Israele-USA: un accordo per armamenti da 9 miliardi di dollari

Pubblicato il 8 febbraio 2021 alle 16:06 in Israele USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo israeliano ha approvato un accordo per l’acquisto di aerei da guerra e attrezzature militari statunitensi per un valore di 9 miliardi di dollari, il 7 febbraio. 

Il ministro della Difesa Benny Gantz ha partecipato a una riunione di gabinetto di sette ore in cui è stata raggiunta una decisione preliminare, ponendo fine a una disputa tra i Ministeri delle Finanze e della Difesa sul pagamento. L’accordo dovrebbe includere elicotteri Chinook, aerei da guerra F-35 e petroliere di rifornimento aereo, oltre a migliaia di bombe e munizioni. Inizialmente, il Ministero delle Finanze si era opposto all’accordo poiché sarebbe stato pagato con prestiti presso banche statunitensi. Tuttavia, il tema è stato accantonato alla luce della prossima scadenza che avrebbe consentito a Israele di autorizzare l’accordo o perdere la priorità nelle catene di montaggio statunitensi. I dettagli sull’intesa devono ancora essere finalizzati. 

La vendita arriva all’inizio dell’amministrazione del nuovo presidente degli USA, Joe Biden, che sta imponendo la propria visione in politica estera. Il Dipartimento di Stato ha temporaneamente sospeso le vendite di armamenti a Riad e Abu Dhabi, autorizzate dall’ex presidente Donald Trump, il 20 gennaio, poche ore prima che il presidente Joe Biden entrasse in carica. Una firma dell’ultimo minuto aveva chiuso mesi di negoziati tra l’amministrazione Trump e i funzionari degli Emirati. La negoziazione era nata a seguito della normalizzazione dei legami di Abu Dhabi con Israele, avvenuta il 15 settembre 2020 con i cosiddetti “Accordi di Abraham”.

Prima degli accordi sulla normalizzazione delle relazioni con Israele la vendita non sarebbe mai stata accettata dal governo israeliano. Questo perché, in base al principio della preservazione del “vantaggio militare qualitativo” di Israele, gli Stati Uniti si consultano regolarmente con Tel Aviv sulla proposta di vendita di armi avanzate ad altri Paesi della regione mediorientale. Un disegno di legge approvato nel 2008 stabilisce che la vendita di armi statunitensi a qualsiasi Stato del Medio Oriente diverso da Israele debba garantire che non abbia effetti negativi sul vantaggio militare di Tel Aviv. Sebbene il governo di Israele abbia dato il suo consenso alla fornitura di F-35 agli Emirati Arabi Uniti, l’esercito israeliano sembra meno entusiasta della vendita ad Abu Dhabi.

Il capo dell’aeronautica israeliana Amikam Norkin ha dichiarato che il Paese deve mantenere il suo vantaggio militare nella regione, anche nei confronti di alleati, come gli Emirati Arabi Uniti. “Non è positivo che ci siano aerei avanzati nella regione. Non è una minaccia diretta per noi, ma è una tendenza che avrà un’influenza su di noi”, ha dichiarato Norkin durante un intervento. In tale contesto, anche Ganz voleva concludere l’accordo prima che Trump lasciasse l’incarico, il 20 gennaio, e venisse sostituito da Joe Biden come presidente. “Lo spero. Penso che il budget della Difesa debba essere gestito correttamente, per essere salvaguardato. È una sorta di polizza assicurativa attiva”, ha dichiarato il ministro, quando gli è stato chiesto se l’accordo per i nuovi F-35 fosse previsto prima del giuramento di Biden. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.