La Ocean Viking sbarca in Sicilia con 422 migranti a bordo

Pubblicato il 8 febbraio 2021 alle 20:42 in Immigrazione Italia

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I migranti e l’equipaggio a bordo della Ocean Viking hanno festeggiato, domenica 7 febbraio, dopo aver ricevuto l’autorizzazione a sbarcare nel porto siciliano di Augusta. La nave, che nel corso delle ultime operazioni ha tratto in salvo circa 422 migranti, ha raggiunto il porto nella serata di domenica e ha iniziato lo sbarco nella mattinata di lunedì 8 febbraio, sotto la supervisione e il coordinamento del prefetto della vicina città di Siracusa, Giuseppa Scaduto. L’ONG Sos Mediterranee, che gestisce la Ocean Viking, ha dichiarato in un comunicato che l’equipaggio della nave aveva salvato 424 persone in meno di 48 ore questa settimana. Il primo soccorso era iniziato nelle prime ore del 4 febbraio, quando aveva prelevato 121 migranti da un “gommone sovraffollato e in difficoltà”. Poche ore dopo, il team aveva completato “un secondo soccorso” portando in salvo 116 persone, tra cui 9 bambini di età pari o inferiore ai 12 anni. Venerdì 5 febbraio è stata la volta della terza operazione di salvataggio. In questa occasione, l’equipaggio della nave aveva individuato un’altra barca in pericolo e altre 71 persone, 11 delle quali minorenni, erano state recuperate dalle acque del Mediterraneo. Poco dopo, la squadra a bordo della Ocean Viking aveva salvato altri 116 migranti, portando il totale delle persone soccorse a 424. Sabato 6 febbraio, una donna incinta e il suo compagno sono stati evacuati in elicottero a Malta, lasciando 422 persone in attesa dello sbarco. La maggior parte di quelli a bordo provenivano da Costa d’Avorio, Mali e Sudan.

L’equipaggio della Ocean Viking ha dichiarato che diversi migranti si trovavano in situazioni di salute precaria e sotto costante osservazione da parte della clinica di bordo. Inoltre, 8 di loro sono risultati positivi al Covid-19. Sos Mediterranee ha assicurato che le persone infettate sono state isolate al fine di mitigare la diffusione del coronavirus a bordo. Tuttavia, ha ricordato l’ONG alle autorità, nonostante fossero state predisposte le dovute procedure per l’isolamento, i casi di Covid-19 rappresentavano “un ulteriore motivo per far sbarcare prontamente, in un luogo sicuro, i rimanenti 422 sopravvissuti, che si trovano in uno spazio limitato sul ponte di poppa”. L’equipaggio della Ocean Viking ha altresì specificato che le condizioni metereologiche nel Mediterraneo si stavano deteriorando. “Le prospettive di pioggia e vento forte aggravano ulteriormente la nostra situazione”, aveva dichiarato il team a bordo della nave.

Su Twitter, Sos Mediterranee ha specificato che un giovane migrante salvato rappresentava un “caso particolarmente drammatico, sottoposto a costante osservazione”. Il ragazzo, ha sottolineato la ONG, aveva subito un grave trauma cranico dopo essere stato picchiato violentemente in Libia una settimana prima. L’equipaggio ha dichiarato che la sua ferita si era infettata e che metà della sua faccia era deformata. “Si trova in una situazione estremamente difficile”, ha detto Sos Mediterranee in un tweet.

Secondo il capo missione di Sea Watch International, Neeske Beckmann, la scorsa settimana il Mediterraneo ha assistito ad “uno dei giorni più impegnativi da molto tempo” per le persone in fuga dalla Libia. Più di 1.000 migranti hanno cercato di lasciare il Paese nordfricano nell’arco di circa 24 ore, tra giovedì 4 e venerdì 5 febbraio. La Guardia costiera libica ha intercettato almeno 800 persone in varie operazioni effettuate in quei giorni, secondo quanto reso noto dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM). Oltre a quelli bloccati e riportati indietro, altri 116 rifugiati sono stati tratti in salvo dalla Sea Watch, il 5 febbraio. Beckmann, ha dichiarato che l’aereo di salvataggio dell’organizzazione, Moonbird, aveva individuato otto barche in pericolo con diverse centinaia di persone a bordo.

Il 19 gennaio, una barcone che trasportava migranti diretti in Europa si è capovolto al largo della Libia e almeno 43 persone sono morte annegate. È stata la prima strage nel Mediterraneo del 2021. Secondo i sopravvissuti, tutte le vittime provenivano da Paesi dell’Africa occidentale. 

La Libia rimane una delle aree di transito più utilizzate dai migranti che intendono raggiungere l’Europa. Allo stesso tempo, tuttavia, la rotta del Mediterraneo centrale resta una delle più pericolose al mondo. Circa una persona su sei, tra quelle che partono dalle coste del Nord Africa, perde la vita. I trafficanti di esseri umani, la maggior parte operanti in Libia, lanciano in mare gommoni o traballanti barche da pesca, affollate di migranti, che sperano di raggiungere le coste europee. Alcuni fuggono da conflitti o persecuzioni, mentre molte delle centinaia di migliaia di persone soccorse in mare negli ultimi anni fuggono dalla povertà. Nel 2020, sono stati registrati 381 morti e 597 dispersi nella rotta del Mediterraneo centrale, secondo i dati delle Nazioni Unite.

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Chiara Gentili

di Redazione

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