Qatar e Sudan: incontro tra delegazioni a Doha

Pubblicato il 2 febbraio 2021 alle 18:59 in Qatar Sudan

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Il generale sudanese, Mohamed Hamdan Dagalo, attuale vicepresidente del Consiglio sovrano di transizione, ha incontrato a Doha, domenica 31 gennaio, lo sceicco del Qatar, Tamim Bin Hamad Al-Thani. Secondo quanto riferito dalla stampa, Dagalo, generalmente noto come “Hemedti”, ha informato la controparte sugli ultimi sviluppi in Sudan e l’ha ringraziata per il suo continuo sostegno, soprattutto nel promuovere gli sforzi di pace in Darfur. “Durante l’incontro, hanno esaminato le relazioni fraterne tra i due Paesi e i mezzi per sostenerle e rafforzarle, oltre agli ultimi sviluppi regionali e internazionali”, si legge in un comunicato dell’ufficio dell’emiro qatariota.

Il giorno prima, sabato 30 gennaio, Hemedti aveva incontrato il ministro degli Affari esteri del Qatar, Mohammed Bin Abdul Rahman Al-Thani, per discutere della crisi di confine con l’Etiopia e del controverso progetto della cosiddetta diga africana GERD (acronimo di Grand Ethiopian Renaissance Dam). Hemedti era arrivato a Doha sabato, segnando la prima visita di un funzionario sudanese nel piccolo Paese del Golfo dal rovesciamento dell’ex capo di Stato Omar Al-Bashir, nell’aprile 2019.

Hemedti è un membro senior del Consiglio sovrano di transizione, a guida congiunta civile e militare, che attualmente governa in Sudan come parte di un processo di transizione democratica. Il generale è anche a capo delle forze paramilitari sudanesi note come Rapid Support Forces (RSF), discendenti delle milizie Janjaweed del Darfur. Diversi attivisti per la difesa dei diritti civili accusano Hemedti e le sue forze di violente repressioni, torture e uccisioni di manifestanti.

La visita del vicepresidente del Consiglio sudanese in Qatar segue il riavvicinamento tra Doha e alcuni Stati arabi del Golfo. L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, i principali sostenitori del regime di transizione sudanese, hanno guidato, dal giugno 2017 fino a pochi giorni fa, un punitivo blocco economico e diplomatico contro il Qatar. Il 5 gennaio, a Riad, in occasione del 41esimo vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), i Paesi membri hanno accettato di ristabilire le relazioni con Doha, interrotte a seguito della cosiddetta “crisi del Golfo”. La disputa ha visto protagonisti il Qatar, da un lato, ed Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain, dall’altro lato. Nello specifico, Doha è stata accusata di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Come conseguenza, le è stato imposto un embargo diplomatico, economico e logistico.

Il nuovo primo ministro del Sudan, Abdalla Hamdok, ha prestato giuramento, mercoledì 21 agosto, come leader del governo di transizione, promettendo di riportare la stabilità a livello nazionale, risolvere la crisi economica e garantire una pace duratura. Il capo del deposto Consiglio militare, Abdel Fattah al-Burhan, ha invece assunto il ruolo di presidente del Consiglio Sovrano, l’organo che gestirà il Paese per 3 anni e 3 mesi fino a nuove elezioni. Tale organismo è composto da 10 membri, 5 nominati dai militari e 5 dai civili, più 1 che viene designato di comune accordo tra le parti. L’accordo di pace tra civili e militari è stato firmato il 17 luglio 2019 e promette di guidare la transizione pacifica verso la democrazia mettendo fine ai conflitti in corso e cercando di soddisfare le richieste dei cittadini, desiderosi di una svolta politica dopo anni di governo autoritario da parte dell’ex presidente Omar al-Bashir.

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Chiara Gentili

di Redazione

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