Brasile, alleati di Bolsonaro eletti presidenti delle camere: si allontanano le possibilità di impeachment

Pubblicato il 2 febbraio 2021 alle 8:53 in America Latina Brasile

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Il senatore Rodrigo Pacheco è stato eletto lunedì 1° febbraio presidente del Senato brasiliano con il sostegno di Jair Bolsonaro, che ha consolidato la sua posizione con la vittoria di un altro alleato alla Camera dei deputati, Arthur Lira. Si ritiene che l’elezione di Pacheco e Lira faciliti il percorso del presidente verso la rielezione nel 2022 e allontani le possibilità di impeachment.

Pacheco, del Partito Democratico (DEM), ha battuto Simone Tebet, del Movimento Democratico Brasiliano (MDB), ottenendo 57 voti dai 78 senatori che hanno partecipato al voto, segreto e in presenza. Lira, del partito di centrodestra Progresistas (PP), ha vinto con 302 voti contro i 145 voti della candidata Baleia Rossi, del Movimento Democratico Brasiliano (MDB), sempre di centrodestra.

La candidatura di Pacheco è riuscita a raccogliere il sostegno di nove formazioni, la maggior parte dello spettro conservatore, sebbene abbia ottenuto anche quelli dell’opposizione progressista e del Partito dei lavoratori (PT), guidato dall’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, e del Partito laburista democratico (PDT) .

In cambio dell’appoggio a Pacheco, il PT è riuscito a mantenere una segreteria nell’Ufficio di presidenza e la presidenza di due commissioni del Senato: Diritti umani, che già gestiva prima, e Ambiente.

“Il PT chiarisce che l’alleanza con i partiti con i quali diverge politicamente e ideologicamente avviene esclusivamente intorno all’elezione dell’Ufficio di Presidenza del Senato federale e non è estensibile a nessun altro tipo di intesa, e molto meno alle elezioni presidenziali”, ha spiegato il PT qualche giorno fa, giustificando la sua posizione a una base scettica per la collaborazione con il centrodestra.

Dopo la promulgazione del risultato, Pacheco ha tenuto un discorso conciliante in cui ha affermato che “non ci sono più divisioni” e ha promesso di guidare la Camera alta con “valori democratici” per creare una “società giusta e libera”, e ha messo in rilievo la necessità di riforme per lo sviluppo del Paese.

Alla Camera dei Deputati, composta da 513 membri, Bolsonaro, che non ha un proprio partito, ha stretto alleanze affinché venga eletto Arthur Lira, del partito Progressista (PP, a destra). Baleia Rossi, dell’MDB, godeva dell’appoggio dell’attuale leader della Camera, Rodrigo Maia (DEM), e dei maggiori partiti di sinistra, tra cui PT . Durante il suo mandato, Maia ha sostenuto l’agenda economica liberale ma ha ostacolato l’avanzamento delle proposte del presidente di estrema destra o dei suoi alleati evangelici in materia di sicurezza, protezione ambientale o diritti delle minoranze.

Le elezioni alla camera si sono concluse a mezzanotte ora locale, le 4 di martedì 2 febbraio in Italia.

In Brasile, i presidenti di Camera e Senato, rispettivamente terzo e quarto in linea di successione (dietro al vicepresidente), determinano l’ordine del giorno delle votazioni. Il leader della camera bassa decide anche se ammettere le richieste di impeachment.

Attualmente ci sono circa 60 petizioni di impeachment contro Bolsonaro, una ventina delle quali per la sua gestione caotica della pandemia, che ha già provocato 225.000 morti in Brasile. Inoltre, la Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile ha presentato una denuncia all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michele Bachelet, e all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la gestione politica, economica e sociale del presidente.

L’elezione di due alleati allontana le possibilità di impeachment per il capo dello stato. Contrariamente agli oppositori, i mercati sperano che l’intesa tra l’Esecutivo e il Legislativo permetta il progresso del programma di aggiustamento fiscale e privatizzazione. La Borsa di San Paolo ha chiuso lunedì in rialzo del 2,13%, incoraggiata da queste prospettive e dall’allentamento delle turbolenze a Wall Street.

Gli analisti avvertono che la scommessa di Bolsonaro è rischiosa, perché con la vittoria di Lima e Pacheco, potrebbe essere tenuto in ostaggio dal “centrão (il grande centro), un gruppo di partiti di centro e centro-destra, a cui appartengono il Partito Democratico di Pacheco, il PP di Lima, ma anche il MDB dei due candidati sconfitti, ideologicamente molto fluidi e noti per allearsi con chi offre loro posizioni di rilievo o lavori pubblici per i loro collegi elettorali.

Molti di questi partiti costituivano la base di alleanze della ex-presidente Dilma Rousseff (2010-16), ma quando si è indebolita non hanno esitato a votare per il suo impeachment.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

di Redazione

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