavia, lo scorso 30 dicembre, la Cina e l’UE hanno concluso i negoziati per l’Accordo globale sugli investimenti, che si propone di essere ancorato al concetto di sostenibilità e il cui obiettivo primario è quello di consentire a Cina e UE un maggior accesso ai rispettivi mercati e una competizione equa, superando gli ostacoli agli investimenti e riducendo il ruolo delle aziende a proprietà statale. Tale intesa potrebbe consentire alle aziende europee maggior accesso al mercato cinese e controbilanciare le possibilità che le aziende cinesi hanno in seno all’UE.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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