Sputnik V: Mosca fornirà all’UE 100 milioni di dosi di vaccino nei prossimi mesi

Pubblicato il 31 gennaio 2021 alle 6:11 in Europa Russia

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Il Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF) ha annunciato che la Russia potrebbe fornire sufficienti dosi di Sputnik V da vaccinare 50 milioni di europei nel secondo trimestre del 2021.

Il Fondo russo per gli investimenti diretti, responsabile della produzione e distribuzione del vaccino Sputnik V di produzione nazionale, ha annunciato che la Russia sarebbe in grado di fornire all’Unione Europea 100 milioni di dosi di vaccino, sufficienti a vaccinare 50 milioni di persone, durante il prossimo trimestre dell’anno.

L’11 agosto la Federazione Russa ha registrato lo Sputnik V che è divenuto, di fatto, il primo vaccino contro il COVID-19 al mondo. Il preparato, che si trova attualmente nella terza fase della sperimentazione clinica che dovrebbe concludersi a maggio, è stato sviluppato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti.

È costituito da due componenti: il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26, il secondo sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5. Il farmaco viene somministrato due volte a un intervallo di 21 giorni. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino. La sicurezza, l’efficacia e la mancanza di effetti avversi a lungo termine dei vaccini ad adenovirus sono state provate da più di 250 studi clinici nell’arco di due decenni. Negli studi clinici più recenti ha mostrato infatti un’efficacia addirittura del 100% contro i casi gravi di Covid-19, ovvero nessuno dei soggetti vaccinati nei test ha contratto sintomi gravi della malattia se infettato dal coronavirus.

Secondo lo sviluppatore del vaccino, lo Sputnik V è in grado di rafforzare l’immunità per più di due anni e ha dimostrato di essere più del 90% efficace nel prevenire il COVID-19.

Ad oggi, più di 1,5 milioni di persone sono già state vaccinate con Sputnik V, dimostrando che il vaccino non provoca gravi allergie.

Un altro punto a favore del preparato russo è la temperatura di conservazione (+2 – +8 gradi Celsius), che consente di conservarlo in un normale frigorifero senza la necessità di infrastrutture aggiuntive per la catena del freddo.

Inoltre il suo costo, circa 10 dollari per dose, lo rende disponibile in tutto il mondo.

L’Ungheria è stata il primo Paese dell’Unione Europea ad aver registrato lo Sputnik V. In precedenza l’uso di questo preparato era stato autorizzato dalle autorità competenti di Emirati Arabi, Argentina, Bolivia, Serbia, Algeria, Palestina, Venezuela, Paraguay, Turkmenistan e Bielorussia.

In precedenza il vaccino Sputnik V era stato registrato anche in Iran, dove si prospetta la possibilità di una produzione congiunta delle dosi di vaccino.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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