Libia: Emirati Arabi Uniti pronti a cooperare con l’Onu e gli USA

Pubblicato il 30 gennaio 2021 alle 11:01 in Emirati Arabi Uniti Libia

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Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno affermato di essere pronti a lavorare con il Consiglio di Sicurezza dell’Onu e con gli Stati Uniti per la risoluzione diplomatica e politica del conflitto in Libia, dopo essere stati esortati dalla nuova amministrazione statunitense, con a capo il presidente Joe Biden, ad interrompere il loro intervento militare nel Paese Nord-africano.

L’ambasciatrice all’Onu degli UAE, Lana Nusseibeh, il 29 gennaio, ha affermato che vi è “un bisogno urgente” di un rinnovato sforzo diplomatico per concludere il conflitto libico e che gli UAE hanno accolto con favore l’appello del Consiglio di Sicurezza per il ritiro di tutte le forze straniere dalla Libia. A tal proposito, Nusseibeh ha aggiunto che: “l’intervento straniero nel conflitto deve cessare adesso” e che: “Gli UAE sono pronti a lavorare attivamente con tutti i membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, compresa l’amministrazione statunitense, per raggiungere una risoluzione pacifica per la popolazione libica”. L’ambasciatrice emiratina ha poi ribadito che una soluzione diplomatica e politica sia l’unica via d’uscita per la fine del conflitto libico.

Le ultime affermazioni degli UAE in merito al conflitto libico sono arrivate dopo che, il giorno precedente, in occasione di un incontro virtuale del Consiglio di Sicurezza dell’Onu incentrato sulla Libia, l’ambasciatore statunitense ad interim alle Nazioni Unite, Richard Mills, aveva esortato gli attori “esterni”, e in particolare la Russia, la Turchia e gli UAE, ad interrompere “immediatamente”  il loro intervento militare in Libia e a rispettare la sovranità del Paese, che sta cercando di formare un governo unitario, organizzare elezioni e porre fine ai combattimenti al suo interno. All’appello statunitense si erano poi uniti quelli del segretario dell’Onu, Antonio Guterres, della direttrice ad interim della Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), Stephanie Williams, e dei membri del Consiglio di Sicurezza.

Il ritiro delle forze militari e dei mercenari stranieri presenti in Libia rientra tra le clausole dell’accordo di cessate il fuoco dello scorso 23 ottobre, stabilito tra le delegazioni libiche dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, riunitesi a Ginevra nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. I militanti e i combattenti stranieri avrebbero dovuto lasciare il Paese entro il 23 gennaio scorso, ma tale scadenza non è stata rispettata. A tal proposito, nella lettera del 29 gennaio, Nusseibeh ha ribadito che la priorità nello scenario libico sia preservare e rafforzare tale accordo di cessate il fuoco.

Oltre allo stallo delle operazioni militari, nel Paese Nord-africano sono in corso tentativi per la formazione di un governo transitorio unitario che possa guidare il Paese verso elezioni previste per il 24 dicembre 2021. La Libia è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica e, al momento, vede, a livello politico, la presenza di due amministrazioni rivali, quella della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, guidata da Aguila Saleh, e quella del GNA, con a capo Fayez Al-Sarraj, e, a livello militare, il fronteggiarsi delle milizie legate al GNA e di quelle del LNA, che rispondono al generale Khalifa Haftar.

Il GNA di al-Sarraj è il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia, è nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017 ed è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze del LNA sono invece vicine al governo di Tobruk che controlla la Libia orientale ed è guidato da Aguila Saleh, e, a livello internazionale, sono sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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