Venezuela: la Guyana vuole la guerra

Pubblicato il 2 febbraio 2021 alle 6:32 in America Latina Venezuela

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Aumentano le tensioni tra Caracas e Georgetown. Per la prima volta si parla apertamente di conflitto armato. Il governo del Venezuela ha espresso la sua condanna alle dichiarazioni del presidente della Guyana, Irfaan Alí, che ha affermato che manterrà la rottura totale dei rapporti con il vicino orientale, fino a quando due pescherecci che sono stati sequestrati dalle autorità di Caracas per violazione delle acque territoriali non saranno restituiti.

“Il Venezuela respinge duramente ed energicamente le sfortunate parole del presidente della Guyana, pronunciate il 30 gennaio 2021, con le quali cerca di fabbricare ragioni per un conflitto nella regione, apertamente prive di verità e aderenza al diritto internazionale”, ha scritto il ministro degli Esteri di Caracas Jorge Arreaza sul suo account Twitter.

Il 25 gennaio scorso le autorità marittime venezuelane hanno trattenuto due barche della Guyana e ha assicurato che stavano praticando pesca illegale nella zona economica esclusiva del Venezuela.

Nelle sue dichiarazioni, Ali ha chiesto l’immediato rilascio dell’equipaggio e delle navi, e ha sottolineato che era disposto a parlare con il presidente Nicolás Maduro, solo se i pescherecci fossero stati restituiti alla Guyana e se l’incontro non avesse affrontato la disputa territoriale sull’Essequibo.

Le autorità venezuelane hanno assicurato che si tratta di una “grossolana manipolazione” dei fatti e hanno insistito sul fatto che il presidente della Guyana vuole presentare controlli di routine nelle acque territoriali venezuelane come un’aggressione contro il suo paese.

L’incidente che ha coinvolto pescherecci si aggiunge alla tensione tra le due nazioni per un territorio di circa 160.000 chilometri quadrati ad ovest del fiume Essequibo, che sarà analizzato a febbraio dalla Corte Internazionale di Giustizia, ente che si è dichiarato competente a risolvere la controversia territoriale, nonostante il rifiuto del Venezuela di riconoscerne l’autorità in materia.

Nel testo, il Venezuela non ha escluso che dietro la posizione della Guyana ci siano i team di consulenza legale di ExxoMobil, e ha ricordato che il suo paese ha pubblicato la geolocalizzazione delle navi al momento dell’intercettazione effettuata dalla marina. Di fronte a questa nuova tensione, il Venezuela ha ribadito la sua richiesta di dialogo con la Guyana, con l’obiettivo di stabilire “una relazione bilaterale globale e rispettosa”.

Le tensioni nell’area si accumulano ormai da quasi un mese. L’8 gennaio scorso La Guyana Defense Force ha riferito in un comunicato che insieme alla Guardia Costiera degli Stati Uniti parteciperà alla prima di una serie di esercitazioni congiunte sulla costa del Paese. Tali manovre militari, tenutesi tra l’11 e il 20 gennaio, sono state definite “una minaccia” per la sicurezza nazionale del Venezuela. Lo stesso 8 gennaio Maduro ha annunciato la creazione di un nuovo territorio sulla costa atlantica con l’obiettivo di proteggere gli spazi continentali, marini, sottomarini, insulari, lacustri e fluviali, nonché suolo e sottosuolo, aria, spazi continentali, insulari e marittimi, e le risorse che queste aree contengono, provocando l’ira della sua controparte guyanese, Irfaan Ali.

Quanto alla contesa sull’Essequibo, la disputa è iniziata nel 1899, quando l’arbitrato di Parigi assegnò la regione contesa all’Impero Britannico, che la incorporò nell’allora colonia della Guyana britannica, divenuta indipendente nel 1966. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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