L’Arabia Saudita si esercita per le guerre aeree

Pubblicato il 1 febbraio 2021 alle 14:08 in Arabia Saudita Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze aeree dell’Arabia Saudita hanno lanciato una nuova esercitazione militare che si tiene, per la prima volta, nell’Air Warfare Center della base aerea di Re Abdulaziz, nella provincia orientale del Regno.

L’esercitazione, soprannominata “Rumah al-Nasr”, ovvero “Lance della Vittoria”, ha avuto inizio il 31 gennaio, e si prevede durerà fino all’11 febbraio prossimo. Questa vede la partecipazione delle Forze di terra reali, della Marina e delle Forze di Difesa aerea, ed è stata definita una delle esercitazioni congiunte più rilevanti per il Paese, in quanto l’aeronautica e le diverse branche delle forze saudite metteranno alla prova la propria prontezza, la propria efficienza in termini di combattimento e le proprie abilità in azioni congiunte, oltre a scambiare nozioni ed esperienze. In tale quadro, come riportato da fonti mediatiche saudite, il centro che ospita l’esercitazione fornisce un ambiente di combattimento reale e moderno, in modo da addestrare equipaggi aerei, tecnici e di supporto e da testare e valutare l’efficacia e l’impatto di sistemi e armamenti contro qualsiasi eventuale minaccia.

Come riferito dal direttore dell’Air Warfare Center, il maggiore generale Khaled al-Harbi, Rumah al-Nasr si prefigge l’obiettivo di aumentare il livello di coordinamento, a livello sia operativo sia tattico, tra le forze saudite in un ambiente semi-reale. Il centro di addestramento, è stato specificato, si estende su una superficie di circa 300 km in lunghezza e che si presta bene a testare i diversi tipi di battaglia, anche in materia di guerra elettronica. Alla luce di ciò, si prevede che d’ora in poi esercitazioni simili si terranno ogni anno e non si esclude l’ipotesi che queste possano vedere anche la partecipazione di attori internazionali. L’Air War Center della base di Re Abdulaziz è considerato uno dei centri aerei più avanzati. La sua costruzione è stata incoraggiata dal principe ereditario Mohammed bin Salman, altresì vice primo ministro e ministro della Difesa dell’Arabia Saudita, al fine di fornire un ambiente semi-reale in cui poter addestrarsi a forme di guerra moderna.

“Lance della Vittoria” fa seguito a una recente esercitazione navale, soprannominata “Naval Defender 21”, lanciata il 21 gennaio e conclusasi il 28 gennaio. Questa si è svolta congiuntamente alle forze della Marina statunitense e, stando a quanto riferito dal direttore dell’esercitazione, Awad al-Enezi, le navi partecipanti hanno eseguito una serie di formazioni marine, oltre a simulare operazioni di perquisizione di imbarcazioni e mine galleggianti e a svolgere operazioni di ricognizione, addestramento e difesa portuale, operazioni con droni e di attacco a bersagli nemici aerei e su terra. Secondo diverse fonti, l’obiettivo di Riad è difendere le proprie coste, lunghe chilometri, da perduranti minacce provenienti anche dal Golfo Arabico e dal Mar Rosso. Inoltre, trovarsi in un’area rilevante a livello geopolitico ed economico ha reso necessario, per Riad, migliorare il proprio livello di preparazione e coordinamento.

Stando a quanto riportato nell’ultimo report dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), pubblicato il 27 aprile 2020, l’Arabia Saudita, nel corso del 2019, ha rappresentato il Paese mediorientale che ha speso di più per gli armamenti, in termini assoluti. In particolare, il Regno ha investito 61.9 miliardi di dollari in totale per la Difesa. Sebbene i livelli di spesa di Riad siano diminuiti del 16% tra il 2018 e il 2019, il Paese ha comunque speso l’8% del proprio PIL in armamenti.

Una delle minacce temute dall’Arabia Saudita è rappresentata dalle milizie di ribelli sciiti Houthi in Yemen, contro cui combatte all’interno di una coalizione guidata da Riad stessa, volta a sostenere il presidente yemenita legittimo, Rabbo Mansour Hadi. Gli Houthi, però, si oppongono all’interventismo e a ciò che è stato definito “assedio” del Regno saudita in Yemen, portandoli a compiere diversi attacchi contro i territori sauditi dal 2015. Alla luce di ciò, Washington ha offerto sostegno a Riad, inviando altresì batterie di missili Patriot, bombardieri e aerei da combattimento. Tuttavia, il 27 gennaio, nella sua prima conferenza stampa da segretario di Stato degli USA, Antony Blinken ha riferito che la nuova amministrazione statunitense ha messo in pausa le vendite di armi all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti autorizzate dall’ex presidente, Donald Trump.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.