Marocco: Israele desidera stabilire relazioni diplomatiche quanto prima

Pubblicato il 6 febbraio 2021 alle 7:03 in Israele Marocco

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Nelle sue prime dichiarazioni come capo della missione diplomatica israeliana in Marocco, David Govrin ha affermato che Israele vorrebbe stabilire relazioni diplomatiche complete nel minor tempo possibile. Il governo marocchino sembra, però, preferire un processo graduale.

Ad aver riportato la notizia, il 4 febbraio, è stato il quotidiano al-Arab, a pochi giorni di distanza dall’arrivo di Govrin nel Regno Nord-africano e, in particolare, nel cosiddetto ufficio di collegamento, in attesa di divenire l’ambasciatore di Israele in Marocco, una volta che i due Paesi stabiliranno relazioni diplomatiche “complete”. Queste saranno il risultato dell’intesa “storica” annunciata il 10 dicembre 2020, con cui Israele e Marocco hanno concordato di normalizzare le relazioni stipulando un accordo mediato dagli Stati Uniti. Come parte dell’intesa, l’ex presidente statunitense, Donald Trump, ha accettato di riconoscere la sovranità di Rabat sul Sahara occidentale, una regione al centro di una disputa territoriale pluridecennale tra il governo marocchino e il Fronte Polisario.

Ora, a circa due mesi dall’annuncio, Govrin ha dichiarato che Israele sta cercando di espandere le relazioni bilaterali con il Marocco in molti campi, considerato che sono diverse le opportunità a disposizione. Anche il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in una precedente conversazione telefonica con il monarca marocchino, il re Mohammed VI, ha espresso l’intenzione del suo governo di rispettare tutti gli impegni presi secondo una tempistica specifica. Allo stesso modo, da parte di Rabat è stata manifestata la volontà di riattivare i meccanismi di cooperazione e di riprendere contatti regolari “nel quadro di relazioni diplomatiche pacifiche e amichevoli”.

L’ufficio di collegamento di Israele a Rabat era stato chiuso alla fine del 2000, quando il Marocco aveva deciso di annullare i legami esistenti tra i due Paesi con lo scoppio della seconda Intifada. Sebbene gli uffici siano stati chiusi circa 20 anni fa, gli immobili sono rimasti nelle rispettive proprietà, consentendo alle due parti di riaprire le missioni rapidamente. Ora si prevede che sarà David Govrin, già ambasciatore di Israele in Egitto dal 2016 al 2020, a sviluppare la missione diplomatica israeliana, ampliando i legami bilaterali a livello politico, turistico, economico e culturale.

Come messo in luce da un ricercatore marocchino, Hichem Moatadhed, il desiderio di Israele sembra essere, aprire un’ambasciata nel Regno, stabilendovi personale diplomatico quanto prima, così da poter svolgere le diverse attività di carattere amministrativo. La formazione e l’esperienza diplomatica di Govrin, ha spiegato Moatadhed, ha fatto sì che Netanyahu e il consigliere per la sicurezza nazionale, Meir Ben-Shabbat, si fidassero di lui per assumere la guida della missione israeliana in Marocco in questa fase. Ad ogni modo, per il ricercatore, stringere un accordo di normalizzazione con il Regno Nord-africano è più semplice rispetto ad altri Paesi arabi, poiché negli ultimi due decenni le due parti non hanno mai del tutto interrotto i contatti.

Lo stesso Govrin ha affermato che molti rappresentanti di diverse organizzazioni marocchine hanno visitato Israele, mentre la comunità ebraica in Marocco ha svolto un ruolo significativo nel collegare i due popoli. Quindi, “non si parte da zero”, ha affermato l’ambasciatore, riferendo che entro due mesi si prevede che verranno altresì ristabiliti i voli aerei tra le due parti, il che porterà, presumibilmente, a un aumento del numero di turisti israeliani in Marocco. In realtà, già il 22 dicembre 2020, l’allora consigliere senior degli USA, Jared Kushner e il consigliere per la sicurezza nazionale israeliana, Meir Ben-Shabbat, sono saliti a bordo del primo volo di linea tra Tel Aviv e Rabat, e, in un meeting con il re Mohammed VI e funzionari marocchini, sono state concesse licenze alle compagnie aeree israeliane per il trasporto di membri della comunità ebraica marocchina e di turisti israeliani in Marocco.

Nella medesima occasione, sono stati firmati quattro accordi. Il primo prevede l’apertura di una linea aerea diretta tra Marocco e Israele, volta a potenziare le attività turistiche. Il secondo include la creazione di visti di viaggio per i diplomatici di entrambi i Paesi, mentre, attraverso gli altri accordi, Rabat e Tel Aviv hanno concordato di creare partnership nel settore bancario e nella gestione delle risorse idriche.

Il Marocco è diventato il quarto Paese arabo a normalizzare le relazioni con Israele dopo gli Emirati Arabi Uniti, il Regno del Bahrain e il Sudan, sotto gli auspici dell’ex presidente degli Stati Uniti. Il raggiungimento dell’accordo annunciato il 10 dicembre, secondo alcuni, è stato favorito da un “ponte culturale” instaurato, nel corso degli anni, tra gli israeliani di origine marocchina e il Marocco. Quest’ultimo ospita la più grande comunità ebraica del Nord Africa, cresciuta con l’arrivo degli ebrei che furono espulsi dalla Spagna nel 1492. Molti ebrei hanno lasciato il Regno dopo l’istituzione dello Stato di Israele nel 1948, ma circa 3.000 ebrei sono rimasti nel Regno Nord-africano, mentre 700.000 ebrei di origine marocchina risiedono in Israele. Inoltre, nonostante la sospensione delle relazioni bilaterali nel 2000, le relazioni commerciali sono continuate, raggiungendo i 149 milioni di dollari tra il 2014 e il 2017, secondo fonti marocchine.

In tale quadro, il sovrano marocchino ha ribadito il proprio impegno a favorire una risoluzione del conflitto israelo-palestinese. A tal proposito, Rabat si è detta a sostegno di una soluzione a due Stati, che possa essere raggiunta attraverso negoziati tra le parti palestinese e israeliana, ritenuti l’unica via perseguibile per giungere a una soluzione globale, permanente e definitiva del conflitto. 

 
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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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