Cina: quale sarà il motore della crescita economica nel 2021

Pubblicato il 9 febbraio 2021 alle 19:22 in Asia Cina

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La crescita economica cinese nel 2021 potrebbe essere guidata principalmente dalla ripresa dei consumi, secondo quanto affermato il 9 febbraio dal direttore del dipartimento di ricerca sulla macro economia del centro studi sullo sviluppo del Consiglio di Stato della Cina, Chen Changsheng.

Secondo quanto dichiarato da Chen, nel 2021, il motore principale della crescita economica della Cina dipenderà dalla ripresa sia dei consumi, sia delle piccole, medie e micro imprese. In base alle sue considerazioni, in seguito ai “grandi risultati strategici” ottenuti nella prevenzione e nel controllo del coronavirus da parte delle autorità cinesi, l’ulteriore ripresa del mercato dei consumi e della domanda dei consumatori contribuirà alla ripresa delle piccole, medie e micro imprese. Oltre a questo, porterà vitalità alla normale attività economica del Paese.

L’Ufficio nazionale di statistica della Cina aveva reso noto che nel 2020, tra i principali componenti della domanda, gli investimenti avevano realizzato una crescita di 2,2 punti percentuali del PIL, diventando il principale motore della crescita economica nazionale. Allo stesso tempo, i consumi avevano subito l’influenza del coronavirus e nel corso dell’anno la spesa ad essi collegata aveva totalizzato solamente 0,5 punti percentuali del PIL.

Chen ha analizzato gli aspetti positivi e negativi di una crescita guidata da investimenti e consumi e degli aspetti dipendenti dalla diffusione del coronavirus. Da un lato, gli investimenti hanno il vantaggio di poter essere compensati e, ad esempio, nel caso in cui un progetto venga rimandato può sempre essere riprodotto in un secondo momento. Per i consumi, però, non vale lo stesso e, fatta eccezione per pochi casi, è difficile compensare alla loro perdita, basti pensare al settore dei servizi e al caso della ristorazione.

Alla luce di tali considerazioni, una tra le più importanti priorità della Cina è quella di ripristinare la vitalità dei consumi il prima possibile. Per Chen, per riportarla a livelli “normali”, sarà necessario prestare attenzione alle necessità della popolazione e delle aziende e formulare politiche di sostegno allo sviluppo nei settori interessati, così come continuare ad aumentare le entrate dei cittadini. Tutto ciò servirà a ripristinare la fiducia dei consumatori, ad assicurate forniture al mercato e a compensare alle carenze nei consumi.

In previsione, per Cheng, nel 2021, la crescita economica vedrà una fase iniziale più veloce rispetto a quella successiva e nel primo trimestre del 2021 potrebbe mostrare valori a doppia cifra.

Nonostante la diffusione della pandemia di coronavirus a livello globale e la conseguente crisi economica a livello mondiale, nel 2020, il PIL della Cina aveva totalizzato oltre 100 trilioni di yuan, per un valore di circa 14,7 trilioni di dollari, registrando una crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica della Cina, il 18 gennaio scorso.

Nello specifico, secondo i dati resi noti da Pechino, il PIL cinese, dopo aver registrato una perdita del 6,8% nel primo trimestre dell’anno rispetto al 2019, nei tre mesi successivi era tornato a crescere, con un aumento del 3,2% del dato, che aveva invertito il trend in diminuzione. Tale tendenza era stata poi confermata nel trimestre luglio-settembre, quando il PIL haveva avuto un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2019. Infine, nel quarto trimestre del 2020 l’incremento era stato del 6,5%.    Per il quotidiano del popolo, tali dati erano stati il risultato a lungo termine delle politiche di riforma e apertura, nonché della politica della concertazione degli sforzi sulle questioni primarie.

Nonostante il PIL cinese abbia registrato dati positivi nel 2020, il suo tasso di crescita al 2,3% è stato il minore mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della rivoluzione culturale, tale dato si attestò all’1,6%. Pur rappresentando una cifra modesta se paragonata al passato cinese, il tasso di crescita dell’economia di Pechino nel 2020 potrebbe però essere il maggiore tra le grandi economie mondiali, tutte colpite dalla crisi derivante dalla diffusione del coronavirus, nonché l’unico valore positivo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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