Vietnam: Trong consolida il potere sul Paese e sul Partito

Pubblicato il 2 febbraio 2021 alle 10:09 in Asia Vietnam

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Il 13esimo Congresso nazionale del Partito comunista del Vietnam (CPV), iniziato lo scorso 25 gennaio e al quale hanno partecipato circa 1.600 delegati, si è concluso il primo febbraio ad Hanoi con la conferma di Nguyen Phu Trong all’incarico di segretario del Partito per il terzo mandato consecutivo.  A conclusione dell’evento, il 76enne Trong ha promesso una solida crescita economica e la ripresa della battaglia contro la corruzione.

 Il terzo mandato di Trong come segretario del Partito per i prossimi cinque anni ha rotto due diverse consuetudini della leadership vietnamita, la prima riguarda il limite dell’incarico a due mandati per la stessa persona, la seconda riguarda invece il limite di età di 65 anni per ricoprire incarichi, già rotta una prima volta in occasione del suo secondo mandato. Oltre a questo, il mandato di Trong a segretario è il più lungo da quando Le Duan prese il potere in seguito alla morte di Ho Chi Minh nel 1969. Secondo più osservatori, la sua riconferma a segretario del PCV e la durata del suo incarico dimostrerebbero il solido potere detenuto all’interno del Partito e lo renderebbero uno tra i politici vietnamiti più influenti degli ultimi decenni. Trong avrebbe quindi dimostrato di aver neutralizzato i propri avversari.

Per quanto riguarda, invece, la lotta alla corruzione, durante il suo secondo mandato come segretario del CPV, Trong aveva condotto una campagna nota come “fornace ardente”, in seguito alla quale molti funzionari di alto livello sono stati arrestati e puniti con sentenze di detenzione dalla lunga durata e due membri dell’Ufficio politico del CPV sono stati espulsi per corruzione, uno di loro si troverebbe in carcere. Secondo i critici di Trong, la campagna di repressione avrebbe avuto motivazioni politiche e sarebbe servita ad attaccare i suoi avversari ma, come ribadito durante la conferenza stampa organizzata a conclusione del 13 Congresso, per Trong, grazie alla campagna contro la corruzione, il Paese si è riappropriato di milioni di dollari.

Dalla Cina, il presidente Xi Jinping si è congratulato con Trong elogiando i successi ottenuti durante il secondo mandato, sottolineando la necessità di rafforzare le relazioni bilaterali tra i rispettivi Paesi.

A conclusione del Congresso era attesa anche la nomina di tutti i cosiddetti “quattro pilastri” ovvero il segretario generale del VCP, il presidente di Stato, il primo ministro e il presidente dell’Assemblea nazionale. Tuttavia, gli ultimi tre incarichi non sono stati ancora annunciati.

Oltre alla nomina di Trong, il 13esimo congresso del CPV ha approvato un piano per l’economia per i prossimi cinque anni, in base al quale le compagnie private dovranno rappresentare la metà del settore economico vietnamita entro il 2025, rispetto all’attuale 42%. La leadership comunista ha poi posto come obiettivo per il 2025 l’aumento di quasi il doppio del suo valore del PIL pro-capite, portandolo ad una cifra che varia tra i 4.700 ai 5.000 dollari, rispetto ai 2.750 dollari registrati alla fine del 2020. Di recente, a rafforzare tali ambizioni, il Vietnam ha poi concluso una serie di accordi commerciali, compresi l’intesa con l’Unione Europea (EU), quella con il Regno Unito e la partecipazione al Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP).

Al momento, le sfide principali che la leadership di Hanoi dovrà affrontare sono rappresentate dalla gestione della posizione del Paese nel quadro delle crescenti tensioni tra gli USA e la Cina, che sono i principali partner commerciali del Vietnam, e dalla risposta alle crescenti pressioni cinesi in merito alle dispute territoriali tra Hanoi e Pechino nel Mar Cinese Meridionale.

Oltre a tali sfide a livello internazionale, dal punto di vista interno, il Vietnam sta combattendo contro la diffusione del coronavirus. Il 13esimo Congresso del CPV, ad esempio, sarebbe dovuto finire il 2 febbraio ma, a causa della rapida diffusione dell’epidemia ad Hanoi, la durata dell’evento è stata ridotta. Ad oggi il Paese ha confermato 1.850 casi di coronavirus e 35 decessi legati alla malattia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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