USA-Iran: le sanzioni rimangono in vigore

Pubblicato il 8 febbraio 2021 alle 18:12 in Iran USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha dichiarato che non revocherà le sanzioni contro l’Iran finché Teheran non rispetterà i suoi impegni sull’accordo nucleare. Similmente, il ministro degli Esteri iraniano ha chiesto agli USA di rispettare i termini dell’intesa. 

Biden ha sottolineato la proprio posizione in un’intervista andata in onda l’8 febbraio, in cui gli è stato chiesto se aveva intenzione di eliminare le sanzioni per convincere l’Iran a tornare al tavolo delle trattative. Il presidente aveva quindi risposto chiaramente: “No”. La nuova amministrazione Biden ha espresso la volontà di tornare all’accordo, ma ha insistito affinché Teheran riprenda prima la piena conformità. Intanto, il 4 gennaio, l’Iran ha annunciato di aver intensificato il processo di arricchimento dell’uranio al 20%, molto al di sopra del livello del 3,67% consentito dall’accordo, ma molto al di sotto della quantità richiesta per una bomba atomica. 

Da parte sua, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha affermato in un’intervista televisiva che l’Iran rispetta il Piano d’Azione Globale Congiunto (JCPOA) ed è disposto a vedere gli Stati Uniti tornare nell’accordo. Riguardo alla nuova presidenza di Joe Biden, che è entrato in carica come 46° presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio, Zarif ha dichiarato che questi non ha ancora deciso cosa fare. Le loro osservazioni sono vaghe e prive di significato, secondo il Ministro degli Esteri, che ha sottolineato che la Casa Bianca deve decidere se vuole seguire le politiche di Trump o adottarne di nuove.

Il 31 gennaio, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, ha dichiarato che se Teheran continuerà a violare ulteriormente i vincoli del JCPOA, nel giro di poche settimane potrebbe avere a disposizione abbastanza materiale fissile per fabbricare un’arma nucleare. Tuttavia, il giorno successivo, Zarif ha, ancora una volta, ribadito che il proprio Paese non è alla ricerca di armi nucleari. “Se avessimo voluto costruire un’arma nucleare avremmo potuto farlo qualche tempo fa”, ha affermato Zarif, aggiungendo che fabbricare armi nucleari non aumenterebbe la sicurezza dell’Iran e sarebbe in contraddizione con le sue opinioni ideologiche.

In tale contesto, il 28 gennaio, la Casa Bianca ha nominato come inviato speciale degli USA per l’Iran Robert Malley, già negoziatore dell’accordo sul nucleare del 2015, per l’ex presidente degli Stati Uniti, Barak Obama. Quando il nome di Malley è emerso per la prima volta come uno dei principali candidati per la carica, la possibilità ha sollevato le critiche di alcuni legislatori repubblicani e gruppi pro-Israele che hanno espresso la preoccupazione sul fatto che questo che sarebbe stato troppo accondiscendente verso l’Iran. Altri esponenti sono accorsi in sua difesa, lodandolo come diplomatico rispettato e imparziale.

Malley ha ricoperto numerosi incarichi di alto livello nelle amministrazioni democratiche di Obama e dell’ex presidente Bill Clinton, con un focus sulle politiche del Medio Oriente e del Golfo. Più recentemente, è stato presidente dell’International Crisis Group, un’organizzazione senza scopo di lucro focalizzata sui conflitti globali. Il 27 gennaio, nel suo primo giorno come principale diplomatico degli Stati Uniti, Blinken ha confermato la volontà del nuovo presidente Biden di tornare nell’accordo del 2015 da cui il suo predecessore si era ritirato, l’8 maggio 2018, ma ha respinto la pressione iraniana affinché gli Stati Uniti agissero per primi. Anche Israele, uno dei principali alleati degli Stati Uniti, ha commentato la questione. Il 26 gennaio, il massimo generale israeliano ha avvertito che i piani di attacco contro l’Iran sarebbero stati rivisti e ha affermato che qualsiasi ritorno degli Stati Uniti all’accordo nucleare del 2015 con Teheran sarebbe “sbagliato”. Tuttavia, Teheran ha liquidato la minaccia israeliana come l’ennesimo tentativo di portare avanti una “guerra psicologica”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione