Nicaragua: Ortega annuncia creazione di ministero per le esplorazioni spaziali

Pubblicato il 1 febbraio 2021 alle 9:44 in America Latina America centrale e Caraibi

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Anni fa il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, aveva reso noto di aver dato ordine a una compagnia cinese di costruire un satellite, che sarà battezzato Nicasat-1, al costo di 346 milioni di dollari. Non è mai andato in orbita. Ora il presidente nicaraguense si unisce alla corsa allo spazio annunciando la creazione di un “Segretariato nazionale per gli affari dello spazio esterno, la Luna e altri corpi celesti” in uno dei paesi più poveri e arretrati del continente. Ortega ha aggiunto all’annuncio la “dichiarazione di autonomia spaziale” del suo paese, come stabilito nel documento inviato all’Assemblea nazionale per l’approvazione: “Promuovere lo sviluppo dei sistemi spaziali e dei mezzi, della tecnologia e delle infrastrutture necessarie per il consolidamento e l’autonomia di questo settore in Nicaragua”.

Il Paese centroamericano, precipitato in una profonda crisi politica e sociale dall’aprile 2018, quando Ortega ha scatenato una brutale repressione contro le manifestazioni che chiedevano la fine del suo mandato, ha accumulato tre anni di recessione economica e, secondo i dati della Banca Mondiale, è passato da con un buon ritmo di crescita dal 4,6% nel 2017 a una contrazione del -3,9% nel 2019 e con prospettive scoraggianti per il 2021. La stessa istituzione stima che la povertà sia aumentata del 15,1% nel 2020, cioè 350.000 persone in più rispetto all’anno precedente. Con la repressione del governo contro ogni voce critica, la disoccupazione galoppante, i gravi danni inferti degli uragani Iota ed Eta e le devastazioni della pandemia covid-19 (la cui letalità Ortega ha negato e continua a negare), i nicaraguensi lottano ogni giorno per sopravvivere in un’economia di miseria, mentre a El Carmen, il bunker di Managua dove vivono Daniel Ortega e sua moglie e vicepresidente Rosario Murillo, sognano in grande. Ed è così che la nuova segreteria spaziale avrà tra le sue funzioni “quella di promuovere lo sviluppo delle attività spaziali per espandere le capacità del Paese, nei settori educativo, industriale, scientifico e tecnologico in questa materia”.

La notizia della creazione di questo ufficio ha sorpreso gli accademici nicaraguensi, sospettosi delle nuove ambizioni cosmonautiche di Ortega. “Non abbiamo nemmeno un programma educativo relativo alle scienze spaziali nelle nostre scuole, non abbiamo istituzioni, osservatori o qualcosa del genere”, ha detto alla rivista Confidencial, uno dei media che ha attaccato di Ortega, la cui redazione è stata confiscata nel 2018, Jaime Incer Barquero, il principale scienziato nicaraguense. “Siamo tutti sorpresi, non sappiamo quale sia il motivo, che capacità abbiamo”, si chiede l’accademico, che già aveva criticato un altro dei progetti faraonici del presidente: il canale interoceanico. Nel 2016 Ortega ha annunciato con grande clamore al mondo che avrebbe aperto in Nicaragua un canale con un investimento di oltre 40 miliardi di dollari da parte di un oscuro uomo d’affari cinese, per costruire una seconda rotta commerciale in America Centrale, un canale più grande di quello di Panama, di cui non è stata posta una sola pietra.

Mentre il Nicaragua sprofonda nella povertà, Ortega cerca di dare un’immagine di prosperità e progresso grazie a quello che chiama il suo progetto “rivoluzionario”: un sistema autocratico, in cui lui e la sua famiglia controllano le istituzioni dello Stato e i media, mentre le aziende di famiglia assorbono risorse statali. Isolato dalla comunità internazionale, con sanzioni imposte ai membri della leadership di governo da Stati Uniti e Unione Europea, il governo sandinista cerca di restare a galla aumentando le tasse e gli oneri per servizi come i test per rilevare il covid-19, necessari per lasciare il paese, al costo di 150 dollari. Ortega ha anche fatto approvare all’Assemblea, da lui controllata, una legge che classifica le organizzazioni della società civile che ricevono fondi internazionali come “agenti stranieri”. Il regolamento prevede multe fino a mezzo milione di dollari per le organizzazioni che rifiutano di iscriversi alla lista creata dal Ministero dell’Interno.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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