Pechino rassicura Manila: nessuna minaccia di guerra

Pubblicato il 2 febbraio 2021 alle 12:50 in Cina Filippine

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L’ambasciata cinese a Manila, il 2 febbraio, ha risposto alle preoccupazioni espresse dalle Filippine per i nuovi poteri conferiti da Pechino alla sua Guardia costiera, che erano stati definiti “una minaccia verbale di guerra” dal segretario per gli Affari Esteri delle Filippine, Teodoro Locsin Jr., il 27 gennaio scorso.

Secondo l’ambasciata cinese nelle Filippine, che ha definito “false” le accuse ricevute, la nuova legge cinese per la Guardia costiera, che la autorizza ad aprire il fuoco contro imbarcazioni straniere e a distruggere strutture erette da altri Paesi su isole rivendicate da Pechino, sarebbe una legge interna e rientrerebbe nelle attività ordinarie del Paese. Per l’ambasciata, tale tipo di legge non sarebbe un fatto unico riguardante la Cina, in quanto molti altri Paesi hanno adottato misure simili senza che per questo fossero considerate minacce di guerra. Le stesse Filippine nel 2009 avrebbero adottato una legge con la quale la Guardia costiera filippina è stata riconosciuta come un corpo armato.

L’ambasciata ha ribadito che rispetto alle dispute di sovranità ancora aperte tra Manila e Pechino nel Mar Cinese Meridionale, la Cina cercherà una soluzione negoziata e che la nuova legge per la Guardia Costiera non sia indirizzata ad alcun Paese nello specifico. Infine, l’ambasciata ha accusato alcune forze filippine non solo di aver interpretato male una normale legge cinese, ma anche di aver inventato e diffuso notizie false come, ad esempio, la storia secondo la quale la Guardia costiera cinese avrebbe assalito un pescatore filippino.

Il 22 gennaio scorso, l’Assemblea nazionale del Popolo (ANP) di Pechino aveva approvato la “Legge della Guardia costiera della Repubblica Popolare Cinese”, che è entrata in vigore il primo febbraio. Le preoccupazioni sollevate rispetto alla legge riguardano soprattutto l’articolo 22, in base al quale, laddove si verificassero minacce imminenti alla sovranità nazionale, ai diritti sovrani e ai diritti di giurisdizione cinesi in mare, quali violazioni illegali, da parte di organizzazioni o soggetti stranieri, la Guardia costiera avrà il diritto di “adottare tutte le misure necessarie”, compreso l’utilizzo delle armi. La legge prevede poi anche il diritto per la Guardia costiera cinese di distruggere strutture erette da altri Paesi nelle isole o scogliere rivendicate da Pechino e di ispezionare navi straniere che operano nelle acque che rientrano all’interno della propria giurisdizione. Proprio la definizione di quest’ultima potrebbe creare problemi in quanto la Cina ha dispute territoriali aperte rispetto alla definizione delle proprie acque territoriali con più Paesi nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale, dove, in passato, si sono verificati più momenti di stallo e tensione con imbarcazioni straniere.

Dopo l’attuazione della legge, le Filippine hanno inviato una protesta diplomatica alla Cina e anche il Vietnam, la Malesia e il Brunei hanno espresso preoccupazione.

Il Mar Cinese Meridionale è al centro di dispute di sovranità tra la Cina, Taiwan, le Filippine, il Vietnam, la Malesia e il Brunei che hanno rivendicazioni concorrenti su tali acque. In particolare, per la Cina, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, nello specifico, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti, provocando proteste da parte degli altri Paesi. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti. In tali acque passano ricche rotte commerciali che rappresentano 1/3 delle spedizioni a livello mondiale, e nel loro sottosuolo sono presenti ricche risorse energetiche.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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