Spagna disposta a utilizzare il vaccino russo se approvato dalle autorità europee

Pubblicato il 3 febbraio 2021 alle 6:22 in Russia Spagna

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La Spagna sarebbe disposta a utilizzare il vaccino russo Sputnik V contro il coronavirus se il farmaco ricevesse il via libera dalle autorità sanitarie europee, ha affermato il ministro degli Affari esteri, Arancha González Laya.

“La risposta a questa domanda è nelle mani delle autorità sanitarie europee”, ha dichiarato Laya in un’intervista alla rete televisiva La Sexta, alla domanda su un ipotetico scenario per l’arrivo del vaccino russo in Spagna.

Il 29 gennaio il Fondo Russo per gli investimenti diretti ha offerto 100 milioni di dosi del suo vaccino contro il coronavirus all’Unione europea.

Questa offerta viene fatta in un momento di carenza di farmaci per l’UE, bloccata in battaglie con le aziende farmaceutiche per cercare di assicurarsi l’approvvigionamento.

Dopo tale offerta, paesi come Francia e Germania hanno dichiarato di essere disposti a fornire il farmaco russo ai propri cittadini se l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) lo ritiene opportuno.

A tal proposito, il 1 febbraio è intervenuto il ministro degli Esteri spagnolo, sottolineando che la possibilità di utilizzare o meno il farmaco russo dipenderà dal fatto che le autorità sanitarie ritengano efficace il suo utilizzo per immunizzare la popolazione.

“Le istituzioni comunitarie, oltre a lavorare per l’arrivo dei vaccini, devono garantire che i vaccini soddisfino i requisiti medici di efficacia ed efficienza. Se si rispettano questi requisiti, credo che ogni produttore al mondo che sia in grado di sviluppare il vaccino e sia in grado di soddisfare tali requisiti sarà in grado di entrare nel mercato comunitario “, ha aggiunto.

Secondo i dati aggiornati il 29 gennaio dal ministero della Salute, la Spagna ha ricevuto fino ad oggi un totale di 1.769.000 di dosi nell’ambito della distribuzione europea di vaccini.

La maggior parte di queste dosi (1.733.000) proviene da Pfizer/BioNtech, mentre una parte minoritaria (35.700) proviene dall’azienda farmaceutica Moderna.

L’83% di queste dosi (1,4 milioni) è già stato fornito alla popolazione, ottenendo per il momento l’immunizzazione completa di 251.000 persone.

Tuttavia, le difficoltà di approvvigionamento mettono in dubbio se, al ritmo attuale, la Spagna possa raggiungere l’obiettivo di immunizzare il 70% della popolazione entro la fine dell’estate.

Vista la mancanza di vaccini, la Comunità di Madrid ha già annunciato che per il momento interromperà l’immunizzazione di nuovi pazienti per garantire che i farmaci disponibili vengano utilizzati per completare il processo di vaccinazione in coloro che hanno già ricevuto la prima dose.

L’11 agosto la Federazione Russa ha registrato lo Sputnik V che è divenuto, di fatto, il primo vaccino contro il COVID-19 al mondo. Il preparato, che si trova attualmente nella terza fase della sperimentazione clinica che dovrebbe concludersi a maggio, è stato sviluppato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti.

È costituito da due componenti: il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26, il secondo sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5. Il farmaco viene somministrato due volte a un intervallo di 21 giorni. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino. La sicurezza, l’efficacia e la mancanza di effetti avversi a lungo termine dei vaccini ad adenovirus sono state provate da più di 250 studi clinici nell’arco di due decenni.

Secondo lo sviluppatore del vaccino, lo Sputnik V è in grado di rafforzare l’immunità per più di due anni e ha dimostrato di essere più del 90% efficace nel prevenire il COVID-19.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo e spagnolo

di Redazione

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