Libano: Hezbollah colpisce un drone israeliano

Pubblicato il 1 febbraio 2021 alle 17:01 in Israele Libano

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Hezbollah ha dichiarato, lunedì primo febbraio, che le proprie forze hanno intercettato e distrutto un drone israeliano, mentre questo sorvolava lo spazio aereo libanese.

Nello specifico, il gruppo sciita ha affermato che il drone è stato abbattuto nell’area periferica di Blida, città situata nel Sud del Libano, a Ovest del confine della comunità israeliana di Yiftah, e di essere, al momento, in possesso del velivolo. Da parte loro, le Forze di Difesa israeliana hanno ammesso che un proprio drone è precipitato nel Sud del Libano, ma non hanno rivelato ulteriori dettagli sulle dinamiche e le cause dell’incidente. Stando a quanto riportato dal portavoce dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, il drone, in realtà era stato impiegato per un’operazione da effettuarsi al confine che separa Libano e Israele, la cosiddetta Linea Blu. In tale quadro, il portavoce ha riferito che non vi è il rischio che informazioni dell’intelligence possano essere ricavate dal dispositivo, il quale sembra essere di un modello standard di piccole dimensioni, solitamente impiegato per semplici missioni di ricognizione.

Incidenti di tal tipo sembrano essere frequenti. Il Libano ha più volte denunciato violazioni del proprio spazio aereo da parte di velivoli, presumibilmente israeliani, i quali volano a volte anche a bassa quota, soprattutto nelle aree costiere, meridionali e nella Valle di Bekaa. Le forze israeliane, dal canto loro, affermano che le loro incursioni sono necessarie, in quanto finalizzate a monitorare le attività “illegali” di Hezbollah, che, invece, dovrebbero essere controllate dal governo di Beirut. Di fronte a tale scenario, il 12 gennaio scorso, il presidente libanese, Michel Aoun, ha chiesto al ministro degli Affari esteri ad interim, Charbel Wehbe, di inviare una lettera al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e al Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, condannando gli attacchi e le incursioni aeree commesse da Israele in Libano, in violazione della risoluzione 1701 e della sovranità del Paese.

Nel 2020, le tensioni tra Israele e Hezbollah lungo il confine libanese si erano intensificate dopo che, il 20 luglio, le forze di difesa aerea siriana avevano intercettato una serie di missili provenienti dalle Alture del Golan, imputati a Israele e diretti verso il Sud della capitale, Damasco, contro obiettivi iraniani e del regime siriano. I missili avevano colpito postazioni di Hezbollah e di altri gruppi iraniani, causando la morte di 5 combattenti, di cui uno appartenente alla milizia sciita libanese. Sebbene Israele non avesse rivendicato l’attacco, Hezbollah aveva accusato il Paese di aver ucciso uno dei propri membri, Ali Kamel Mohsen, e aveva deciso di vendicare la morte del suo combattente. Di conseguenza, il 23 luglio successivo, Israele aveva stabilito di inviare rinforzi al confine settentrionale con il Libano, aumentandone la militarizzazione. Sebbene siano trascorsi diversi mesi dall’episodio, l’esercito israeliano crede che Hezbollah sia ancora intenzionato a rivendicare la morte del suo combattente.

Il gruppo di Hezbollah, il cui nome in arabo significa “Partito di Dio”, è stato creato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’occupazione israeliana del Libano meridionale ma, nel tempo, è diventato un partito politico locale e un’organizzazione paramilitare sciita appoggiata dall’Iran. Alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti e Israele, lo considerano un gruppo terroristico. Tel Aviv, in particolare, ritiene che il movimento sciita armato sia la più grande minaccia per il proprio Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali. Hezbollah, oltre a rappresentare un attore prominente nella politica libanese, è attivo anche oltre in questioni in corso oltre i confini nazionali, come nel conflitto civile siriano in cui, insieme a Teheran, è un sostenitore del governo di Damasco, con a capo il presidente Bashar al-Assad, e nel conflitto in Yemen dove sostiene i ribelli sciiti Houti, anche in questo caso insieme all’Iran.

Nel 2006, Israele e Hezbollah si sono scontrati in una battaglia lunga 34 giorni, nella quale circa 1200 persone sono morte in Libano, per lo più civili, e altre 158 hanno perso la vita a Israele, in gran parte soldati. Ciò ha portato al rafforzamento della Missione dell’Onu UNIFIL, istituita nel 1978 e rafforzata nel 2006, la quale ha il compito di far rispettare il cessate il fuoco tra Beirut e Tel Aviv e di monitorare il ritiro israeliano da una zona smilitarizzata di confine. La missione conta attualmente circa 10.500 unità, tra cui anche un contingente italiano.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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