India: il governo presenta il bilancio, Modi interviene sulle violenze

Pubblicato il 1 febbraio 2021 alle 10:47 in Asia India

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La ministra delle Finanze dell’India, Nirmala Sitharaman, ha presentato il bilancio per l’anno fiscale 2021-2022, il primo febbraio, durante una sessione del Parlamento a Nuova Delhi. La capitale ha innalzato i livelli di sicurezza per prevenire manifestazioni nella città e il primo ministro Narendra Modi ha commentato per la prima volta le violenze avvenute durante proteste degli agricoltori del 26 gennaio.

Durante il suo intervento, Sitharaman ha presentato il bilancio per l’anno fiscale che inizierà il primo aprile 2021 e si concluderà il 31 marzo 2022 e che, tra le altre cose, prevedrà il raddoppiamento della spesa pubblica per la salute e il benessere dei cittadini, per un totale di 30,1 miliardi di dollari. Secondo alcune stime, nell’anno fiscale in corso, l’economia indiana subirà una contrazione del 7,7% dovuta principalmente alla diffusione del coronavirus e alle conseguenti misure di contenimento adottate dal governo.  Tuttavia, l’esecutivo prevede una crescita dell’11% per il periodo 2021-2022, in seguito alla campagna vaccinale contro il coronavirus. Il bilancio 2021-22 ha poi previsto aumenti nella spesa sulle infrastrutture e interventi nel settore bancario.

In vista della presentazione del bilancio, gli agricoltori indiani avevano pianificato un nuovo round di proteste nella capitale indiana ma avevano poi cancellato tali piani in seguito alle violenze del 26 gennaio. Ciò nonostante, la polizia e i corpi paramilitari hanno scavato fosse e delimitato con filo spinato i luoghi circostanti le principali vie d’accesso a Nuova Delhi. Oltre a questo, i servizi di rete mobile e messaggistica sono stati bloccati in più quartieri e nelle periferie della capitale, aumentando le misure di sicurezza in generale per evitare il ripetersi delle violenze verificatesi lo scorso 26 gennaio.

In tale data, in occasione della 72esima festa della Repubblica, gli agricoltori indiani avevano organizzato una marcia con trattori e mezzi agricoli dalla periferia al centro di Nuova Delhi per protestare contro le tre nuove legge sull’agricoltura adottate dal governo indiano. Durante l’evento, alcuni partecipanti hanno intrapreso percorsi diversi da quelli autorizzati, hanno sfondato le barricate della polizia e sono arrivati al Forte rosso di Nuova Delhi, uno tra i simboli della città, dove il premier tiene il discorso annuale in occasione della festa dell’indipendenza indiana. Qui, i manifestanti hanno issato le proprie bandiere e si sono scontrati con la polizia che, in più parti della città, ha risposto con gas lacrimogeni e cariche. Altre violenze sono poi proseguite fino al 29 gennaio nelle periferie della città e il 30 gennaio gli agricoltori hanno indetto una giornata di sciopero della fame mentre altri sono continuati ad arrivare nei pressi della capitale indiana.

Il 31 gennaio, per la prima volta, Modi si è espresso in merito alle violenze affermando che il 26 gennaio è stato insultato il tricolore indiano, amareggiando l’intero Paese. Il premier ha poi ribadito che il governo intende modernizzare l’agricoltura e che sta compiendo più passi in tale direzione.

Gli agricoltori indiani sono accampati fuori dalla capitale indiana dal 27 novembre scorso per protestare contro tre nuove leggi di liberalizzazione adottate da Modi il 27 settembre 2020. In base a queste ultime, gli agricoltori potranno vendere i propri prodotti direttamente ovunque e a chiunque, non limitandone gli affari ai soli ingrossi regolati dal governo.

Secondo l’opinione degli agricoltori, dell’opposizione e anche di alcuni tra le fila del governo di Modi, le tre nuove leggi sull’agricoltura consentiranno alle grandi aziende di avere il controllo sulla produzione, la lavorazione e il mercato agricoli e provocheranno un calo nel prezzo dei raccolti, rimuovendo gli acquisti da parte del governo e causando così perdite ai coltivatori. L’esecutivo di Modi ritiene, invece, che gli agricoltori siano stati fuorviati nel raggiungere tali conclusioni e che le nuove leggi rimuoveranno tutti gli impedimenti esistenti alle vendite dei loro prodotti, così come la necessità di intermediari, aumentando il guadagno degli agricoltori. Per l’esecutivo, le nuove leggi sarebbero necessarie per riformare il sistema agricolo indiano e consentire agli agricoltori la libertà di commerciare i propri prodotti liberamente, potenziando la produzione agricola in generale, grazie ad investimenti privati.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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