USA-Afghanistan: incontro di alto livello per definire le nuove mosse

Pubblicato il 5 febbraio 2021 alle 15:29 in Afghanistan USA e Canada

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Il 4 febbraio, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, ha incontrato l’inviato speciale degli Stati Uniti per la riconciliazione in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, per discutere della politica estera statunitense nel Paese.

“Grande incontro con l’ambasciatore Khalilzad per discutere la via da seguire in Afghanistan: continuare a proteggere gli Stati Uniti dalla minaccia del terrorismo, raggiungere una soluzione politica giusta e duratura e cementare un cessate il fuoco permanente e globale”, ha scritto Blinken in un post su Twitter. Khalilzad, che ha partecipato a 18 mesi di negoziati con i talebani per raggiungere l’accordo siglato il 29 febbraio 2020, è stato riconfermato come inviato speciale dall’amministrazione Biden. Secondo gli analisti, mantenere l’inviato degli Stati Uniti al suo posto dimostra l’impegno del team di Biden a rimanere nell’accordo di pace USA-talebani. Tuttavia, l’intesa rimane sotto esame e, al momento, il Pentagono ha affermato che il ritiro totale delle truppe statunitensi entro maggio 2021 non verrà effettuato, come invece era previsto. 

“Abbiamo discusso del focus sulla nostra strategia basata su una serie di condizioni, quelle che portano la pace in Afghanistan, assicurano un futuro stabile ai suoi cittadini e impediscono a chiunque di usare l’Afghanistan per minacciare gli Stati Uniti e i nostri alleati”, ha dichiarato Khalilzad dopo l’incontro. Nel frattempo, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha affermato che il futuro delle truppe straniere in Afghanistan sarà discusso nella prossima riunione dei ministri della Difesa della NATO. “Siamo di fronte a una decisione difficile e dobbiamo prenderla insieme. Perché il mio messaggio è che ci saranno costi e sfide, qualunque cosa decidiamo”, ha aggiunto il capo della NATO. Secondo Stoltenberg, rimane importante monitorare il rispetto dell’accordo da parte dei talebani, considerato l’alto livello di violenze nel Paese. “Se decidiamo di andarcene, rischiamo di mettere a repentaglio il processo di pace, rischiamo di perdere i risultati che abbiamo ottenuto nella lotta contro il terrorismo internazionale negli ultimi anni, e rischiamo che l’Afghanistan diventi ancora una volta un rifugio sicuro per i terroristi internazionali”, ha evidenziato il segretario generale della NATO. 

Dall’altra parte, il 31 gennaio, un rappresentante dei talebani ha affermato che il gruppo militante islamista continuerà a “difendere il Paese”, se le forze armate straniere rimarranno in Afghanistan dopo maggio 2021. “Se qualcuno ignora l’accordo di Doha e cerca scuse per continuare la guerra ed estendere l’occupazione, allora la nazione dei mujahid dell’Afghanistan può difendere coraggiosamente i valori, il suolo, il Paese e i suoi diritti come ha sempre fatto prima, come dimostrato nella storia”, ha riferito a Reuters il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid. Da parte sua, la portavoce della NATO, Oana Lungescu, ha affermato che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva: “I ministri della Difesa della’Alleanza si concentreranno sull’Afghanistan nella riunione del 17-18 febbraio”. Intanto, la NATO ha nuovamente sottolineato il proprio sostegno al processo di pace in Afghanistan. 

Risale al 28 gennaio l’annuncio da parte del Pentagono degli USA sul fatto che l’attuale amministrazione statunitense non ha intenzione di effettuare un ritiro completo delle truppe dall’Afghanistan entro maggio 2021, come previsto dall’accordo di Doha con i talebani, a causa del mancato rispetto dei termini dell’intesa. In risposta, i militanti afghani hanno accusato Washington di violazioni dei diritti umani. La nuova amministrazione statunitense deve quindi gestire questa delicata situazione. Già il 20 gennaio, il segretario di Stato del nuovo presidente Biden, Antony Blinken, ha dichiarato che l’accordo con i talebani sarebbe stato riesaminato, prima di prendere decisioni al riguardo. Il 25 gennaio, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha affermato che è stato aperto un nuovo capitolo nelle relazioni tra Kabul e Washington, con l’insediamento dell’amministrazione di Joe Biden. Quale sarà il futuro dell’accordo tra USA e talebani, in questo contesto, è ancora da capire. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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