L’Iraq alle prese con l’ISIS: al via l’operazione “Leoni dell’isola”

Pubblicato il 1 febbraio 2021 alle 11:50 in Iraq Medio Oriente

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Le forze irachene hanno dato il via, lunedì primo febbraio, a una nuova operazione militare volta a eliminare le cellule dello Stato Islamico tuttora attive nell’Ovest dell’Iraq.

La notizia è stata data dal Media Security Cell e, come specificato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, si tratta della seconda operazione di tal tipo in meno di due settimane. In particolare, “Leoni dell’isola”, così come è stata soprannominata la nuova operazione, sarà condotta prevalentemente nelle aree occidentali di Salah al-Din e Ninive, su nove assi principali, e vedrà la partecipazione delle forze aeree e delle squadre dell’esercito, così da scovare i nascondigli dell’ISIS che si pensa siano posti soprattutto nelle aree desertiche. Come dichiarato da un ufficiale del comando operativo in condizioni di anonimato, si prevede che gli aerei della coalizione internazionale anti-ISIS, guidata dagli Stati Uniti, prenderanno parte all’operazione nel caso in cui le forze irachene abbiano difficoltà nell’intercettare i nascondigli dell’organizzazione terroristica o debbano effettuare attacchi di precisione.

Anche il 17 maggio 2020, le forze irachene avevano dato inizio a un’operazione omonima, con l’obiettivo di far fronte alle cellule dormienti dell’ISIS attive nell’Ovest di Salah al-Din, nel Sud di Ninive, nel Nord di Anbar e in alcune aree al confine siro-iracheno, su un totale di undici assi. Poi, il 22 giugno è stata lanciata la terza fase di “Gli eroi dell’Iraq”, un’operazione di terra che ha visto l’esercito iracheno e le forze congiunte perlustrare un’area pari a circa 5 km quadrati, estesa tra le province di Salah al-Din e Diyala, fino al lago Tharthar, a Sud di Samarra. L’ultima operazione simile risale, invece, al 23 gennaio scorso, a seguito del doppio attentato suicida che, il 21 gennaio, ha colpito il centro di Baghdad, causando la morte di circa 32 individui e il ferimento di altre 110 persone.

Stando a quanto riferito dalle forze irachene, sono diversi i leader e i membri dello Stato Islamico uccisi nelle ultime settimane nel corso delle operazioni di sicurezza. Tra questi, vi è stato anche il cosiddetto “vice califfo dell’ISIS”, Abu Yasser al-Issawi, tra i principali punti di riferimento dell’organizzazione terroristica in Iraq, morto il 28 gennaio, a seguito di un’operazione condotta nel governatorato di Kirkuk. Il 31 gennaio, invece, la Media Security Cell ha riferito che le forze irachene sono state in grado di distruggere una postazione dell’ISIS situata nel governatorato di Anbar, nell’Ovest dell’Iraq, comprese le armi depositate all’interno del campo, mentre sono stati scoperti tre nascondigli nella provincia di Diyala.

Il 31 gennaio, il presidente iracheno, Barham Salih, ha invitato le forze irachene a impegnarsi e a esercitare pressione sui terroristi, così da prevenire ulteriori attentati che minano la sicurezza del Paese. Al contempo, è stata evidenziata la necessità di rafforzare l’apparato di sicurezza iracheno e i servizi di intelligence, in modo che possano contrastare le cellule dello Stato Islamico e garantire la sicurezza dei cittadini. Anche il primo ministro, Mustafa al-Kadhimi, ha precedentemente messo in guardia dalla minaccia terroristica, la quale, a detta del premier, sarebbe ritornata nel Paese per mettere a repentaglio il percorso verso la democrazia.

La presunta fine dello Stato Islamico risale al 9 dicembre 2017, quando, dopo tre anni di battaglie, il governo iracheno annunciò la vittoria sull’ISIS. Tuttavia, nel 2020 è stato registrato un crescente riemergere dell’organizzazione. A tal proposito, il Global Terrorism Index 2020 colloca l’Iraq alla seconda posizione, dopo l’Afghanistan, tra i 163 Paesi maggiormente colpiti dalla minaccia terroristica, sebbene nel Paese, nel corso del 2019, sia stata registrata una diminuzione del 46% nel numero di vittime provocate dal terrorismo.

In tale quadro, secondo i “Country Reports on Terrorism 2019”, l’Iraq rappresenta un membro fondamentale della coalizione internazionale anti-ISIS e partecipa a tutti i diversi gruppi di lavoro ad essa legati, tra cui Foreign Terrorist Fighters, Counter-ISIS Finance Group, Stabilization, and Communications. Nonostante ciò, è stato evidenziato, lo Stato Islamico ha continuato a rappresentare una seria minaccia. La campagna condotta dall’ISIS, è stato specificato, mira a ristabilire il cosiddetto califfato, un obiettivo che viene perseguito facendo leva sul sostegno delle popolazioni di Ninive, Kirkuk, Diyala, Salah al-Din e Anbar, soprattutto in quelle aree tuttora contese tra il governo regionale del Kurdistan e il governo federale, dove non è chiaro chi debba occuparsi della sicurezza dell’area, provocando ulteriore caos e fragilità.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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