Nagorno-Karabakh: Armenia denuncia Azerbaigian alla Corte europea dei diritti dell’uomo

Pubblicato il 3 febbraio 2021 alle 6:34 in Armenia Azerbaigian

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Il 1° febbraio, il governo armeno ha intentato una causa presso la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) contro l’Azerbaigian, accusando Baku di aver violato le convenzioni durante le ostilità in Nagorno-Karabakh e successivamente alla firma dell’accordo tripartito mediato dalla Russia che il 9 novembre scorso ha posto fine alle ostilità. Lo ha riferito martedì 2 febbraio l’ufficio del rappresentante armeno presso la Corte europea dei diritti dell’uomo tramite un comunicato ufficiale.

“In particolare, il governo armeno afferma che l’Azerbaigian ha violato il diritto alla vita, il divieto di tortura e trattamenti inumani, il diritto alla libertà, il diritto alla proprietà, il diritto alla vita personale e familiare, il diritto all’istruzione, nonché un numero di altri diritti della Convenzione dei diritti dell’uomo alla popolazione dell’Artsakh (nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabakh) e dell’Armenia. Tra le altre cose, il Governo ha sollevato le questioni relative alla tutela dei diritti dei prigionieri di guerra; prigionieri civili individuali; sfollati; persone decedute e ferite e loro parenti; persone hanno perso la loro proprietà; giornalisti locali e internazionali. Insieme alla domanda è stata presentata una grande quantità di prove”, ha specificato il rappresentante di Erevan nel suo comunicato.

“La denuncia interstatale è un passo essenziale per attivare un meccanismo legale internazionale da parte dell’Armenia. È anche degno di nota che questa domanda è la prima denuncia interstatale presentata dall’Armenia alla CEDU nella sua storia”, aggiunge ancora il comunicato.

“Si informa che il Governo fornirà alla Corte un gran numero di prove in merito alle denunce, oltre a quelle già presentate a tempo debito. L’ufficio dell’agente governativo dinanzi alla CEDU fornirà informazioni sugli ulteriori sviluppi del caso”, si chiude la nota.

L’Armenia e l’Azerbaigian si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

Le tensioni tra i due paesi si sono intensificate nuovamente la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabakh lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert.

Il 9 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui l’Armenia si impegnava entro il 1° dicembre a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. I due eserciti rimarranno nelle posizioni attualmente occupate e lungo la linea del cessate il fuoco sarà attiva una forza di pace della Federazione russa, che controllerà il Karabakh per i prossimi 5 anni, rinnovabili. L’Armenia si impegna a garantire i trasporti tra il Nakichevan e le regioni orientali dell’Azerbaigian, mentre l’Azerbaigian si impegna a garantire le comunicazioni lungo il corridoio di Lachin che collega il Karabakh all’Armenia. Entrambi i corridoi saranno pattugliati da guardie dell’FSB della Federazione russa.

Per controllare il cessate il fuoco e le ostilità, un contingente di mantenimento della pace della Federazione Russa è schierato nella zona del conflitto del Nagorno-Karabakh per un totale di 1.960 militari, 90 corazzati da trasporto, 380 unità di automobili e attrezzature speciali.

Il contingente russo di mantenimento della pace è basato sulla 15a Brigata di fucilieri motorizzati separata del distretto militare centrale. Posti di osservazione russi sono dispiegati lungo la linea di contatto e nel corridoio Lachin, che collega il Nagorno-Karabakh all’Armenia. La sede dell’operazione di mantenimento della pace si trova a Stepanakert.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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