Libia: la Guardia Costiera intercetta 800 migranti in 24 ore

Pubblicato il 5 febbraio 2021 alle 19:22 in Immigrazione Libia

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La filiale libica dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha dichiarato che circa 800 migranti, diretti in Europa, sono stati intercettati nel Mediterraneo, al largo del Paese nordafricano, e riportati indietro, nelle ultime 24 ore. Più di 1.000 erano partiti dalle coste libiche, negli ultimi giorni, cercando di sfuggire a “terribili condizioni umanitarie”, secondo quanto riferito dall’agenzia, collegata alle Nazioni Unite. Quelli fermati dalla Guardia costiera sono stati portati nei centri di detenzione della Libia, ha specificato l’IOM.

L’organizzazione ha pubblicato foto di migranti, per lo più africani, in attesa presso i punti di sbarco libici. In molti hanno parlato con il personale dell’IOM. “Anche se le squadre dell’agenzia continuano a fornire assistenza nei punti di arrivo, noi sosteniamo che la Libia non è un porto sicuro”, ha twittato l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

Oltre a quelli intercettati dalla Guardia Costiera, altri 116 rifugiati sono stati tratti in salvo dalla Sea Watch, venerdì 5 febbraio, quello che la ONG ha definito “uno dei giorni più impegnativi da molto tempo, forse anche da anni” nel Mediterraneo centrale. Il capo missione internazionale di Sea Watch, Neeske Beckmann, ha dichiarato che l’aereo di salvataggio dell’organizzazione, Moonbird, aveva individuato otto barche in pericolo con diverse centinaia di persone.

Il 19 gennaio, una barcone che trasportava migranti diretti in Europa si è capovolto al largo della Libia e almeno 43 persone sono morte annegate. È stata la prima strage nel Mediterraneo del 2021. Secondo i sopravvissuti, tutte le vittime provenivano da Paesi dell’Africa occidentale.

Giovedì 4 febbraio, la Ocean Viking, una nave gestita dalla ONG Sos Mediterranee, ha salvato quasi 240 persone nel corso di due operazioni separate. Nella seconda missione, svoltasi nel pomeriggio, almeno 116 migranti sono stati soccorsi. Nella prima, invece, avvenuta all’alba, oltre 121 persone erano state salvate. Molti dei migranti provengono dalla Costa d’Avorio, dal Mali e dal Sudan. Tra i soccorsi ci sono anche 11 bambini di età inferiore ai 13 anni.

La Libia rimane una delle aree di transito più utilizzate dai migranti che intendono raggiungere l’Europa. Allo stesso tempo, tuttavia, la rotta del Mediterraneo centrale resta una delle più pericolose al mondo. Circa una persona su sei, tra quelle che partono dalle coste del Nord Africa, perde la vita. I trafficanti di esseri umani, la maggior parte operanti in Libia, lanciano in mare gommoni o traballanti barche da pesca, affollate di migranti, che sperano di raggiungere le coste europee. Alcuni fuggono da conflitti o persecuzioni, mentre molte delle centinaia di migliaia di persone soccorse in mare negli ultimi anni fuggono dalla povertà. Nel 2020, sono stati registrati 381 morti e 597 dispersi nella rotta del Mediterraneo centrale, secondo i dati delle Nazioni Unite.

L’anno scorso, circa 11.891 persone sono state riportate indietro, nel Paese nordafricano, dalla Guardia Costiera libica, secondo l’IOM. Dal febbraio 2017, più di 36.000 migranti sono stati intercettati e rimpatriati. Secondo quanto riferito dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, l’UE ha speso più di 90 milioni di euro per finanziare e addestrare la Guardia Costiera libica, intimandola a fermare le traversate. Un’indagine dell’agenzia di stampa The Associated Press ha rivelato che l’UE ha inviato in Libia più di 327,9 milioni di euro, in gran parte incanalati attraverso le agenzie delle Nazioni Unite. 

Secondo gli ultimi dati dell’UNHCR, nel 2020, complessivamente, sono arrivati in Europa poco più di 94.000 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri risulta essere la Spagna, con oltre 41.000 arrivi, seguita dall’Italia, con più di 31.100 sbarchi, dalla Grecia, con oltre 15.500 arrivi, da Malta, con quasi 3.000 sbarchi, e da Cipro, con poco meno di 1.000 arrivi. Il numero di morti in mare nel 2020, secondo i dati dell’IOM, ammonta a 1.152. La maggior parte dei decessi è avvenuta nel Mediterraneo centrale, seguito da quello occidentale e, infine, da quello orientale. Tali numeri segnano una diminuzione rispetto alle cifre 2019, quando arrivarono in territorio europeo via mare e via terra oltre 126.663 stranieri, e persero la vita nel Mediterraneo 1.885 migranti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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