La Germania in aiuto al Portogallo nella lotta contro il coronavirus

Pubblicato il 3 febbraio 2021 alle 20:44 in Germania Portogallo

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Un aereo militare tedesco, con a bordo oltre 20 medici e infermieri, insieme a ventilatori e letti ospedalieri, è arrivato, mercoledì 3 febbraio, in Portogallo per aiutare il Paese ad affrontare il numero dei contagi da coronavirus. Il team tedesco gestirà una nuova unità di otto posti letto di terapia intensiva in un ospedale privato a Lisbona, Hospital da Luz, che è stato attrezzato ma che non possiede il personale per operare. Lo ha reso noto la ministra della Salute, Marta Temido, presente nella base militare dove è atterrato l’aereo tedesco. 

“Otto posti letto potrebbero non sembrare tanti, ma è molto per un sistema sanitario sotto significativa pressione”, ha dichiarato la ministra Temido, aggiungendo: “L’aiuto offerto dalla Germania è di grande utilità per un sistema sanitario che deve affrontare le sfide che stiamo affrontando: professionisti sanitari altamente specializzati”. L’équipe medica, composta da otto medici e 18 infermieri, ha portato con sé 150 letti ospedalieri e 50 ventilatori. “Questo è un segno vivido della solidarietà europea e un simbolo di speranza”, ha affermato, dal canto suo, l’ambasciatore tedesco, Martin Ney, anche lui nella base al momento dell’atterraggio. Anche l’Austria si è offerta di accogliere da 10 a 15 pazienti di terapia intensiva per distribuirli in vari ospedali del Paese.

Le strutture ospedaliere di tutto il Portogallo, una nazione di circa 10 milioni di persone, sembrano sull’orlo del collasso, con ambulanze costrette ad aspettare spesso in coda per ore a causa della mancanza di posti letto e unità che lottano per trovare abbastanza spazio refrigerato per preservare i corpi dei defunti. Per la maggior parte dei portoghesi, la vaccinazione contro il virus è la luce in fondo al tunnel. Finora, tuttavia, solo circa 75.000 persone sono state vaccinate con entrambe le dosi richieste. Come in altre parti d’Europa, ci sono state diverse polemiche sulla distribuzione dei vaccini in Portogallo, con scandali legati a persone che hanno trovato escamotage per anticipare il loro turno e ottenere le dosi prima di quanto previsto. Il capo della task force per la vaccinazione del Portogallo, Francisco Ramos, si è dimesso, mercoledì 3 febbraio, dopo essere venuto a conoscenza di “irregolarità” nel processo di selezione degli operatori sanitari da vaccinare presso l’ospedale della Croce Rossa, dove è l’amministratore delegato.

Sebbene le infezioni quotidiane e le morti da COVID-19 nel Paese si siano ridotte rispetto ai record della scorsa settimana, medici e infermieri sono ancora sopraffatti dalla quantità dei casi e il numero di pazienti che necessitano di cure serie rimane alto. Il Portogallo, che finora ha segnalato un totale di 13.257 decessi per COVID-19 e 740.944 casi, ha registrato quasi la metà di tutte le morti per coronavirus il mese scorso, quando ha assistito ad una forte accelerazione delle infezioni. Qualche giorno fa, il premier portoghese, António Costa, ha ammesso in un’intervista televisiva che la situazione è “pessima” a causa della crescita “esponenziale” dei contagi e che la terza ondata ha lasciato “un numero drammatico” di morti. 

Il 31 gennaio, il Paese ha introdotto le misure del nuovo stato di emergenza, in vigore fino al 14 febbraio, prevedendo “l’autoconfinamento dei cittadini portoghesi nel territorio continentale”. Sono state nuovamente chiuse le frontiere terrestri e marittime, limitati i voli e inasprite le norme sanitarie per le persone in ingresso secondo le eccezioni previste. Il giorno prima, il 29 gennaio, il governo del Portogallo aveva altresì annunciato la chiusura del confine con la Spagna per un periodo iniziale di due settimane, nel tentativo di contenere la diffusione della pandemia di coronavirus, che ha raggiunto nel Paese livelli senza precedenti nel mese di gennaio.

Nel frattempo, in Germania, le autorità di Berlino hanno annunciato oggi il decesso di poco meno di mille persone per Covid-19 nel corso delle ultime 24 ore. I casi di contagio registrati sono stati 9.705 e i morti 975, per un totale dall’inizio della pandemia di 2.237.790 di contagi e 58.956 decessi per coronavirus.

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Chiara Gentili

di Redazione

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