Colpo di scena in Libia: Aguila Saleh perde le elezioni per 5 punti

Pubblicato il 5 febbraio 2021 alle 17:07 in Africa Libia

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Sono giunti i risultati delle votazioni, appena terminate, per eleggere il capo del Consiglio presidenziale libico, i suoi due vice e un primo ministro, che saranno posti alla guida di organismi esecutivi temporanei, fino alle elezioni del 24 dicembre 2021.

In un primo turno, svoltosi nella mattina del 5 febbraio, nessuna delle quattro liste presentate aveva ottenuto il 60% dei voti richiesti da parte dei membri del Forum di dialogo politico libico, riunitosi a Ginevra sotto l’egida delle Nazioni Unite. Di conseguenza, si è passati al ballottaggio, in cui sono state due le liste a contendersi le cariche all’interno del Consiglio presidenziale e del governo unitario. La lista risultata vincitrice è stata la terza, la quale ha ottenuto 39 voti rispetto ai 34 della lista avversaria, la quarta. I candidati che andranno, quindi, a formare gli organismi governativi ad interim sono Mohammad Younes Menfi, un diplomatico libico della regione orientale, eletto a capo del Consiglio presidenziale, il quale verrà coadiuvato da Mossa Al-Koni e Abdullah Hussein Al-Lafi, mentre alla guida del governo unitario è stato nominato Abdul Hamid Mohammed Dbeibah, un imprenditore sostenuto dalle tribù occidentali. Ciò significa che il presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, e il ministro dell’Interno del governo di Tripoli uscente, Fathi Bashagha, sebbene giunti fino all’ultimo turno e considerati tra i favoriti, non hanno ottenuto i risultati auspicati.

Uno dei primi commenti a seguito dell’annuncio dei risultati delle elezioni è giunto dal ministro della Difesa del governo tripolino, Salah al-Din Al-Namroush, il quale ha dichiarato sul proprio account Twitter: “Sosterremo il presidente e il governo nella strategia e nel progetto che elaboreranno per unificare le istituzioni, in modo da accrescere la loro forza e tenacia e raggiungere gli obiettivi del Paese nella fase di costruzione di una nuova Libia”.

Da parte sua, l’inviata delle Nazioni Unite ad interim, la quale ha presieduto il round di colloqui, Stephanie Williams, ha precisato che le nuove autorità esecutive unitarie dovranno rispettare la road map stabilita a Tunisi dal 9 al 16 novembre 2020, approvata dal Forum di Dialogo politico stesso, l’organismo composto da 75 rappresentanti libici, formato a seguito dell’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020. L’inviata e capo della Missione di Sostegno dell’Onu (UNSMIL) si è detta lieta di aver partecipato a un “momento storico”, frutto dell’impegno di quelle parti libiche che si sono mostrate in grado di superare ostacoli e divergenze nell’interesse della nazione e del popolo libico.

Ora, ha riferito Williams, si passerà al voto di fiducia dei rappresentanti neoeletti e del nuovo governo da parte della Camera dei Rappresentanti. Ciò dovrà avvenire entro massimo 20 giorni e, nel caso in cui non si riesca a ottenere la fiducia, spetterà ai 75 membri del Forum conferirla o meno. Le nuove personalità, è stato ribadito dall’inviata, dovranno sostenere l’intesa del 23 ottobre e quanto stabilito dal Comitato militare congiunto 5+5. A tal proposito, la riapertura della strada costiera tra Sirte e Misurata sarà un punto di rilevante importanza. Nel frattempo, i nuovi organismi esecutivi sono chiamati a lanciare un’iniziativa di “riconciliazione globale”.

Stando a quanto stabilito dal Forum di dialogo politico, il nuovo governo libico unitario dovrà essere formato seguendo principi di competenza e merito e dovrà essere caratterizzato da uguaglianza a livello politico e geografico, oltre a includere donne e giovani. A tal proposito, è stata richiesta una rappresentanza femminile non inferiore al 30%.

È dal primo febbraio che i 75 membri del Forum di dialogo politico sono stati impegnati nelle procedure di nomina dei membri del governo e del Consiglio presidenziale. Quanto accaduto il 5 febbraio è stato definito una tappa rilevante per il percorso politico libico, che si spera potrà portare alla transizione democratica auspicata, il cui culmine si prevede verrà raggiunto con le elezioni presidenziali e legislative del 24 dicembre 2021. In tale data, gli organismi esecutivi provvisori verranno sostituiti da altri eletti democraticamente. Il fine ultimo è porre fine alla fase di grave instabilità che caratterizza la Libia dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile.

 
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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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