Italia-Europa: un possibile governo Draghi piace ai mercati

Pubblicato il 3 febbraio 2021 alle 12:53 in Europa Italia

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La Borsa di Milano ha aperto in forte rialzo, il 3 febbraio, dopo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha annunciato la possibilità di un nuovo Governo tecnico guidato dall’ex presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi.

Il primo Ftse Mib ha registrato una crescita del + 2,95%, fino a 22.733 punti. Pertanto, lo spread tra BTP e Bund è diminuito, portando il differenziale tra i rendimenti dei titoli decennali italiani e tedeschi a 107 punti, dai 116 del 2 febbraio. La reazione del mercato è dovuta alla svolta che sembra aver preso lo scenario politico in Italia, a seguito delle dimissioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rese pubbliche il 26 gennaio.

Dopo più di una settimana in cui si è tentato di trovare una maggioranza politica a sostegno di un nuovo Governo, guidato da Conte o da altri esponenti politici, la possibilità è naufragata il 2 febbraio. In tale data, il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, ha parlato con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, confermando l’impossibilità di trovare una maggioranza politica in Parlamento. In un discorso pronunciato nella tarda serata dello stesso giorno, Mattarella ha sottolineato che l’unica ragionevole possibilità, vista la fragile situazione in cui versa il Paese in questo periodo, è quella di creare un governo “tecnico”. Successivamente, la Presidenza della Repubblica ha reso noto che l’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, è stato convocato al Colle per le 12 del 3 febbraio, per discutere la formazione di un esecutivo tecnico “di alto profilo”. 

L’alternativa sarebbero state le elezioni ma Mattarella ha dichiarato che il Paese non può permettersi di andare a votare in questo momento. Il presidente della Repubblica si è quindi rivolto alle forze politiche “perché diano fiducia a un Governo di alto profilo che non deve identificarsi con nessuna formula politica”. Il ragionamento ruotava intorno alla necessità di creare un esecutivo con la capacità di prendere decisioni incisive e che si assuma la responsabilità della gestione della campagna vaccinale, del piano economico di ripresa e del rapporto con l’Europa. Il voto, invece, non garantirebbe tutto questo e esporrebbe la popolazione al rischio di vedere i contagi aumentare a dismisura. La borsa ha concordato con il Presidente della Repubblica italiana. Tuttavia, la situazione è ancora in evoluzione e la crisi che questo governo deve superare è profonda e complessa.

L’Italia si sta riprendendo da una profonda crisi economica, segnata da un calo della produzione dovuto alla pandemia. Inoltre, le ripercussioni negative della situazione che il mondo vive a partire dalla fine del 2019 persistono e pesano sulle attività economiche, in particolare sui servizi. L’estensione della copertura dei regimi di integrazione salariale e il divieto di licenziamento fino al 31 marzo 2021 stanno prevenendo una diffusa perdita di posti di lavoro in alcuni settori. Tuttavia, molti lavoratori autonomi hanno già subito tale crisi e la situazione rischia di peggiorare ulteriormente, senza efficaci misure per la ricrescita. Secondo le stime della Commissione Europea, il tasso di disoccupazione nel Paese salirà all’11,6% nel 2021, “con la maggior parte dei posti persi nel terziario”.

Per quanto riguarda il deficit e il debito pubblico, la Commissione prevede che un forte aumento nel 2020 e un rallentamento nel 2021 e nel 2022. Nello specifico, il deficit italiano, cioè la differenza fra quello che lo Stato incassa e quello che spende, dovrebbe scendere al 7,8% nel 2021, dopo essere salito al 10,8% nel 2020. Per la Commissione, la risposta alla crisi, con il sostegno di imprese e lavoratori, ha avuto un impatto del 5,5% sulla spesa. Il debito pubblico, invece, che misura quanto lo Stato deve ai suoi creditori, salirà “bruscamente” dal 134,7% del 2019 al 159,6% del 2020, per poi scendere al 159% nel 2022 grazie alla crescita del PIL. Bruxelles aggiunge anche che “le misure di liquidità per le aziende, comprese le garanzie statali, comportano alcuni rischi per le proiezioni del debito”. A tale proposito, il 26 gennaio, il Fondo monetario internazionale (FMI) ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Italia nel 2021. Dopo una contrazione inferiore alle attese nel 2020, quando il PIL è sceso del 9,2% rispetto al -10,6% previsto ad ottobre, l’economia nel 2021 crescerà del 3,0%, 2,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni precedenti.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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