Gli Stati Uniti ritirano una portaerei dal Golfo

Pubblicato il 3 febbraio 2021 alle 18:22 in Medio Oriente USA e Canada

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L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha ordinato il ritiro una portaerei dal Golfo. La decisione potrebbe allentare le tensioni con l’Iran. 

Il 2 febbraio, il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha detto dichiarato che l’USS Nimitz Carrier Strike Group è salpato dal Comando Centrale delle forze armate statunitensi in Medio Oriente verso la regione del Comando Indo-Pacifico. Kirby non ha confermato i rapporti che il Nimitz sarebbe successivamente tornato negli Stati Uniti dopo circa nove mesi in mare. Tuttavia, il portavoce del Pentagono ha sottolineato che, nonostante l’intensificarsi della presenza militare statunitense nel Golfo, voluta dalla precedente amministrazione, la Casa Bianca guidata da Biden non ha ritenuto necessario mantenere il mezzo navale nella regione. L’affermazione sottintende che non siano state rilevate minacce imminenti alla sicurezza statunitense nell’area. Tuttavia, Kirby ha rifiutato di discutere l’attuale valutazione del Pentagono riguardo ad una potenziale minaccia militare iraniana contro le basi degli USA o contro gli alleati del Golfo. Il portavoce ha però affermato: “Non prendiamo decisioni come queste alla leggera”.

Il segretario alla Difesa degli USA, Lloyd Austin, “crede che la nostra presenza in Medio Oriente sia solida per garantire una risposta” a qualsiasi minaccia, ha aggiunto Kirby. Questo ha poi aggiunto che il segretario era consapevole del quadro geo-strategico più ampio quando ha approvato lo spostamento del gruppo di attacco della portaerei dal Medio Oriente. Kirby non ha riferito se la Nimitz sarebbe stata sostituita nel prossimo futuro, sottolineando che la US Navy ha un numero limitato di portaerei. “Stiamo costantemente monitorando la minaccia”, ha affermato. 

Il 4 gennaio, l’amministrazione guidata dall’ex presidente Donald Trump ha riferito di aver deciso che la portaerei USS Nimitz, che doveva ritornare in patria, sarebbe rimasta nella regione mediorientale, alla luce delle “minacce” iraniane. Il 31 dicembre l’ex segretario alla Difesa ad interim, Christopher Miller, aveva affermato che, dopo una missione durata circa dieci mesi, la USS Nimitz sarebbe ritornata sulla costa occidentale degli Stati Uniti. L’imbarcazione era stata schierata nella regione del Golfo nel mese di aprile 2020 e sarebbe dovuta ritornare in patria entro la fine dell’anno. Il ritorno, però, era stato rinviato, viste le crescenti preoccupazioni sollevate riguardo alla minaccia rappresentata da Teheran

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono aumentate a partire dall’8 maggio 2018, quando l’ex presidente Trump si era ritirato unilateralmente dall’accordo sul nucleare con l’Iran, meglio noto con il nome di Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), accusando Teheran di aver violato lo “spirito” del patto, pur avendone rispettato le condizioni, ed esprimendo la propria preoccupazione per “le attività nocive dell’Iran in Medio Oriente”, con particolare riferimento al suo programma di missili balistici. L’accordo sul nucleare era stato raggiunto il 14 giugno 2015 tra l’Iran e i membri del gruppo 5+1 ovvero USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania. Le sanzioni approvate a partire da maggio 2018 dall’amministrazione Trump hanno duramente colpito l’economia iraniana negli ultimi 2 anni e la tensione è arrivata vicino ad un’escalation militare il 3 gennaio 2020, quando la Casa Bianca ha ordinato l’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani. 

Con la nuova amministrazione, gli Stati Uniti hanno affermato che torneranno nell’accordo sul nucleare solo una volta che Teheran avrà rispettato i suoi impegni, secondo il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken. Il 27 gennaio, nel suo primo giorno come principale diplomatico degli Stati Uniti, Blinken ha confermato la volontà del nuovo presidente Joe Biden di tornare all’accordo del 2015, ma ha respinto la pressione iraniana affinché gli Stati Uniti agissero per primi. “L’Iran non è conforme su una serie di fronti. E ci vorrebbe un po’ di tempo, se dovesse prendere la decisione di adeguarsi”, ha dichiarato Blinken. “Ancora non ci siamo, per non dire altro”, ha aggiunto. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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