Somalia: esercito sventa un attentato e uccide 3 terroristi di al-Shabaab

Pubblicato il 3 febbraio 2021 alle 20:02 in Africa Somalia

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Le forze di sicurezza somale hanno eliminato tre terroristi di al-Shabaab che tentavano di effettuare un attacco contro una delegazione governativa di alto livello nella città di Dhusamareb. Una raffica di colpi di mortaio, sparati dai militanti, ha lasciato feriti un ufficiale di polizia e alcuni civili. Secondo l’emittente statale somala, le forze di sicurezza hanno ucciso tre aggressori, tra cui un membro senior di al-Shabaab, e ne hanno ferito un altro. Due militanti sono stati arrestati. La televisione di stato ha mostrato immagini di mitragliatrici pesanti e altre armi sequestrate alla cellula del gruppo terroristico.

L’attacco è avvenuto il giorno dopo che un gruppo di terroristi di al-Shabaab ha ucciso almeno 6 persone, tra cui un generale dell’esercito in pensione, Mohamed Nuur Galal, in seguito ad un attentato condotto con un’autobomba contro un albergo della capitale, Mogadiscio. La sera del 31 gennaio, un veicolo carico di esplosivo si è schiantato contro il cancello d’ingresso dell’hotel Afrik, vicino all’incrocio strategico K-4, nel centro della città. Il portavoce della polizia, Sadiq Adan Ali, ha specificato che alcuni uomini armati si sarebbero poi precipitati dentro l’albergo, aprendo il fuoco sul personale e sui clienti. Dieci persone, tra cui i 4 aggressori, sono morte e oltre 9 civili sono rimasti feriti.

All’inizio di questa settimana, a seguito delle pressioni della comunità internazionale, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, ha invitato i leader regionali a partecipare ad un vertice consultivo di tre giorni per risolvere le questioni in sospeso sullo svolgimento di elezioni tempestive e credibili nel Paese. Il mandato del presidente scadrà l’8 febbraio e la nazione ha già posticipato due volte la scadenza per le elezioni parlamentari.

Il gruppo terroristico di al-Shabaab, legato ad al-Qaeda, cerca dal 2008 di rovesciare il governo del Paese, sostenuto a livello internazionale. I suoi militanti effettuano spesso offensive di questo tipo, sia contro obiettivi civili che militari. Il loro scopo è quello di diffondere insicurezza e minare il governo centrale per abbattere lo Stato, prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la Sharia. Secondo gli esperti, il fatto che il gruppo continui a colpire con attacchi di questo tipo dimostra che le sue capacità offensive non sono diminuite.

I militanti di al-Shabaab, il cui nome in arabo significa “la gioventù”, sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito a un primo ritiro nel 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. I soldati USA, operativi nell’ambito del commando AFRICOM, erano stati impiegati nel Paese per aiutare l’esercito locale a combattere contro la minaccia di al-Shabaab. Tuttavia, il 4 dicembre l’ex presidente americano, Donald Trump, ha deciso di ritirare i 700 soldati statunitensi impegnati in Somalia, nel quadro del più ampio progetto volto a ritirare Washington da quelle che l’amministrazione precedente ha definito “le guerre infinite”. Alcuni politici somali temono che il ritiro degli USA possa indebolire l’esercito locale e far guadagnare terreno ai militanti islamisti somali.

Nel Country Report on Terrorism del 2019, rilasciato dal governo USA, l’Africa orientale è stata indicata come un porto sicuro per al-Shabaab, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio della Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche tributi e ha assoggettato i governanti locali. Stando al report del 2019, da tali luoghi, i terroristi organizzano, pianificano e conducono attentati, agendo indisturbati, anche ai danni del confinante Kenya. Secondo il documento, nel 2019, gli attacchi di al-Shabaab sono aumentati e si stanno focalizzando su obiettivi governativi, cercando di uccidere membri e leader delle istituzioni, per minarne la credibilità e l’efficacia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo ha dichiarato lo stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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