Tokyo e Londra discutono di sicurezza, preoccupa la Cina

Pubblicato il 4 febbraio 2021 alle 11:13 in Cina Giappone UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I ministri degli Esteri e della Difesa del Regno Unito e del Giappone si sono incontrati il 3 febbraio per parlare della cooperazione in materia di sicurezza e hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui hanno ribadito l’importanza di preservare la libertà di navigazione e di sorvolo del Mar Cinese Meridionale e del Mar cinese Orientale, chiedendo a tutte le parti di evitare azioni in grado di aumentare le tensioni. Oltre a questo, le parti hanno espresso preoccupazione per la repressione dei diritti umani da parte della Cina.

L’incontro è stato organizzato in modalità 2+2 e via internet e per il Giappone hanno partecipato il ministro degli Esteri e quello della Difesa, Toshimitsu Motegi e Nobuo Kishi, mentre per il Regno Unito i loro omologhi, Dominic Raab e Ben Wallace. L’obiettivo del dialogo era la discussione sui modi per preservare la libertà e l’apertura nell’Indo-Pacifico e per discutere del progetto inglese di inviare un gruppo d’attacco guidato dalla portaerei Queen Elizabeth nel Pacifico Occidentale, dove sono previste esercitazioni congiunte con le Forze di auto-difesa del Giappone. Il Giappone ha accolto con favore l’invio della Queen Elizabeth a dimostrazione dell’impegno inglese per l’Indo-Pacifico. Le parti hanno quindi ribadito di voler approfondire la cooperazione in materia di sicurezza.

I ministri hanno poi discusso della crescente presenza militare cinese nelle acque del Mar Cinese Meridionale e del Mar cinese Orientale e la parte giapponese ha espresso preoccupazione per la nuova legge cinese per la Guardia costiera del 22 gennaio scorso, che la autorizza ad aprire il fuoco contro imbarcazioni straniere e a distruggere strutture erette da altri Paesi su isole rivendicate da Pechino.

Pechino e Tokyo hanno una disputa territoriale aperta riguardante un gruppo di isole, chiamate dalla prima Diaoyu e dalla seconda Senkaku nel Mar Cinese Orientale. Tali territori, rivendicati anche da Taiwan, sono attualmente amministrati da Tokyo ma nelle acque ad essi circostanti sta crescendo la presenza militare di Giappone e Cina. In seguito alla sua ultima visita a Tokyo lo scorso 24 novembre, il ministro degli Affari Esteri cinese, Wang Yi, aveva ribadito che la posizione cinese in merito fosse chiara, affermando che la Cina avrebbe continuato a proteggere risolutamente la propria sovranità.

Al contempo, dalla repressione delle proteste pro-democrazia del 2019 e dall’attuazione della legge sulla scurezza nazionale di Hong Kong lo scorso 30 giugno, anche i rapporti tra Londra e Pechino sono peggiorati, in quanto la prima sostiene che il governo cinese stia ridimensionando le autonomie e le libertà dell’isola, un’ex-colonia inglese la cui sovranità era stata restituita alla Cina il primo luglio 1997, in ottemperanza alla Dichiarazione congiunta sino-inglese del 19 dicembre 1984. In base a tale documento, le relazioni di Hong Kong con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza all’isola, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi adottato da Pechino. Tale principio e modalità di gestione sarebbero dovuti restare in vigore fino al 2047 ma per molti la legge sulla sicurezza nazionale li avrebbe già erosi.

Oltre a parlare della Cina, i quattro ministro hanno anche affrontato le questioni della Corea del Nord e del colpo di Stato in Myanmar. Londra è sempre più interessata alla regione dell’Indo-Pacifico, come ha dimostrato la sua richiesta del primo febbraio scorso di entrare a far parte dell’accordo per il libero scambio che raduna 11 Paesi del Pacifico, il Comprehensive and Progressive Trans-Pacific Partnership (CPTPP).

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.