Corea del Nord accusata di sviluppare i programmi nucleare e missilistico

Pubblicato il 9 febbraio 2021 alle 12:25 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord avrebbe mantenuto e sviluppato i propri programmi balistico e nucleare nel corso del 2020, violando le sanzioni dell’Onu e finanziandoli anche con oltre 300 milioni di dollari rubati tramite attacchi informatici. Questo è quanto è emerso in un report interno delle Nazioni Unite a cui ha avuto accesso Reuters, che lo ha poi reso noto l’8 febbraio.

La ricerca è stata elaborata da operatori indipendenti per il controllo delle sanzioni i quali hanno affermato che Pyongyang avrebbe prodotto materiali fissili, mantenuto i propri impianti nucleari e potenziato le infrastrutture per i missili balistici. La Corea del Nord starebbe cercando anche di raccogliere all’estero materiale e tecnologie per realizzare tali programmi.

Il report ha altresì reso noto che secondo uno Stato membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu non citato direttamente, le dimensioni dei missili messi in mostra di recente dalla Corea del Nord farebbero supporre che, con buone probabilità, il Paese possa istallare strumentazioni nucleari su missili balistici di breve, media e lunga gittata. Tuttavia non sarebbe ancora chiaro se Pyongyang abbia sviluppato o meno missili in grado di resistere alle temperature generate durante il rientro.

Dal report è infine emerso che, secondo un Paese non identificato, vi siano sospetti rispetto alla possibilità che la Corea del Nord possa aver ripreso la propria cooperazione con l’Iran nei progetti di sviluppo di missili a lungo raggio e che il sito per i test nucleari di Punggye-ri non sia stato del tutto smantellato, diversamente da quanto annunciato da Pyongyang nel 2018.

La Corea del Nord è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni.

Gli enti di controllo delle sanzioni hanno stimato, ad esempio, che nel 2019 la Corea del Nord sarebbe riuscita ad esportare circa 370 milioni di dollari di carbone, nonostante, poi, da luglio 2020 i carichi siano stati sospesi. Altri introiti per portare avanti il programma missilistico e quello nucleare sarebbero poi arrivati a Pyongyang tramite attacchi hacker che dal 2019 al mese di novembre 2020 avrebbero generato circa 316,4 milioni di dollari.

In tale quadro, lo scorso 8 febbraio, il Dipartimento di Stato degli USA ha reso noto che l’amministrazione del presidente Joe Biden ha in programma un nuovo approccio verso la Corea del Nord che prevedrebbe una riconsiderazione con gli alleati statunitensi delle pressioni esistenti sul Paese e del potenziale per eventuali azioni diplomatiche future.

Nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord alla presenza del presidente uscente degli USA, Donald Trump, e del leader Nord-coreano. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati dallo scorso 21 gennaio, quando il consigliere della missione nordcoreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare in contro alle richieste degli USA, i quali, di risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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