Coronavirus: il Portogallo chiede aiuti internazionali

Pubblicato il 5 febbraio 2021 alle 6:30 in Europa Portogallo

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Epicentro dell’epidemia di coronavirus in Europa nei giorni scorsi, il Portogallo ha fatto appello agli aiuti internazionali per alleviare gli ospedali saturi ma, secondo diversi esperti, il Paese ha raggiunto questa settimana il picco della terza ondata e dovrebbe iniziare a registrare dati migliori nei prossimi giorni.

Una volta superata la soglia di 300 morti in 24 ore r con i filmati di ambulanze in coda per ore davanti al più grande ospedale di Lisbona che circolano su media e socia-network il governo è stato spinto a chiedere aiuto. Dopo ” diversi contatti bilaterali “, l’esecutivo socialista ha confermato lunedì sera di aver accettato ” l’offerta di collaborazione del governo tedesco per rafforzare la risposta al Covid-19 “. Il ministro della Difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer aveva già annunciato mercoledì l’invio di otto medici e personale infermieristico qualificato, oltre a circa 150 dispositivi di infusione e 150 letti medici.

“Stiamo aiutando i nostri amici in Portogallo che si trovano in una situazione particolarmente grave”, ha commentato Kramp-Karrenbauer. “Il coronavirus pone sfide a tutti noi, il sistema sanitario tedesco è sotto forte pressione ma siamo convinti che soprattutto in questo momento la solidarietà in Europa sia essenziale”, ha aggiunto il ministro conservatore.

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha dichiarato questo fine settimana che il suo paese è pronto ad accogliere pazienti in terapia intensiva e, dalla vicina Spagna, la regione di confine dell’Estremadura ha anche espresso martedì la sua volontà di contribuire a questo sforzo. Al di fuori dei micro-stati, il Portogallo è da diversi giorni il Paese al mondo più colpito dall’epidemia di coronavirus nell’arco delle due settimane, in termini di numero di morti e nuovi casi rispetto alla sua popolazione, di 11 milioni di abitanti.

Il premier Antonio Costa ha ammesso che gli ospedali del Paese erano sotto “una pressione gigantesca”. Il bilancio dall’inizio della pandemia è ad oggi di 13.257 morti, di cui oltre 5.500 nel solo mese di gennaio. All’ospedale Santa Maria di Lisbona, uno dei due più grandi del Paese, martedì sono stati trattati 333 pazienti per un totale di 350 posti letto assegnati ai pazienti Covid-19, secondo una fonte ospedaliera. Secondo la stessa fonte sono rimasti solo sei posti disponibili in terapia intensiva.

Un altro ospedale, che serve i comuni di Amadora e Sintra, alle porte della capitale portoghese, si trova in una “situazione molto complessa”. Dopo aver vissuto giorni caotici per via della mancanza di pressione nella sua rete di distribuzione dell’ossigeno, che era intasata, secondo un’altra fonte ospedaliera. Durante l’incidente di martedì scorso, l’ospedale aveva raggiunto il record di 363 pazienti Covid trattati contemporaneamente, ovvero il triplo della capacità massima prevista dal piano di emergenza. Circa 150 pazienti hanno dovuto essere ventilati utilizzando bombole portatili e più di un centinaio di loro sono stati trasferiti frettolosamente in altri ospedali, contribuendo al sovraffollamento del reparto emergenze del Santa Maria, che in principio aveva istituito un sistema di pre-triage dei pazienti.

In totale, il Paese ha avuto lunedì 1° febbraio 6.869 pazienti ospedalizzati, di cui 856 in terapia intensiva, registrando il record dall’inizio della pandemia. Dopo che le restrizioni natalizie si sono allentate e la variante britannica più contagiosa è arrivata, il Paese è stato colpito da un’esplosione di nuovi casi e il governo ha deciso di imporre un secondo lockdown generale a metà gennaio, ma ha chiuso le scuole solo una settimana dopo. “Il rigoroso contenimento avrebbe dovuto iniziare prima di Natale, come hanno fatto altri paesi”, spiega il virologo Pedro Simas, dell’Istituto di medicina molecolare di Lisbona. Secondo lui, il Portogallo è stato colpito da questa terza ondata mentre la seconda aveva lasciato un livello di contagio ancora troppo alto. “Il Portogallo è ormai il peggior Paese al mondo, ma già si vedono segnali positivi”, aggiunge, spiegando che “il numero di nuovi casi giornalieri si sta stabilizzando, con un trend al ribasso”.

Secondo i dati pubblicati dal quotidiano Publico, alcune regioni del Paese hanno già raggiunto l’apice delle contaminazioni quotidiane e la regione di Lisbona dovrebbe seguire nei prossimi giorni.

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Italo Cosentino, interprete di portoghese

di Redazione

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