Afghanistan: le truppe NATO resteranno anche dopo maggio

Pubblicato il 31 gennaio 2021 alle 12:48 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Quattro funzionari della NATO, il 31 gennaio, hanno rivelato in forma anonima a Reuters che le truppe internazionali presenti in Afghanistan resteranno nel Paese oltre la scadenza di maggio, concordata dagli Stati Uniti con i talebani nell’accordo di pace del 29 febbraio 2020.

Uno tra i funzionari ha affermato che, entro la fine di aprile, non saranno effettuati ulteriori ritiri delle truppe internazionali rispetto a quelli già avvenuti perché i talebani non avrebbero rispettato le condizioni stabilite dall’accordo di pace. In particolare, secondo la fonte, con la nuova amministrazione del presidente statunitense, Joe Biden, ci saranno modifiche nella politica riguardante la questione del ritiro delle truppe dall’Afghanistan, con una strategia d’uscita dei militari dal Paese maggiormente calcolata che sostituirà “il senso di ritiro frettoloso”, che era stato prevalente nell’approccio dell’ex presidente degli USA, Donald Trump.

Al momento, le fonti della NATO hanno affermato che sono in corso valutazioni sui possibili scenari che potrebbero verificarsi dopo la fine del mese di aprile 2021 e che tali considerazioni saranno oggetto del prossimo incontro dei ministri della Difesa della Nato, previsto per i 17 e 18 febbraio prossimi.

Secondo quanto affermato in precedenza da una portavoce della NATO, Oana Lungescu, nessun alleato dell’Organizzazione intenderebbe rimanere in Afghanistan più del necessario ma la presenza delle forze sarebbe legata a condizioni precise. In totale, la NATO ha 10.000 uomini impegnati nel Paese, compresi quelli statunitensi, e sarebbe previsto che tale numero restasse pressoché invariato anche dopo maggio. A tal proposito, però, le fonti intervistate da Reuters hanno affermato che non è ancora chiaro quale sia il piano per il periodo successivo.

Lo scorso 29 febbraio, l’inviato speciale degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, e il leader politico dei talebani, Mullah Abdul Ghani Baradar, avevano siglato un accordo di pace a Doha, in Qatar, alla presenza dell’ex segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo. Secondo quanto stabilito da tale intesa, gli USA si erano impegnati a ritirare tutti i propri soldati presenti in Afghanistan entro quattordici mesi dalla firma dell’accordo, mentre, i talebani, dopo aver richiesto uno scambio di prigionieri al governo di Kabul, avevano accettato di partecipare ai negoziati di pace intra-afghani e hanno fornito garanzie di sicurezza agli USA, quali, ad esempio, l’interruzione dei rapporti con i terroristi. In base all’intesa Washington ha ritirato gran parte delle truppe schierate nel Paese e, al momento, sono ancora presenti 2.500 uomini nel Paese, il numero più basso dal 2001.

Il governo di Kabul e più governi stranieri e agenzie hanno affermato che i talebani non hanno rispettato i termini dell’accordo come dimostrato dall’aumento delle violenze in Afghanistan e dal continuo legame intrattenuto, ad esempio, con Al-Qaeda. Lo scorso 29 gennaio, lo stesso Pentagono aveva accusato i talebani per non aver rispettato l’accordo di pace e aveva annunciato che non avrebbe effettuato un ritiro completo delle truppe statunitensi dall’Afghanistan entro maggio 2021. Al momento, è ancora in corso la revisione dell’accordo di pace da parte dell’amministrazione Biden che ha promesso di portare a termine le cosiddette “guerre infinite” responsabilmente, proteggendo i propri cittadini dal terrorismo e altre minacce.

Da parte loro, i talebani hanno negato tali accuse e hanno poi affermato che gli Stati Uniti sono stati i primi a violare i termini dell’intesa, conducendo bombardamenti contro i civili afghani. Nel corso dell’ultima settimana, una delegazione del gruppo si sarebbe recata in visita in Iran e in Russia e, secondo quanto riferito a Reuters da un leader dei talebani rimasto anonimo, il gruppo starebbe contattando la Cina.

Nonostante dallo scorso 12 settembre siano in corso negoziati tra una delegazione del governo di Kabul e una dei talebani per porre fine ai conflitti interni che hanno interessato l’Afghanistan per vent’anni, nel Paese sono aumentati gli episodi di violenza. Parallelamente, i negoziati non hanno ancora determinato una svolta nella situazione interna al Paese.

Secondo più osservatori, se le truppe della NATO dovessero restare oltre la scadenza di maggio, i talebani potrebbero intensificare i loro attacchi contro la presenza di vari attori internazionali nel Paese, in quanto sarebbe difficile poterli convincere a negoziare un’uscita delle forze straniere dal Paese posticipata.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.