Kuwait: deficit di bilancio record, l’emirato ricorre al Fondo sovrano

Pubblicato il 9 febbraio 2021 alle 14:19 in Kuwait Medio Oriente

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Di fronte a una grave crisi di liquidità e a un deficit di bilancio che ha raggiunto cifre record, il Kuwait è stato costretto a ritirare 24,7 miliardi di dollari dal Fondo sovrano al-Ajyal.

La notizia è stata riportata dal quotidiano al-Arab il 9 febbraio, sulla base di fonti governative consultate dal quotidiano kuwaitiano al-Qabas, secondo cui la cifra ritirata dal fondo, pari a 7,5 miliardi di dinari, mira a coprire il deficit dell’anno fiscale in corso, che termina il 31 marzo, attraverso il trasferimento di proprietà o lo scambio di beni. Già il 25 gennaio 2021, il ministro delle Finanze del Kuwait, Khalifa Hamad, aveva messo in luce come anche l’emirato del Golfo fosse stato colpito dalla pandemia di Covid-19 e dal calo dei prezzi del petrolio, due fenomeni che hanno avuto conseguenze negative per le casse di diversi Paesi mediorientali. In Kuwait, poi, il quadro economico è stato influenzato dalle vicende politiche e dalla crisi di governo che hanno ostacolato i progetti di riforma economica e finanziaria di cui il Paese necessita.

Il valore del deficit di bilancio generale è stato pari a 5,4 miliardi di dinari, equivalenti all’incirca a 17,8 miliardi di dollari, nei primi nove mesi dell’anno fiscale in corso, con una media mensile di 600 milioni di dinari. Parallelamente, si prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche aumenterà a 6,7 miliardi di dinari, ovvero 22 miliardi di dollari, nell’anno fiscale 2020. La spesa in conto capitale preventivata, invece, è aumentata del 20% rispetto alla stima dell’anno in corso. Al contempo, per il prossimo anno fiscale, che avrà inizio il primo aprile 2021, è stato previsto l’ottavo deficit consecutivo del Paese, con un piano fiscale che prevede un aumento di quasi il -7% nella spesa. Motivo per cui, il deficit stimato è pari a 12,1 miliardi di dinari, ovvero 40 miliardi di dollari, il che rappresenta il 13,8% al di sotto della stima dell’anno in corso.

In tale quadro, il Kuwait non trasferirà il 10% delle entrate totali al Future Generations Fund, il cosiddetto fondo patrimoniale, in linea con una legge approvata dal Parlamento nel 2020 per fermare tali trasferimenti in periodi di deficit. La mossa faceva parte di una serie di misure urgenti volte a preservare la liquidità nel Fondo di Riserva Generale, che si sta rapidamente esaurendo a causa del calo del prezzo del greggio, principale fonte di reddito per lo Stato arabo del Golfo. Tuttavia, è proprio grazie ai trasferimenti al Fondo di Riserva Generale che si è riusciti a garantire la liquidità necessaria a coprire stipendi e sussidi, per circa un miliardo di dinari al mese, fino alla fine di marzo 2021. Al contempo, è da giugno 2020, che il governo ha avviato un asset swap tra la Riserva generale e il Fondo Al-Ajyal, con l’obiettivo di fornire la liquidità necessaria per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e finanziare la spesa corrente.

Tuttavia, come riportato da al-Arab, la nuova mossa del governo, che ha deciso di ricorrere al Fondo sovrano, ha sollevato preoccupazioni, soprattutto da chi crede che ciò possa causare un esaurimento del Fondo di Riserva Generale, provocando un effetto a catena che vedrebbe il Paese incapace di adempiere ai propri obblighi in termini di spesa e, di conseguenza, a “turbolenze economiche”. inoltre, alcuni analisti ritengono che il ricorso al fondo sovrano come soluzione necessaria per uscire dalla crisi potrebbe incontrare l’opposizione all’interno del Parlamento, a causa delle conseguenze di questo passo per gli interessi delle future generazioni kuwaitiane.

Stando a quanto riferito dal ministro Hamad, il Kuwait sta vivendo una “una fase di transizione che richiede sforzi concertati per la ripresa economica e la crescita”. In tale quadro, il Paese non dispone di una legge sul debito pubblico che possa consentire la richiesta di prestiti. I legislatori kuwaitiani si sono più volte opposti all’idea di richiedere prestiti per coprire il deficit, esortando il governo a gestire meglio le proprie finanze. Il tutto ha, però, lasciato gli investitori in un quadro di incertezza. A tal proposito, S&P Global Ratings ha affermato che potrebbe declassare la nazione del Golfo nei prossimi sei o dodici mesi “se le impostazioni istituzionali del Kuwait impediranno al governo di trovare una soluzione a lungo termine alle sue esigenze di finanziamento”.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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