Yemen: l’Arabia Saudita sventa attacco degli Houthi, esplosioni a Hodeidah

Pubblicato il 31 gennaio 2021 alle 11:00 in Medio Oriente Yemen

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La coalizione di Stati a guida saudita, intervenuta nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015, ha affermato di aver intercettato e distrutto nello spazio aereo yemenita un drone lanciato dai ribelli sciiti Houthi e diretto verso l’Arabia Saudita, il 30 gennaio. Qualche ora prima, l’Esercito del governo yemenita del presidente Rabbo Mansour Hadi ha invece annunciato un attacco con armi pesanti degli Houthi a Hays, nel governatorato occidentale di Hodeidah.

Il portavoce della coalizione, il colonnello Turki al-Maliki, ha affermato che gli Houthi stanno continuando a prendere di mira e a colpire civili e infrastrutture non militari del Regno e, per questo, le forze della coalizione a guida saudita stanno adottando tutte le misure necessarie a neutralizzare e distruggere le capacità dei ribelli, nel rispetto della legge internazionale.

Nell’ultimo periodo, gli Houthi avrebbero intensificato gli attacchi contro l’Arabia Saudita utilizzando missili e droni. L’episodio del 30 gennaio è arrivato ad una settimana di distanza da un altro tentativo di attacco contro la capitale del Regno, Riad, avvenuto lo scorso 23 gennaio, quando le forze saudite avevano affermato di aver intercettato e sventato un missile diretto contro la città. Prima di tale episodio, il 15 gennaio, la coalizione a guida saudita aveva intercettato altri 3 droni carichi di esplosivi lanciati dagli Houthi. Secondo Al-Arabiya, per condurre tali operazioni, il gruppo di ribelli sciiti Houthi avrebbe intensificato l’utilizzo di droni da ricognizione ed esplosivi che l’Onu aveva stimano fossero stati formato da componenti inviate in Yemen dall’estero e che per design, dimensione e capacità sarebbero pressoché identiche a droni di produzione iraniana.

Intanto, il 30 gennaio, prima del tentato attacco contro l’Arabia Saudita, gli Houthi hanno bombardato con artiglieria pesante più distretti di Hays nel governatorato occidentale di Hodeidah. Quest’ultimo era stato indicato come area soggetta a un cessate il fuoco in base all’accordo di Stoccolma, del 13 dicembre 2018, contratto tra il governo di Hadi e i ribelli Houthi. Oltre al cessate il fuoco ad Hodida, l’intesa prevedeva più punti compreso lo scambio di circa 15.000 prigionieri tra le parti per attuare il quale sono ripresi colloqui tra le parti lo scorso 24 gennaio.

In Yemen, è in corso una guerra civile, descritta dall’Onu come la peggior crisi umanitaria al mondo, da quando i ribelli sciiti Houthi hanno iniziato a combattere per il controllo sulle regioni meridionali del Paese. Il 21 settembre 2014, sostenuti dal precedente regime del defunto presidente Ali Abdullah Saleh, gli Houthi avevano effettuato un colpo di Stato che aveva consentito loro di prendere il controllo delle istituzioni statali nella capitale Sana’a. Il presidente legittimo Hadi era stato inizialmente messo ai domiciliari presso la propria abitazione nella capitale e, dopo settimane, era riuscito a fuggire, recandosi dapprima ad Aden, attuale sede provvisoria del governo, e poi in Arabia Saudita, dove risiede tutt’ora.

Hadi è sostenuto da una coalizione di Stati guidata dall’Arabia Saudita, intervenuta nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015 ed è stato riconosciuto anche dalla comunità internazionale come legittimo leader del Paese. La coalizione a suo sostegno comprende l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Sudan, il Bahrain, il Kuwait, il Qatar, l’Egitto, il Marocco, la Giordania e il Senegal. I ribelli sciiti Houthi sono sostenuti, invece, dall’Iran e dalle milizie libanesi filo-iraniane di Hezbollah.

Questi ultimi, dallo scorso 19 gennaio, sono stati classificati ufficialmente dagli USA come un’organizzazione terroristica straniera. Dall’insediamento a capo della Casa Bianca del nuovo presidente statunitense, Joe Biden, lo scorso 20 gennaio, il Dipartimento di Stato degli USA sta però conducendo un riesame della designazione degli Houthi come gruppo terroristico, operata dall’amministrazione dell’ex-presidente statunitense, Donald Trump. Più funzionari dell’Onu e associazioni umanitarie hanno affermato che la classificazione degli Houthi come gruppo terroristico potrebbe aggravare ulteriormente la crisi umanitaria in Yemen. Tuttavia, al momento, gli USA hanno reso esenti dal proprio provvedimento contro gli Houthi le Nazioni Unite, la Croce Rossa e le esportazioni di beni agricoli e sanitari.

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Camilla Canestri

di Redazione

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